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economia e finanza

Arriva il primo utile nella storia di Twitter: +91 milioni di dollari

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È una novità, ma per le casse di Twitter, di quelle che pesano parecchio. Per la prima volta nella sua storia infatti la  società quotata alla borsa di Wall Street Twitter registra una trimestrale in utile.

Nell’ultimo quadrimestre del 2017 la società guidata da Jack Dorsey guadagna 91 milioni di profitti, con i ricavi a +2% in un anno, che toccano quota 732 milioni di dollari, battendo in questo modo le aspettative degli analisti.

Segno più anche per il numero di utenti, che arrivano a toccare quota 330 milioni, e che sarebbero cresciuti – ma non ci sono dati precisi su questo – a doppia cifra negli ultimi 12 mesi. I risultati hanno portato il titolo del social media, nel pre-mercato, a salire fino al +22%.

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Soddisfatto per “il buon finale d’anno” il Ceo Jack Dorsey: “Sono orgoglioso dei costanti progressi realizzati nel 2017 – afferma – e siamo fiduciosi sulla strada che dovremo percorrere”.

Nel corso dell’ultimo mese l’andamento delle azioni ha portato il titolo a superare i prezzo di collocamento, quindi quota 26 dollari, livello che non era stato più toccato dal 2015. Si tratta per il sito di microblogging di una importante inversione di tendenza nell’andamento dei conti, dopo le difficoltà che si sono registrate a più riprese dal 2013.

A contribuire al risultato le scelte fatta dal management per far crescere il numero di utenti del social network e fidelizzarli in maniera crescente, ad esempio con la trasmissione in streaming negli Stati Uniti video e dirette sportive, ed estendendo a 280 caratteri il limite per i testi.

A registrate l’aria di cambiamento era stata all’inizio di questo mese Richard Greenfield, analista di Btig Research, secondo cui “la gestione ha rifocalizzato la società sul suo prodotto principale e ha spinto il suo team di prodotto a scorrere più velocemente che mai nella storia dell’azienda”

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economia e finanza

Natam: sabato 16 giugno «Open Day» per il festeggiamento del 45° anniversario

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Per la ditta Natam sabato 16 giugno sarà un importante traguardo.

La storica azienda leader in Trentino nel settore della macchine e attrezzature per le pulizie industriali taglia infatti il suo 45° compleanno.

I due soci Fulvio Bolfelli e Saverio Paoli hanno deciso di festeggiare il prestigioso traguardo organizzando un Open Day per ringraziare tutti i loro clienti, fornitori e sostenitori che in questi anni hanno aiutato la loro crescita.

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A partire dalle ore 10.00 e fino alle 18.00 sarà grande festa all’insegna dell’allegria e della serenità.

Ma non solo.

Infatti per l’evento sono state organizzate dimostrazioni professionali e prove pratiche con la presenza anche di numerosi fornitori storici di Natam. Non mancherà nemmeno il momento istituzionale con molte autorità presenti.

Il tutto accompagnato da un buffet informale che durerà per tutta la giornata.

«Ce ne siamo resi conto quasi per caso – spiegano i due soci – concentrati come siamo nell’affrontare, giorno dopo giorno, le varie problematiche emergenti. Quando si apre un’impresa come la nostra, nel lontano 1973, si brinda al futuro, ci si pongono degli obiettivi, si sogna di andare lontano. Poi un bel giorno, ti rendi conto di quanta strada è stata fatta e di quanta ne resta ancora da fare».

Ma non è stato sempre tutto facile, nel 2008 il mercato ha cominciato a crollare per la grande crisi economica e i fatturati si sono ristretti; ma dentro l’azienda, come si suol dire, tutti si sono tirati su le maniche. «Abbiamo dovuto ricostruire molte cose mattone dopo mattone cercando di rinnovarci all’insegna del rapporto qualità -prezzo, e non è stato così facile. All’inizio del 2016 i grandi sforzi fatti hanno portato a raggiungere obiettivi importanti poi consolidati nel 2017. Questo grazie al mercato che è ripartito ma anche alla nostra lungimiranza, e ad alcune scelte che sono risultate vincenti in termini di innovazione, formazione e diversificazione nel settore» – spiega Saverio Paoli

Oggi Natam vanta un organico di 10 dipendenti, tra tecnici e impiegati, tutti concentrati per dare il miglior servizio alla clientela che sempre di più necessita di rapidità e professionalità.

La scelta della politica di diversificazione ha portato l’azienda ad affermarsi nei settori dell’edilizia, dell’estrattivo, del turistico, dell’alimentare e dell’agricoltura, ponendo saldamente come valore imprescindibile, oltre alle vendita dei prodotti, anche l’assistenza.

Nel DNA della Natam da sempre è presente la condivisione degli aspetti positivi dell’azienda attraverso il coinvolgimento di fornitori, clienti e collaboratori.

«Da qui l’idea di continuare su questa strada e organizzare un Open Day per tutti, una sorta di ringraziamento a tutti coloro che hanno avuto fiducia in noi, supportandoci i anche nei momenti difficili. Questo è da sempre lo spirito della Natam e dei suoi collaboratori; cioè la fiducia, il rispetto e la stima dell’azienda verso la persona, in nome del raggiungimento di un unico obiettivo che è il benessere di tutti» –sottolinea Fulvio Bolfelli.

La mission aziendale è quella di far ricadere le risorse sul territorio, per questo Natam aiuta molte associazioni sportive e onlus «da sempre diamo il nostro contributo senza chiedere nulla in cambio – puntualizza Bolfelli – facciamo quello che possiamo per aiutare chi ne ha bisogno, questa è la nostra filosofia aziendale che cerca di sostenere il territorio e che crea sinergie con le aziende della provincia di Trento».

Natam ha avuto la forza di guardare avanti e vedere nel futuro, «nonostante i 45 anni di attività per noi sabato 16 giugno è un nuovo punto di partenza per affermarci ancora più nel mercato e sul territorio» afferma ancora Saverio Paoli.

Il più bel ricordo di questi anni? semplice, rispondono all’unisono i due soci.«vivere ogni giorno insieme la gioia di lavorare e condividerla con tutti»

Per rimanere sul mercato a buoni livelli è importante l’innovazione e l’aggiornamento. Natam per questo ha partecipato alla Fiera ISSA di Amsterdam dove ha incontrato tutti i più grandi produttori mondiali di idropulitrici, lavapavimenti e spazzatrici.

«È stata una bella esperienza partecipare alla più importante fiera del settore del cleaning, – spiega il responsabile commerciale Alessio Bolfelli – ho riscontrato delle novità nell’implementazione della robotica nelle lava pavimenti e un notevole interesse per l’igienizzazione e la preservazione delle superfici. Certo alcune tecnologie sono ancora sperimentali ed altre per il momento proibitive dal punto del vista del prezzo, ma seguiremo comunque con molta attenzione l’evolversi della tecnologia applicata nel nostro settore»

I titolari della Natam sono anche tra i soci fondatori della «Fondazione Trentina per l’autismo» che ha realizzato il centro Sebastiano di Coredo, il più importante polo sociale italiano dedicato ai soggetti autistici, che ha festeggiato proprio qualche giorno fa il suo primo compleanno.

Vi aspettiamo numerosi per condividere con noi questo grande traguardo!” – concludono i soci della Natam

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economia e finanza

«Piccole imprese sopravvissute nell’ultimo decennio grazie ai beni dei titolari dati in garanzia alle banche»

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Il rapporto della Banca d’Italia evidenzia una crescita elevata del Pil altoatesino pari al 12,8% nel decennio 2007-2017, rispetto a una stagnazione del Pil trentino e al calo del 4,8% del Pil nazionale.

Ma questa crescita è stata sostenuta anche dalle micro e  piccole imprese che, per andare avanti, hanno visto i titolari impegnare i loro beni strumentali e personali.

«Adesso è necessaria una svolta: o subentra un ruolo più attivo della Pubblica amministrazione negli investimenti e nella creazione della domanda o, alle prime avvisaglie di una nuova crisi, centinaia di piccole aziende in tutto il Trentino Alto Adige salteranno per aria». È il commento di Claudio Corrarati, presidente regionale della CNA, al rapporto “L’economia delle Province autonome di Trento e Bolzano” presentato martedì (12 giugno 2018) a Bolzano e ieri (13 giugno 2018) a Trento.

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“Se consideriamo che, secondo il rapporto Bankitalia, la disoccupazione è sotto il 3% e la redditività delle imprese è aumentata, l’Alto Adige – prosegue Corrarati – sembra un’isola felice e il Trentino ha parametri di una terra comunque sana. Quel che il rapporto non dice, però, è che le micro e piccole imprese hanno affrontato gli ultimi 10 anni, compresi quelli della crisi molto dura, non certo con i contributi per l’innovazione, per la quale ad esempio l’Alto Adige è fanalino di coda in Italia, ma si sono rimboccate le maniche ed hanno messo a garanzia dei prestiti bancari i beni strumentali e i beni personali del titolare pur di avere la liquidità necessaria per mandare avanti l’attività, pagare i dipendenti e, in certi casi, anche per creare nuovi posti di lavoro”.

Questo significa, secondo il presidente regionale della CNA, che “ora le micro e piccole imprese sono indebitate e con i beni impegnati a garanzia dei debiti e, per quel che concerne l’artigianato e in parte i servizi, rimane pessima la morale di pagamento con incassi che arrivano a distanza di mesi rispetto alle prestazioni erogate o ai beni venduti, con una tempistica che non collima assolutamente con gli impegni fiscali, contributivi e salariali mensili delle aziende”.

Corrarati invita la Pubblica amministrazione a giocare un ruolo più attivo: “Dietro il sole che splende, ci sono nuvole che si notano poco, ma se arrivasse il temporale della crisi stavolta, senza più beni da impegnare a garanzia, centinaia di aziende in regione salterebbero per aria. Anche il docente universitario della Lub, Francesco Ravazzolo, ha sottolineato la necessità di ampliare la domanda per le micro e piccole imprese, insieme alla riduzione della pressione fiscale, ad esempio l’Imi e la tariffa sui rifiuti. Compiti che spettano alla Pubblica amministrazione, chiamata a snellire le spese nei bilanci, liberando risorse per gli investimenti e ridando ossigeno alle aziende rimaste in apnea per 10 anni. In Alto Adige, inoltre, occorre spingere sempre di più il ruolo del Noi Techpark trasformandolo in motore di innovazione per le piccole aziende, per mantenere alta la competitività”.

Il decennio analizzato dalla Banca d’Italia “è stato – sottolinea Corrarati – una parentesi fuori dall’ordinario, in cui l’Alto Adige ha resistito grazie al traino di turismo, agricoltura, export ed agli incentivi mirati per le ristrutturazioni nell’edilizia. Questi ultimi sono mancati in Trentino, e i risultati negativi si vedono ancora oggi. Adesso occorre tornare all’ordinarietà della crescita economica attraverso sistemi che evitino il blocco delle piccole imprese, tenendo conto che, attualmente, al netto dei beni impegnati con le banche, i piccoli imprenditori a fine anno ricavano dall’azienda redditi inferiori a quelli dei loro dipendenti. Così non ci sono più margini di crescita e per fronteggiare eventuali crisi”.

Per il governatore Ugo Rossi invece “possiamo pronunciare le parole ripresa e tenuta del nostro sistema di coesione sociale in maniera inequivocabile, senza nessun timore” “Non dobbiamo abbassare la guardia – ha detto Rossi – ma la ripresa indubbiamente c’è, perché l’economia trentina è tornata a crescere, il sistema è rimasto coeso ed ha tenuto, ed è tornata anche la fiducia. Parola che dobbiamo utilizzare più spesso quando comunichiamo con le imprese e con i cittadini, lavorando per risolvere le criticità, ma contribuendo anche costruire un clima positivo. I sistemi territoriali, come il nostro – ha aggiunto – possono essere la chiave di una possibile ripresa definitiva. Il rapporto di Banca d’Italia è per noi molto utile e spesso ci ha dato l’occasione di riflettere e poi di intervenire rispetto alle difficoltà evidenziate, come nel caso dell’accesso al credito o rispetto all’orientamento delle politiche a sostegno delle imprese. L’Autonomia – ha concluso il presidente – ci concede alcune leve importanti di intervento, ma dobbiamo saperle utilizzare al meglio con uno sguardo più globale, in questo il rapporto di Banca d’Italia ci aiuta moltissimo”.

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economia e finanza

Cassa Centrale Banca chiede incontro col premier Conte. Fracalossi: “Preoccupazione per riforma del credito cooperativo”

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“Le dichiarazioni del presidente del Consiglio Giuseppe Conte in merito alle intenzioni del Governo di rivedere il provvedimento di riforma del Credito cooperativo destano preoccupazione. La riforma ha l’obiettivo di rafforzare le banche locali per assicurarne la capacità di sostenere le piccole e medie imprese e le famiglie nei territori”.

Lo afferma il presidente di Cassa Centrale Banca, Giorgio Fracalossi.

“Il Gruppo Cassa Centrale Banca ha già inviato l’istanza per la costituzione del Gruppo Bancario Cooperativo agli organismi di vigilanza europei ed italiani, a valle di un lungo, complesso ed impegnativo percorso progettuale con l’impiego di importanti risorse economiche”.

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“In tal senso – prosegue Fracalossi – chiediamo con urgenza un incontro con il presidente del Consiglio affinché possa chiarirci meglio la posizione del Governo, rappresentandogli al contempo i rischi per l’economia locale derivanti da uno slittamento dei tempi della riforma”.

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