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Lo chiede Fugatti attraverso un'interrogazione alla giunta

Fallito il progetto di Telemedika. 138 mila euro buttati al vento?

Dopo l’avvio dell’inchiesta riguardante la maxi consulenza da oltre 7 milioni di Euro che ha visto coinvolte le società Deloitte e Trento Rise, (partecipata della PAT in liquidazione) si era aperto un ulteriore scenario ovvero il rapporto tra Keynet Srl e Deloitte a seguito dell’invito da parte di Trento Rise di ideare il “punto unico di accesso” ai servizi socio-assistenziali della Provincia per un importo di progettazione pari a circa 5 milioni di Euro.

Una nuova inchiesta è stata inoltre aperta sull’appalto vinto da Telemedika Srl (società di cui Keynet Srl possedeva il 60% delle quote mentre il restante 40% faceva capo alla Webbs Srl di M.B. – NdR: Entrambe sono fallite il 15 giugno del 2017) dal valore di 138.000 Euro riguardante i servizi di telemedicina, fornitura di apparecchiature hardware e software, in grado di assicurare il telemonitoraggio di 100 pazienti con patologie croniche degenerative ad alto impatto sociale.

Telemedika infatti sarebbe stata costituita soltanto il 4 ottobre 2012, iniziando la propria attività il 15 ottobre 2012 ovvero soli due giorni prima della gara ad invito. In proposito il consigliere della Lega Nord Maurizio Fugatti presenta una nuova interrogazione dove nella premessa segnala un aspetto alquanto strano; in molti infatti si chiedono come una piccola società, con un capitale sociale di circa 30.000 Euro, abbia potuto battere nella gara due colossi del settore della telemedicina.

Ma i sospetti pare siano aumentati quando si è scoperto che in verità Telemedika sarebbe stata invitata alla gara non il 17 ottobre 2012 come le altre cinque aziende (Medic4all Italia spa, Telecom Italia spa, Cardioline spa, Health Telematic network srl e Tesan spa) ma solo il 6 novembre 2012!

Il Presidente Rossi, rispondeva così ai quesiti posti con interrogazione nr. 2983/XV “Per quanto riguarda l’accesso di Telemedika alla gara è stato conseguente ad una richiesta della stessa in questo senso; e alla successiva valutazione positiva della APSS rispetto alla partecipazione al sondaggio informale previsto dalla normativa in materia di contratti che, come tale, consentiva legittimamente di ampliare il novero dei soggetti partecipanti con i collegati vantaggi in termini di disponibilità più ampia di soluzioni applicative specifiche.”.

Oltre a tale aspetto Maurizio Fugatti, con lo stesso atto, evidenziava (in data 15 aprile 2016) “come mai nessuna dichiarazione sia pervenuta dalla Provincia e dall’Azienda sanitaria in merito al fallimento del servizio affidato a quest’ultima considerato che soltanto 35 pazienti diabetici su 100 sarebbero stati monitorati”.

Il Presidente Rossi, in risposta alla domanda, sottolineava cheIl servizio di telemedicina è stato attivato attraverso il progetto TeleDsole, avente come obiettivo il monitoraggio in Val di Sole di 100 pazienti diabetici, alcuni dei quali affetti da comorbidità (BPCO e scompenso cardiaco), i cui esiti risultano sicuramente positivi…E’ da tener presente che i servizi di Telemonitoraggio costituiscono una realtà nuova, ancora in fase embrionale ed i cui modelli implementativi sono ancora oggetto di studio, sia in Italia che nel resto d’Europa…Il numero di pazienti attualmente monitorati è il risultato di una graduale implementazione del sistema che presuppone: un corretto training degli operatori sanitari, monitoraggio della funzionalità della piattaforma, risoluzione delle problematiche di volta in volta emergenti; tutto con l’obiettivo di pervenire all’arruolamento dei 100 pazienti previsti.”

E’ passato più di un anno dalla risposta all’interrogazione (09.05.2016), ma pare che nessun altro paziente sia stato arruolato. Il numero rimarrebbe fermo a 35 pazienti mentre tutti gli altri kit starebbero giacendo in un magazzino dell’Apss nella propria scatola.

Il problema, stante quanto rilasciato dall’Azienda sanitaria sarebbe di natura organizzativa ovvero una scarsa collaborazione da parte del paziente e un’inefficiente rete di professionisti coinvolti (infermieri sul territorio, medici di base e specialisti delle strutture sanitarie).

Nella complessa interrogazione Fugatti chiede alla giunta di rispondere alle  seguenti domande:

Se ciò corrispondesse al vero, allora perché affidare un simile incarico dal valore di 138.000 Euro senza prima garantire un’adeguata organizzazione? E perché, nel caso, non limitarsi inizialmente solo ad alcuni kit per poi eventualmente provvedere a richiederne altri?

Per quale motivo ad oggi nessun altro paziente pare essere stato arruolato, fermandosi così a 35 persone e lasciando tutti gli altri kit in un magazzino dell’Apss nella propria scatola?

Considerato che l’Azienda sanitaria pare attribuire il problema ad una scarsa collaborazione del paziente e all’inefficiente rete di professionisti coinvolti, se prima di procedere alla gara di appalto si siano effettuate le dovute indagini tra i pazienti, se si siano tenuti incontri con i professionisti e cosa nel caso ne sia emerso

Piuttosto che puntare il dito contro pazienti e professionisti, se non fosse stato il caso di limitarsi inizialmente solo ad alcuni kit per poi eventualmente provvedere a richiederne altri e quali sono i costi di manutenzione e aggiornamento dei kit

Per quale motivo pochi sarebbero i pazienti reclutati a Pergine e nessuno invece in Tesino dove nel 2013 si era presentato pubblicamente il progetto pilota che avrebbe dovuto riguardare 370 anziani garantendo loro a domicilio analisi del sangue, controllo della pressione, elettrocardiogramma e spirometria

Se corrisponde al vero che l’Assessore Zeni negli scorsi giorni ha ripresentato il progetto di telemedicina e se lo stesso verrà attuato diversamente e, nel caso, come e con quali costi aggiuntivi.






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