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Università Trento: dall’Anvur 55,5 milioni per i Dipartimenti di eccellenza

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A ottobre era arrivata la notizia che tutti i dipartimenti dell’Università di Trento (10 su 10) erano stati inseriti nella graduatoria nazionale dei 352 “dipartimenti di eccellenza”

Ieri sera l’ulteriore riconoscimento, pubblicato sul sito dell’Anvur (Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca): 8 su 10 sono stati ammessi al finanziamento.

Il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca (Miur) ha accordato loro risorse complessive per 55,5 milioni in cinque anni (2018-2022).

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Nella graduatoria i 352 dipartimenti degli atenei italiani erano stati ordinati in base al punteggio dell’Indicatore standardizzato di performance dipartimentale (ISPD), indicatore che è stato calcolato da Anvur in base alle valutazioni ricevute nella VQR 2011-2014. La normativa prevedeva che la valutazione fosse in due fasi e che fossero finanziati 180 dipartimenti nell’elenco dei 352 in graduatoria. La seconda fase stabiliva la valutazione della qualità dei progetti di sviluppo presentati.

Dei dieci dipartimenti UniTrento, quattro (Lettere e Filosofia, Ingegneria civile, ambientale e meccanica, Psicologia e Scienze Cognitive e Sociologia e Ricerca sociale) avevano ottenuto punteggio pieno e avevano quindi pari diritto a partecipare alla prima fase di selezione. Visto però che era ammissibile solo un dipartimento per Ateneo, il Senato accademico ha scelto Sociologia e Ricerca sociale. Gli altri nove dipartimenti hanno quindi concorso alla fase successiva.

La valutazione delle domande si è conclusa a fine anno e ieri Anvur ha pubblicato sul proprio sito l’elenco dei 180 dipartimenti ai quali è stato accordato il finanziamento sulla base del progetto presentato.

Il rettore, Paolo Collini, nel commentare la notizia mette in evidenza l’ulteriore riconoscimento della qualità della ricerca svolta dall’Ateneo trentino e la conseguente alta capacità di attrarre risorse. «Considerate le nostre dimensioni, a quanto ci risulta, siamo l’Università con la più alta percentuale di dipartimenti di eccellenza riconosciuti dal finanziamento». aggiunge: «Siamo soddisfatti anche di averci viste accordate la quasi totalità delle risorse richieste (99,8%). È un risultato che va ben oltre le nostre aspettative».

Collini sottolinea: «Le risorse assegnate finanzieranno i piani di sviluppo presentati dai dipartimenti per migliorare la qualità della ricerca e della didattica anche con l’assunzione di personale. Il successo premia quindi la qualità della ricerca e la capacità di progettare lo sviluppo futuro. Il decreto prevedeva inoltre per i dipartimenti afferenti alle aree CUN scientifiche e tecnologiche un finanziamento aggiuntivo specifico per le infrastrutture».

L’assessora alla ricerca e università della Provincia autonoma di Trento si complimenta con l’Ateneo e osserva come questo risultato sia «un ulteriore riconoscimento dell’eccellenza dell’Università di Trento e del sistema provinciale forte e integrato che le sta intorno». Aggiunge: «Questi risultati più che confortanti raccontano la qualità della ricerca degli ultimi quattro anni e il convinto e continuo sostegno provinciale al comparto dell’alta formazione»

Non è mancato un accenno alla norma approvata l’estate scorsa: «Grazie allo sforzo dell’Università e della Provincia siamo riusciti a far approvare l’emendamento chiarificatore del fatto che UniTrento ha pieno diritto a rientrare nel riparto dei fondi nazionali destinati a finanziare gli atenei statali. Quella norma ha blindato la garanzia del finanziamento ministeriale: 55 milioni in 5 anni sono una bella entrata e rendono le fondamenta del sistema universitario trentino ancora più solide».

NOTE – I 180 dipartimenti ammessi al finanziamento sono stati valutati nell’area CUN di afferenza e nei limiti del numero massimo di progetti e di budget definiti dal decreto. Le risorse quinquennali per i dipartimenti di eccellenza erano automaticamente calcolate da decreto in base alla dimensione delle strutture (numerosità dei docenti, “quintile”, da 1 a 5) e all’eventuale fondo aggiuntivo per infrastrutture nelle aree CUN stabilite.

Per il Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale presentato nella prima fase è stato valutato solo il progetto dipartimentale di sviluppo (massimo 30), mentre per i restanti 9 dipartimenti valutati nella seconda fase è stato attribuito un punteggio tra 1 e 100 punti calcolato in base all’ISPD (massimo 70) e al progetto (massimo 30).

La nuova sezione del Fondo di finanziamento ordinario (FFO) dedicata ai dipartimenti di eccellenza è stata istituita con la legge di Stabilità 2017 (legge 232/2016) e ha una dotazione annua di 271 milioni di euro, a decorrere dal 2018. La finalità è incentivare, con un finanziamento quinquennale, l’attività dei dipartimenti universitari che si caratterizzano per l’eccellenza nella qualità della ricerca e nella progettualità scientifica, organizzativa e didattica, nonché con riferimento alle finalità di ricerca di Industria 4.0. Il finanziamento per ogni dipartimento in caso di successo supera i 5 milioni.

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Università: Paola Iamiceli e Andrea Pugliese entrano nel Senato accademico

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Paola Iamiceli e Andrea Pugliese entrano nel Senato accademico dell’Università di Trento. Li ha nominati il rettore Paolo Collini. A metà del suo mandato di sei anni, c’era la scadenza di una parte del team. Come Flavio Deflorian (del Dipartimento di Ingegneria industriale, che ricopriva anche l’incarico di prorettore vicario), di Gianni Santucci (della Facoltà di Giurisprudenza) e di Giuseppina Orlandini (del Dipartimento di Fisica). (altro…)

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L’Università di Trento sperimenta lo “Smart Working”

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Lavorare mezza giornata alla settimana o due giorni al mese senza andare in ufficio, in una modalità diversa. Il termine tecnico è “smart working”, ma viene indicato anche come lavoro “agile”. Ciò che lo caratterizza è la rottura di una formula, quella che misura la produttività in base a tempo e luogo di lavoro. Già il telelavoro aveva aperto la strada a una nuova prospettiva. Ora lo smart working va oltre, in modo strutturato e organico, valorizzando l’autonomia del personale e la sua capacità di raggiungere gli obiettivi, innovando l’interazione con responsabile, team di lavoro e utenza. (altro…)

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Bioetica e biodiritto, quattro tesi di laurea premiate dall’Università di Trento

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Sono Manuela Suanno, Anna Laura Mogetta, Valentina Bigolin e Marta Fasan, tutte e quattro della Facoltà di Giurisprudenza, le vincitrici del premio per tesi di laurea su tematiche di bioetica e di biodiritto, promosso dal Comitato etico per la sperimentazione con l’essere umano dell’Università di Trento nel bando 2017.

Il conferimento avrà luogo mercoledì 18 aprile a mezzogiorno al Palazzo di Giurisprudenza, sala conferenze (Trento – Via Verdi, 53), al termine dell’intervento su “Neuroscienze e diritto” di Antonio D’Aloia (professore di diritto costituzionale, direttore dello University Center of Bioethics, Parma), alle 11, ultimo ospite di “Meeting the Expert”, ciclo di incontri con esperti ed esperte sulle frontiere delle scienze della vita, promosso dalla Facoltà di Giurisprudenza in collaborazione con il Centro Jean Monnet.

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