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Io la penso così…

L’ennesimo imbroglio della politica sull’assegno unico – di Claudio Cia

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Caro Direttore,

la competenza per l’assegno regionale al nucleo famigliare che fino al 31 dicembre 2017 veniva calcolato ed erogato attingendo agli appositi fondi regionali, dal 1° gennaio passa alla Provincia a seguito dell’istituzione dell’assegno unico, strumento di razionalizzazione dei vari benefit esistenti, per rispondere ai bisogni espressi dalle persone e delle famiglie residenti sul nostro territorio.

Ciò che però cambia per l’assegno al nucleo famigliare è la modalità con cui viene riconosciuto; se prima veniva calcolato sulla base di una semplice tabella reddituale del nucleo famigliare ora a determinarne il diritto è l’indicatore ICEF che prende in considerazione i redditi, il patrimonio mobiliare e immobiliare, alcuni oneri detraibili e deducibili, nonché altre indennità e rendite relative ad ogni singolo membro della famiglia, compresi i minori e i conviventi senza legami di parentela.

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Succede che ora con i nuovi criteri di calcolo e le modalità di attuazione dell’assegno unico, a famiglie che nonostante non abbiano mutato il proprio reddito rispetto al passato ma che hanno la proprietà di un appartamento, magari gravato da un mutuo da pagare,  non è più riconosciuto l’assegno regionale al nucleo famigliare che prima invece era loro garantito.

A questo punto sorge spontanea una domanda, ma a quante delle famiglie che nel 2017 era stato riconosciuto l’assegno regionale al nucleo famigliare, ed a quanti oggi è stato invece negato applicando i nuovi criteri di calcolo e le modalità di attuazione del tanto assonnato assegno unico? Ho paura che dalla risposta ne uscirebbe l’ennesimo imbroglio della politica ai danni della famiglia trentina bisognosa.

Claudio Cia – consigliere provinciale «Agire per il Trentino»

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Io la penso così…

Inaccettabile che Saviano dia del buffone a un ministro della Repubblica, l’unico buffone? Proprio Saviano – di Gian Piero Robbi

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Egregio Direttore,

inaccettabile. Roberto Saviano dimostra ancora una volta di non avere il senso delle istituzioni, quelle stesse istituzioni che da 11 anni gli pagano la scorta e che gli stanno permettendo di accumulare “serenamente” milioni di euro con ospitate televisive, libri, dichiarazioni, sceneggiature.

Una persona sotto tutela dello stato non può permettersi di dare del buffone a un Ministro della Repubblica Italiana solo perché mette in discussione la sua scorta. Io sono dell’idea che Salvini non dovrebbe togliergliela perché levandola darebbe linfa vitale a chi lo sta attaccando in tutti i modi, anche dal punto di vista personale. Di martiri ne abbiamo abbastanza.

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Leggo di gente che si augura la morte dei suoi figli, sui giornali ormai Salvini è diventato la vittima sacrificale di una sinistra ormai allo sbando che vive di attacchi, di odio, di polemiche infinite. Qualche anno fa era Berlusconi, ora è Salvini. Questi attacchi “da sinistra” sono giustificati dal fatto che hanno paura, la Lega cresce continuamente nei sondaggi e non sanno come arginare questo cambiamento.

Saviano ha definito Salvini “ministro della malavita” e spero vivamente che l’ufficio stampa di Salvini prenda una posizione netta di fronte a questa affermazione calunniosa che non può passare inosservata. Saviano, invece di farci lezioni di morale e di etica, ci spieghi dov’era la sua sinistra in questi anni quando l’Italia stava naufragando.

Dov’era la sua sinistra quando le ong e la criminalità organizzata si arricchiva con il business dell’immigrazione? Dov’era la sua sinistra quando c’era da alzare la voce in Europa? Dov’era la sua sinistra quando ci opprimevano dal punto di vista fiscale? Credo che gli italiani si siano svegliati, la sinistra ha perso voti e adesso come adesso non interpreta più il sentimento degli italiani.

Conosco centinaia di persone che prima votavano a sinistra e che adesso votano Lega. E non perché sono impazziti, ma solo perché ormai non sono più rappresentati da un partito che vive solo di polemiche e che ha smesso di parlare di lavoro, di riforme e di programmi.

L’unico collante della sinistra è l’odio per Salvini, Purtroppo per loro, gli italiani se ne sono accorti.

Gian Piero Robbi – Agire per il Trentino

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Io la penso così…

Provinciali 2018: ​nuovi schieramenti, vecchi trucchi. – di Claudio Cia

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Spett. Le Direttore,

mentre oggi il Centrodestra Autonomista prosegue tranquillamente per la propria strada, verso un cambiamento di governo anche in Trentino alle Provinciali, grazie all’opera di costruzione di uno schieramento formato sia dai partiti nazionali, (Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e la neo ricostituita UDC) assieme alle formazioni civiche locali (A​GIRE , Progetto Trentino, Fassa, Autonomisti), ogni giorno quello che resta dell’ex maggioranza di centrosinistra provinciale, dopo il tracollo a Referendum e Politiche, perde qualche ulteriore pezzo.

I giornali locali non fanno che dare notizia della cosa, ma la nostra attenzione è da sempre rivolta principalmente ad altro: l’interesse dei ​trentini! I nostri  concittadini non non ci chiedono miracoli, semplicemente si aspettano soluzioni ai loro problemi, perché so​l​o questa è la nostra ragion d’essere in politica.

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Non basta dimostrare infatti di essere ​”nuovi​”​, ma anche di essere capaci di proporre nuove soluzioni ai problemi quotidiani.

Se, a quanto riportato dalla cronaca locale,​ ​il sindaco di Rovereto Francesco Valduga, dopo che per mesi ha smentito di aspirare a candidare alle provinciali perché eletto da poco come sindaco di Rovereto, ha deciso di smentire se stesso, non ci sembra né una novità rilevante né di particolare interesse per la risoluzione dei problemi dei ​trentini.

Si tratta di una scelta improntata più alla consapevolezza che non verrebbe più rieletto, che ad altro.​ ​

Su questo infatti e per le stesse ragioni sembra sia per essere seguito anche dall’UPT, tra i più fedeli “ex azionisti” del governo del centrosinistra, ormai pronti anch’essi ad abbandonare la barca che sta affondando con il Presidente della Provincia uscente Ugo Rossi, rimasto ormai prigioniero di un tragico abbraccio con il PD.

Molt​i osservatori in questi giorni hanno rilevato come alcune formazioni politiche locali, nascondendosi dietro la paura di farsi fagocitare dai partiti nazionali, cercheranno di formare schieramenti alternativi solo ed esclusivamente per tentare di eleggere dei propri rappresentanti (in realtà, come già avvenuto, solo il candidato Presidente e spesso neppure quello) giocandosi il tutto per tutto.​ ​

L’unico risultato certo, oltre al tentativo di confondere l’elettorato, che però ormai sa bene chi rappresenta il cambiamento, è quello di riproporre i teatrini della vecchia politica, in cui il governo provinciale era condizionato da ricatti, quasi come se ci si muovesse all’interno del vecchio sistema elettorale proporzionale.

Oggi fortunatamente, piaccia o non piaccia, il sistema elettorale maggioritario garantisce a chi vincerà anche in Trentino di poter governare con tranquillità, per potersi concentrare sugli interessi dei cittadini invece che su quelli, molto più personali, di alcuni candidati o aspiranti tali.

Claudio Cia – consigliere provinciale di «Agire per il Trentino»

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Io la penso così…

È questo il futuro delle nostre città? – di Enrico Dalfiume

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Egregio direttore,

che l’accoglienza sia un dovere la cosa è fuori discussione, che chi scappa da una guerra abbia tutti i diritti di venire accolto in paesi dove la guerra non c’è altro che tanto: solo che non posso pensare ad un arretramento della nostra civiltà che si fonda su valori della solidarietà della civile convivenza e dell’integrazione, possa o debba soccombere a modelli culturali di questo tipo.

In questo momento la domanda è molto semplice: stiamo facendo troppo poco per dare un tetto a chi non ce l’ha oppure ci stiamo abituando a quello che sarà il futuro delle nostre città? Complice un controllo del territorio che in questo caso mi sembra del tutto inesistente! L’esempio della foto scattata a due passi dal centro storico di Bolzano deve far riflettere.

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Quando non si trovò nessuna soluzione per proseguire con la Giunta Spagnolli ( SVP PD ) il Comune di Bolzano fu commissariato e all’allora commissario Penta venne in mente la brillante pensata di costruire la mensa della Caritas all’uscita del parcheggio cittadino City Park di fronte all Hotel Alpi che verrà abbattuto dal progetto Benko.

Da quel momento in poi in quel prato antistante la mensa sia agli abitanti residenti che ai turisti è stato offerto l’indegno spettacolo di persone che vi bivaccavano quotidianamente lasciando ogni genere di rifiuti e rompendo pressoché quotidianamente le vetrate che di notte venivano giustamente chiuse per non permettere l’accesso ai parcheggi sotterranei.

Per mesi mesi e mesi siamo andati avanti con questo sconcio Anche perché nessuno e quando dico Nessuno intendo nessuno interveniva : polizia locale Polizia o carabinieri passavano oltre senza fermarsi Tanto è vero che per scoraggiare questo bivaccamento l’amministrazione ha dovuto unire di inferriate e alti i cancelli questa mensa che a quanto mi è stato riferito è costata oltre € 450000 di denaro pubblico dopodiché si sono accorti di quello che hanno combinato e adesso stanno progettando di trasportarla in un posto più adatto per fornire assistenza ospitalità e ricovero a queste persone.

La maleducazione continua pressoché quotidianamente anche in tempi molto recenti Per non parlare poi della sera quando si apre la mensa lo spettacolo che viene offerto è veramente degradante per mancanza di organizzazione per mancanza di controllo e per mancanza di servizi i materassi di cui avete visto sono stati posizionati nel prato antistante la parte che si trova dietro alla mensa ma immediatamente adiacente alle nuove colonnine della alperia per permettere alle auto dei turisti o dei cittadini di rifornirsi di energia elettrica nel quadro delle nuove normative esistenti in città.

La considerazione finale è e resta una sola non si è fatto assolutamente niente per impedire questa situazione che ormai si protrae da mesi e mesi e mesi e che ha reso tutto l’intero quartiere a ridosso della Stazione fino a Viale Trento una specie di kasbah incontrollata dove i cittadini e i turisti fuggono e qui non si tratta di un discorso di razzismo si tratta di un discorso di sicurezza Grazie per la cortese attenzione

Enrico Dalfiume

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