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Un libro per raccogliere emozioni e valori di una vita

Parole che parlano di vita, che riescono a riportare alla memoria anche gli odori, i sapori della nostra vita.

Il nostro passato è chiuso in un cassetto della nostra memoria, spesso lo lasciamo aperto così che si va a intrecciare ogni giorno con i passi del nostro cammino, altre volte è chiuso e abbiamo il timore al solo pensiero di aprirlo.

É possibile dare il giusto posto ai ricordi? In che modo?

Il Tuo Biografo (www.tuobiografo.it)  offre la possibilità di costruire la nostra storia: un abito cucito su misura per ognuno di noi, secondo i nostri tempi, le nostre scelte, le nostre paure e le nostre difficoltà: tutto è concesso a chi si apre e decide di raccontarsi.

Un dialogo fatto di ascolto e di domande, di pause e di ricordi, per arrivare ad un libro, la biografia di una vita.

Nina Ferrari è la madre di questa creatura che vuole donare nuove vesti al passato e alle biografie degli uomini, tutte speciali, come speciale è ogni essere umano.

“Sguardi diversi trovano prospettive diverse e anche diversi aspetti di bellezza” afferma Nina,  donna trentina laureata in filosofia all’Università di Bologna e specializzata in editoria alla Oxford Brookes University, in Inghilterra.

Qual è l’aspetto più bello di questo progetto?
“Penso che uno degli aspetti più belli di questo progetto consista nel fatto di dare a qualcuno la possibilità di raccontarsi per com’è davvero e ai suoi cari di portare con sé la sua storia e i suoi pensieri. ‘Vorrei che mia madre fosse qui’, ‘vorrei che mio padre fosse qui’: certo, un libro è un succedaneo, e pure anche abbastanza scarso rispetto alla viva presenza di una persona amata, ma forse più di qualsiasi altro tipo di oggetto può evocare la reale personalità di chi ci è vicino. E non perché è un libro, ma perché la letteratura più di ogni altro mezzo permette, da un lato, di imitare la vita quando lo si scrive e, dall’altro, di immergervisi quando lo si legge. In nessun altro oggetto – un cappotto, un cappello o un orologio – può insinuarsi la personalità di qualcuno come in un racconto letterario. E io credo che questo sia uno dei grandi poteri della narrazione.”

Quale la parte più difficile di questa attività?

“La parte difficile per me è riuscire a intuire in cosa risieda l’autenticità della persona che si ha di fronte, cercare di carpirla nelle sue caratteristiche sfaccettature e, perché no, anche nel suo lessico peculiare. Bisogna saper ascoltare. Bisogna saper osservare. Bisogna saper entrare nei meccanismi di chi si racconta per coglierne i ritmi e i colori. Ma devo dire che questo è uno degli aspetti che più amo del lavoro che mi sono inventata, perché conoscere una persona, approfonditamente, è una delle cose che amo di più.” 

E la privacy?

“Per poter fare quello che mi propongo ho deciso di offrire a chi mi si racconta di firmare un accordo di riservatezza: è importante che chi si racconta a me si senta libero, un po’ come davanti a un terapeuta, a un avvocato o un prete.”

Cosa ha imparato in questo suo nuovo lavoro?
“Solo strada facendo ho capito quanto sia importante il piacere del raccontarsi. Quando incontro le persone che intendono raccontarsi, man mano che si va avanti con le interviste loro mi aspettano come la Volpe col Piccolo Principe. Sono liberi di raccontarsi, di dirmi tutto (anche off the record) e magari la cosa che mi dicono in quel momento la stanno confessando per la prima volta dopo molto tempo solo a me, un’estranea. C’è un piacere del racconto, dell’avere qualcuno che ti ascolta, che ti fa domande per capire meglio, che è incommensurabile. E mentre certo questo discorso può avere qualche punto di congiunzione con la terapia, mi preme sottolineare che io non ho né la formazione né le capacità di un terapeuta. Ma la parola in sé ha un effetto terapeutico. Così come la cura e l’attenzione.”

Chi sono le persone che lei incontra?

“Chiunque può decidere di lasciarmi la propria storia, sia chi nella vita ha combinato un sacco di cose dal punto di vista pratico, nella sua carriera, e sia chi da quel punto di vista ha fatto meno, ma sente di aver capito qualcosa della vita: tutti siamo speciali, abbiamo un nostro speciale modo di vedere il mondo, un modo particolare di affrontarlo. Ed è quella l’essenza che voglio cogliere. A volte il coraggio di una persona si vede nel modo in cui affronta un affare; altre volte nel modo in cui affronta una questione familiare. Il mio compito è scoprire quella peculiarità. Molte persone, purtroppo, non sanno neppure di averla.”

Cosa può essere raccontato?
“Tutto quello che per qualcuno è importante può essere raccontato: le difficoltà superate e le battaglie affrontate nel corso di una vita,  le lezioni imparate e il proprio speciale punto di vista sul mondo. Così come i grandi amori, le amicizie o i viaggi che cambiano la vita. Una storia può essere breve o lunghissima, allegra o malinconica, personale o professionale. Ma quello che conta è che evochi quella persona particolare. E che, nel momento in cui si legge quella storia, sia evidente che essa non possa appartenere a nessun altro.”

Ci sono nuove idee per Il Tuo Biografo?

In questo periodo sto cercando di conoscere il mondo dei matrimoni perché nel momento di un passaggio così importante, la strada che ti ha portato lì – con qualcuno che ha percorso quel tratto con te – è sicuramente rilevante. Ogni grande storia d’amore è importante e, almeno secondo me, andrebbe celebrata: che si tratti di un racconto romanzesco o di qualcosa di più leggero e umoristico, ognuno dovrebbe avere la possibilità di ricordare e celebrare il proprio amore. E qualcuno vorrebbe dirmi che queste non sono cose importanti?”

Vorrei riuscire a entrare nel mondo, se esiste, degli anniversari di matrimonio importanti. Vorrei riuscire a proporre Il Tuo Biografo come un regalo da fare al proprio figlio appena nato: ecco, questo è il modo in cui sei arrivato a far parte di questo mondo, e sappi che sei sempre stato amato, fin dall’inizio.”

Cosa ama di più di questa sua creatura?

“Quello che amo di Il Tuo Biografo è che in qualche modo ha un progetto etico che rende il parlarne tutt’altro che imbarazzante. Io sono terribile con la vendita di me stessa, mi vergogno tantissimo. Ma parlare di un servizio che rimetta al loro posto i valori importanti, cioè la celebrazione delle nostre radici, del tesoro immateriale che possediamo come esseri umani, come famiglie, mi rende orgogliosa. Perché quando una persona decide di intraprendere un percorso biografico, sta facendo un favore a se stessa, ma sta anche regalando un pezzo di storia alla sua famiglia. E, viceversa, se i figli di una persona decidono di regalare un’esperienza di questo tipo ai loro genitori o ai loro nonni, stanno al contempo facendo un regalo anche a loro stessi, anche se ancora non lo sanno.”






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