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Lo rende noto la Fai Cisl Trentino.

Rinnovato il contratto collettivo provinciale di lavoro degli operai agricoli del Trentino.

E’ stato siglato il 20 novembre in serata, l’accordo che rinnova il contratto provinciale degli operai agricoli.

L’intesa, che riguarda 15mila addetti tra personale locale e addetti assunti per le raccolte stagionali, arriva al termine di una trattativa lunga e non sempre facile, su cui hanno pesato anche gli effetti negativi prodotti dalle avverse condizioni meteo di quest’anno.

L’accordo prevede un aumento del 2 per cento della retribuzioni, un importante lavoro di revisione delle figure e degli inquadramenti professionali in alcuni settori (ittico, agriturismo) e il raddoppio del periodo di comporto, da 180 giorni ad un anno, in caso di grave malattia.

Il nuovo contratto segna inoltre un importante passo avanti nelle misure di prevenzione e contrasto dell’illegalità nel lavoro nei campi, dando attuazione, tra i primi in Italia, a quanto prevede la legge contro il caporalato.

Per quanto riguarda l’aumento delle retribuzioni il sindacato guidato da Fulvio Bastiani ha ottenuto un discreto risultato, anche se come ricordato hanno inciso le difficoltà che sta affrontando l’agricoltura trentina a causa delle disastrose gelate primaverili.

Il contratto, tra le altre cose, aumenta di un giorno il periodo di congedo retribuito per i padri, norma i rimborsi chilometrici e obbliga i datori di lavoro ad anticipare i pagamenti di competenza dell’Inps, quali la malattia, la maternità e la cassa integrazione.

Soddisfazione da parte di tutti i protagonisti per l’intesa raggiunta sul piano della sicurezza e della qualità del lavoro, con l’attuazione anche nella nostra provincia della rete provinciale per il lavoro di qualità. Inserito nell’accordo anche l’impegno ad attivare questa rete entro la fine del 2018 e la sua istituzione avverrà attraverso il nascente ente bilaterale di settore con il coinvolgimento oltre che dei sindacati e dei datori di lavoro anche dell’Inps e delle istituzioni provinciali del lavoro.

Si tratta di una misura prevista dalla legge nazionale di contrasto al caporalato, una sorta di white list delle aziende virtuose sul piano della sicurezza, della legalità e della qualità del lavoro.






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