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La magia del metateatro pirandelliano riletta da Bernardi

Dopo il debutto in prima nazionale giovedì 9 novembre a Bolzano, l’opera pirandelliana Questa sera si recita a soggetto diretta da Bernardi approda al Teatro Sociale di Trento. Lo spettacolo ambientato sulle scene di Gisbert Jaekel vedrà in scena una nutrita e variegata compagine guidata da Patrizia Milani e Carlo Simoni.

In un anno cruciale della storia mondiale, il 1929, un Pirandello da poco nominato Accademico da Benito Mussolini guarda da lontano la sua Sicilia, forse ripensando all’esperienza capocomicale in seno al Teatro d’Arte appena conclusasi.

Il fallimento di un’impresa ambiziosa come quella di creare una compagnia teatrale, tuttavia, non rappresenterà una battuta d’arresto nella carriera di un artista destinato anzi ad essere celebrato come i più eccentrici e significativi portavoce dell’arte drammaturgica italiana del Novecento.

Questa sera si recita a soggetto, apice e coronamento della cosiddetta trilogia del “teatro nel teatro” inaugurata nel 1921 con l’altrettanto celebre titolo Sei personaggi in cerca d’autore è forse la più compiuta, dal punto di vista della riflessione sul teatro, delle tre opere che ne fanno parte.

La piéce teatrale, indubbiamente complessa ed innovativa, porta sul palcoscenico il collerico conflitto tra il megalomane regista Hinkfuss e il suo entourage di attori, costretto a “recitare a soggetto”, cioè ad improvvisare sulla base di uno scarno canovaccio di torbida gelosia siciliana.

In una «prepotente dialettica di suoni, di luci, di colori, di passioni elementari» gli attori, poco disposti a sottostare ai capricci e ai vezzi del loro eccentrico mentore, si ribelleranno sbagliando volontariamente le battute ed inventando scene non previste, fino a cacciare lo stesso regista per continuare la recita da soli – e con risultati sorprendenti: un epilogo definito dallo stesso Bernardi come «il trionfo della magia del teatro, nel momento stesso in cui si fa davanti a noi spettatori».

L’ammutinamento della compagnia, con la cacciata del regista dal teatro e la tensione assoluta che ne consegue viene descritta nelle note di regia come «una scena strepitosa» e «altamente drammatica», un vero e proprio momento catartico che inizialmente spaventerà perfino gli attori stessi, rimasti senza la propria ‘parte’ su un palcoscenico ormai vuoto e buio. S’infrange così, tra il vociferare confuso della platea, l’impercettibile barriera che separa la messa in scena dal pubblico in sala: crolla la fiction per lasciare spazio alla vera natura della creazione teatrale.

Il labile eppure significativo legame tra realtà e rappresentazione, spesso dato per scontato, verrà portato allo scoperto per poi essere ribaltato in sala in un «un capolavoro di caos organizzato» dove gli attori interpreteranno non solo il rispettivo ruolo in quanto personaggi fittizi, ma si mescoleranno anche tra gli spettatori in platea, a volte dialogando – con toni più o meno concitati – con i propri colleghi sul palco, altre volte giocando la parte del pubblico impertinente e pronto a giudicare l’operato della compagine teatrale. Parafrasando Lucio Lugnani (1977), Pirandello costringe, per così dire, il pubblico allo «shock di uno spettacolo in cui senza tregua si discute di come fare lo spettacolo mentre lo si fa».

Con quest’opera Pirandello (e perché no, lo stesso Bernardi) ci conduce a quella che è la sua peculiare concezione del teatro, un mondo in cui la performance drammaturgica non è che una delle infinite realizzazioni possibili da portare sul palcoscenico.

La commedia è, per definizione stessa dell’autore che la scrisse, una «commedia da fare», un’opera non compiuta, inconclusa, aperta, in cui sono gli stessi attori a dare vita e corpo ai personaggi, intrappolati in un copione altrimenti destinato a rimanere sempre uguale e fine a se stesso.

Descrivere Questa sera si recita a soggetto come un’opera meta-teatrale inserita nel più ampio dibattito europeo dell’epoca sulla funzione del teatro sarebbe tuttavia riduttivo, soprattutto per la naturale capacità di questo spettacolo di evocare immagini suggestive grazie anche ad un uso sapiente dell’allestimento scenico, tra sipari che si aprono e chiudono per lasciar spazio a cornici di Cabaret, campi d’aviazione e spazi vuoti in attesa di essere sfruttati da un’arte poietica qual è la drammaturgia.

Vedere questa commedia sarà perciò un po’ come assistere di nascosto – o meglio, partecipare – ad una prova teatrale, ma con un enorme vantaggio: quello di poter godere dell’astuzia drammaturgica firmata da un autore Premio Nobel per la letteratura quale Pirandello e di condividere con lui, a distanza di decenni, una riflessione critica ed introspettiva sul proprio lavoro creativo.

Come di consueto, la rappresentazione di Questa sera si recita a soggetto sarà accompagnata nel pomeriggio di venerdì 17 novembre alle ore 17.30 presso lo Spazio Ridotto del Teatro Sociale, dal «Foyer della prosa», incontro di approfondimento critico che il Centro Servizi Culturali S. Chiara propone in collaborazione con il Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Trento. Alla discussione saranno presenti il docente Massimo Rizzante e la compagnia.






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