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Dietro i ponteggi: il restauro delle facciate di Palazzo Pretorio

Entro la fine dell’anno terminerà il restauro delle facciate di Palazzo Pretorio, sede del Museo Diocesano Tridentino dal 1963.

I lavori, che hanno coperto per alcuni mesi il prospetto di uno degli edifici più fotografati della città, sono l’occasione per riscoprire la storia di questo antico palazzo e per conoscere le moderne tecniche di restauro applicate ai beni culturali. Interverranno all’incontro i restauratori del Consorzio Ars – Conservazione Restauro di Beni Culturali ai quali è stato affidato il restauro del Palazzo.

PALAZZO PRETORIO – L’edificio nel quale ha sede il Museo Diocesano Tridentino, comunemente denominato Palazzo Pretorio, fu dall’Alto Medioevo residenza dei Vescovi di Trento. La prima attestazione esplicita del palazzo vescovile risale al tempo del vescovo Enrico (1068-1082): pur non conoscendo le dimensioni di questo antico edificio, sappiamo dai documenti che era dotato di due cappelle private sovrapposte, consacrate il 1° novembre 1071.

Intorno al 1255 Egnone di Appiano trasferì la residenza vescovile nella fortezza del Buonconsiglio. Iniziò così il progressivo abbandono dell’antico palazzo, adibito parzialmente a sede della Corte di Giustizia e del pretore. Nel 1533 Cristoforo Madruzzo cedette la parte verso la Torre di Piazza al Monte di Pietà che, a sua volta, subaffittò il secondo piano ai consoli della città e al Collegio dei dottori. Nel 1676 Sigismondo Alfonso Tuhn promosse il restauro dell’edificio, unificando la facciata che perse l’originaria configurazione romanica, ripristinata dopo un radicale restauro negli anni Cinquanta del XX secolo. Nel 1963 il palazzo venne adibito a sede stabile del Museo Diocesano Tridentino.






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