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L’addio al calcio del «Maestro» Andrea Pirlo.

Con un lungo tweet diffuso nella giornata di ieri Andrea Pirlo ha ufficializzato il proprio ritiro dal calcio giocato.  Dopo l’addio del Maestro, (Pirlo era chiamato così) sono subito arrivati i messaggi social dei suoi vecchi compagni nel Mondiale 2006: “Grande campione e maestro, unico in tutto quello che faceva”hanno dichiatato Totti, Buffon e Nesta.

La semifinale di Eastern conference della Mls, fra il ‘suo’ New York City e il Columbus Crew, è stata quindi la sua ultima partita. “Il mio ultimo match in MLS. E, visto che il mio tempo nel NYFC è finito – scrive Pirlo – vorrei dire qualche parola. Vorrei ringraziare ognuno di voi per l’appoggio che mi avete dato e la gentilezza con cui mi avete trattato in questa incredibile città. Grazie a tutti, allo staff tecnico, ai compagni e a tutti coloro che lavorano dietro le quinte. Non finisce solo la mia avventura a NY, ma anche il mio viaggio nel mondo del calcio come giocatore, quindi vorrei avere l’opportunità di dire grazie alla mia famiglia e ai miei bambini per il sostegno e l’amore che mi hanno sempre dato e tutte le squadre e i compagni con cui ho avuto l’onore di giocare. Grazie a tutti coloro che hanno reso così incredibile la mia carriera e a ogni tifoso che, nel mondo, mi ha dato il proprio supporto. Sarete sempre dalla mia parte, e nel mio cuore”

Andrea Pirlo è nato a Flero, il 19 maggio 1979 ed è stato campione del mondo con la nazionale italiana nel 2006 e vicecampione d’Europa nel 2012.

È considerato uno dei più grandi centrocampisti della sua generazione ed uno dei più forti registi della storia del calcio mondiale. Quattro volte sul podio dei migliori registi dell’anno secondo l’IFFHS (tra il 2006 e il 2015), in altrettante occasioni è stato inserito tra i 23 candidati al Pallone d’oro, classificandosi nono nel 2006,  quinto nel 2007, settimo nel 2012 e decimo nel 2013. Con la nazionale ha totalizzato 116 presenze (quarto nella relativa classifica di presenze) e 13 reti, partecipando a tre Mondiali, tre Europei e due Confederations Cup.

Ha giocato con la maglie di Brescia, Inter e Reggina, prima di passare al Milan, squadra in cui ha militato per dieci anni e dove è stato titolare inamovibile nello schema tattico del tecnico Carlo Ancelotti. Con i rossoneri ha conquistato due scudetti, una Coppa Italia, una Supercoppa italiana, due Champions League, due Supercoppe UEFA e una Coppa del mondo per club. Dal 2011 al 2015 è stato un giocatore della Juventus, con cui ha conquistato quattro scudetti, due Supercoppe italiane e una Coppa Italia.

È primatista di presenze (37) e di reti (15) con la maglia della nazionale Under-21 e, insieme a Daniele De Rossi e Mario Balotelli, è uno dei tre giocatori ad aver segnato almeno una rete in ognuna delle tre principali competizioni calcistiche disputate dalla nazionale maggiore (il campionato mondiale, il campionato europeo e la Confederations Cup).

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