Menù principale

Gravi dichiarazioni del padre del Rosatellum contro lo statista trentino

Legge elettorale, Rosato (PD) su De Gasperi: «Un golpista in via di beatificazione»

Trentino protagonista nel marasma politico della nuova legge elettorale. Nel mezzo dell’approvazione del “Rosatellum bis” ci sta anche la frecciata del deputato Pd Ettore Rosato, padre della nuova legge elettorale, che durante le dichiarazioni di voto ha riservato un attacco a uno dei padri della Repubblica, Alcide De Gasperi, definendolo un golpista in via di beatificazione. 

Il M5S aveva ricordato che pochissime volte nella storia della Repubblica era stata posta la fiducia per far passare una legge “con la forza”. Il riferimento è alla legge truffa del 1953 su cui venne posta la fiducia dal governo De Gasperi. Uno dei pochi precedenti in Italia come quello del 1923 che vedeva protagonisti il Duce e la legge Acerbo. Ultimo Renzi con l’Italicum, poi dichiarato incostituzionale.

Questo l’intervento di Rosato nella dichiarazione finale di voto. “Lasciamo perdere Mussolini, lasciamo perdere De Gasperi. Un golpista in via di beatificazione. L’unica forzatura sta nei 120 voti segreti con cui credevate di poter scrivere voi la legge elettorale. Siamo arrivati qui per merito di Mdp e M5s. A giugno avevamo scritto un modello che vi andava bene. Ma siccome fare un accordo politico con noi non andava bene, avete dovuto bocciarlo. Il Rosatellum l’ha voluto Fico. E voi, colleghi a sinistra, siete riusciti a votare contro l’accordo sul Trentino Alto Adige che era stato firmato da Bersani. Quando ci sono due forze come le vostre, che preferivano il Consultellum, lo dovevate dire con chiarezza. Avete sempre detto no a qualsiasi nostra proposta e io rivendico di aver fatto una legge elettorale ‘insieme’, con un’ampia maggioranza. Non si rappresentano gli italiani con la guerra, ma con lo spirito di servizio”.

La Camera ha poi dato il via libera alla legge elettorale con 375 sì e 215 voti contrari. Dopo tre votazioni di fiducia, il testo viene approvato con voto segreto superando la barriera dei franchi tiratori.

Dopo il voto, Di Maio ha dichiarato: “Hanno 66 franchi tiratori, stanno a pezzi, potranno avere la maggioranza qui dentro ma noi abbiamo la maggioranza degli italiani onesti. Ma è solo il primo round, ora la palla passa ai senatori. Già  si parla di mettere la fiducia anche lì, roba che non si è mai vista. Se la riforma passerà anche al Senato, chiederemo pacificamente davanti al Quirinale che il presidente Mattarella non la firmi. Ma ringrazio i partiti uniti contro di noi, perché ci stanno facendo la campagna elettorale”.






Lascia un Commento

Your email address will not be published. Required fields are marked as *

*