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Dopo i due anni per bancarotta fraudolenta aggravata arrivano altri 5 mesi di condanna.

Quadro Uno: Grassi condannato per evasione iva di 1,612 milioni di euro.

Novità nella vicenda che ha coinvolto la «Quadro uno» di Alberto Grassi, ex presidente controverso del calcio Mezzocorona  estromesso dall’ultimo campionato di calcio che ha di fatto terminato la sua storia sportiva.

La società era finita in bancarotta con un buco di quasi 7 milioni di Euro quasi un anno fa. (qui l’articolo) Grassi allora era stato condannato grazie al patteggiamento a 2 anni di reclusione per bancarotta fraudolenta aggravata, mentre il suo socio, grazie al patteggiamento era stato condannato a 1 anno e 4 mesi.

Ieri per i due è arrivata una nuova condanna. Il giudice Enrico Borrelli ha condannato Alberto Grassi e Damiano Berteotti rispettivamente a 5 mesi di reclusione con revoca della sospensione condizionale essendo stati i fatti riuniti in continuazione con quelli che avevano portato al precedente patteggiamento e a 4 mesi con la sospensione condizionale il socio Berteotti.

I due sono stati condannati per non avere versato l’Iva per 1 milione e 612 mila euro, nell’anno 2012. Il giudice inoltre ha disposto la confisca di due immobili e di alcune polizze vita.

I soci della quadro Uno erano stati condannati per bancarotta fraudolenta aggravata per aver mantenuto nel bilancio crediti inesigibili, «in quanto già ceduti a banche o fornitori», per l’importo complessivo di oltre 4 milioni di euro. Nelle scritture contabili Grassi, che al tempo era amministratore unico, ha fatto figurare anche dei crediti in realtà inesistenti. Nel periodo antecedente il fallimento sono stati fatti dei continui prelievi definiti «selvaggi» perchè in presenza di un totale squilibrio finanziario. Alberto Grassi ha distratto inoltre dei fondi dalla quadro uno s.r.l. in beneficio di un’altra società riconducibile allo stesso Grassi.

Il socio invece ha sottratto due immobili ubicati in val di Non poco prima del fallimento intestandoli gratuitamente ad una SPA.






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