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Quando la paura di non riuscire porta al fallimento

Quante volte ci capita i sentirci insicuri prima di fare o di dire qualcosa, oppure ci nascondiamo dietro ad una domanda come “ma ne vale veramente la pena di…”? In questo modo ci ritiriamo, prima ancora di esprimerci, pensando che sia la cosa migliore, senza sapere invece che è la paura che ci blocca.

Quando pensiamo alla paura, normalmente immaginiamo una persona che fugge da un pericolo o si difende, quindi si muove, fa qualcosa per mettersi in un qualche modo al sicuro, ma la paura ha anche il potere di immobilizzare le nostre azioni e, soprattutto quei pensieri che portano al compimento della stessa azione e quindi anche di un progetto.

Quali possono essere alcune delle cause di questo blocco che favorisce il fallimento di quello che facciamo?

In questo caso la bassa autostima può incidere sul nostro comportamento, facendoci evitare situazioni in cui pensiamo di non riuscire. Magari nella nostra storia personale vi sono state persone importanti per noi che ci hanno svalutato, preso in giro o magari solo non incoraggiato di fronte ai nostri primi ostacoli. In aggiunta la crisi economico-sociale di questi ultimi anni ha rinfrancato il fatto che sia difficile trovare lavoro anche se abbiamo studiato o che sia azzardato formare una famiglia e realizzarsi sentimentalmente perchè non ci sono soldi per mandare avanti una casa e crescere i figli.

La paura di non riuscire è diventata quindi molto frequente e cresce sempre più immobilizzandoci e autoboicottandoci. In questo ultimo caso si attuano strategie per realizzare quello che vogliamo, ma contemporaneamente si fanno cose che distruggono quello che abbiamo affannosamente costruito.

Come superare questo grave impasse? Un primo suggerimento è cominciare a pensare che il fallimento è inevitabile. Le persone di maggiore successo hanno vissuto uno o più fallimenti. Il segreto è il valore che scegliamo di dare al nostro insuccesso. Se cerchiamo di imparare qualcosa da ciò che non è andato come pensavamo abbiamo già guadagnato qualcosa e possiamo cambiare i nostri pensieri, le nostre strategie e le nostre azioni.

La cosa più importante è fissare degli obiettivi, verificare se questi possano essere realizzabili, altrimenti ridimensionare ciò che vogliamo fare e creare dei piccoli step finalizzati al nostro scopo.

Altra cosa fondamentale è cercare di evitare pensieri negativi, prima sostituendoli con altri positivi, poi cercando di concentrarci su quello che dobbiamo fare e che è stato precedentemente progettato e meditato, perché pensare troppo ritarda l’azione e quindi la realizzazione.

Oggigiorno la psicologia più che mai oltre ad analizzare le problematiche di chi chiede aiuto dovrebbe sostenere le persone nelle loro difficoltà aiutandole a superare blocchi dovuti a difficoltà interne all’individuo ed esterne e quindi appartenenti all’ambiente circostante.

Molte discipline recenti e alla moda sono dedite al miglioramento delle prestazioni delle persone, ma se non analizzano gli elementi profondi della personalità e non si attendono i tempi del proprio cliente il fallimento in questo caso fa parte della tecnica stessa di aiuto.

In questo senso è bene porre attenzione a tutti quei sistemi informatici e a quei tecnici che promettono il successo personale o economico, senza tuttavia avere basi scientifiche, psicologiche e sociali per dare il proprio aiuto.

D.ssa Marica Malagutti – Psicoterapeuta – Psicodramma Psicoanalisi  –Psicologa Forense – Specializzazione in Diritti Umani Cooperazione allo Sviluppo






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