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«La provincia si muove in modo nascosto per non far sapere nulla ai cittadini»

Stage gratuiti profughi a ditte trentine, Degasperi (M5s): «Disparità di trattamento vergognoso, cittadini trentini di serie B»

Dopo l’articolo apparso sulla nostra testata ieri riguardante le corsie preferenziali che i richiedenti asilo hanno nel mondo del lavoro, testimoniate dalle denunce di alcuni imprenditori, sulla questione interviene anche il consigliere pentastellato Filippo Degasperi.

La sua è un’ulteriore denuncia, e senza mezze parole, che coinvolge la provincia autonoma di Trento che a detta del consigliere fa di tutto per tenere nascosto alla comunità quanto sta succedendo sulla questione Lavoro – richiedenti asilo. Il fatto sarebbe confermato anche dalla mancanza di risposte ad un’interrogazione posta sulla questione che avrebbe dovuto avere risposta il 28 giugno e che è tutt’ora rimasta inevasa.

«Qualcuno oggi si stupisce che le strutture finanziate dalla Provincia per gestire l’accoglienza contattino telefonicamente diverse società trentine, – spiega lo stesso Degasperi – chiedendo di accogliere richiedenti asilo nei loro esercizi commerciali e di assegnarli allo svolgimento di stage pagati presumibilmente dalla Provincia. Questa prassi, già di suo eclatante, è nota da mesi e nel nostro piccolo abbiamo provato a comprenderne le dinamiche interne. Due sono state le interrogazioni presentate dal Movimento 5 Stelle, l’11 aprile e il 26 maggio scorsi. La prima ha ottenuto risposta che conferma le segnalazione pervenuteci, mentre la seconda è inevasa, sebbene il termine per la sua trattazione sia scaduto il 28 giugno».

Due imprenditori dopo la pubblicazione del nostro articolo hanno voluto fare delle precisazioni, che peggiorano ancora di più la situazione. Infatti pare che in alcuni casi il richiedente asilo non venga proposto alle aziende un mese gratis, ma bensì sei mesi.  Se così fosse sono in molti a chiedersi dove siano in sindacati che dovrebbero tutelare i lavoratori. Naturalmente il richiedente asilo riceve dalla Provincia di Trento 600 euro al mese pagati dalla comunità trentina. Alla fine insomma paga sempre pantalone.

Quindi ricapitolando, la provincia offre attraverso Cinformi mano d’opera gratis degli immigrati agli imprenditori che potrebbero anche approfittarne, anche se pare che nessuno fino ad ora abbia accettato questo tipo di proposta, ma però i lavoratori vengono pagati dalla Provincia. Un vero affare per tutti insomma, eccetto che per i contribuenti che devono mantenere gli imprenditori, il carrozzone del Cinformi, gli immigrati che magari non ricevono nemmeno lo status  di profugo e diventano clandestini e i politici che prendono queste decisioni.

Degasperi poi conferma che per il momento «non abbiamo il piacere di sapere quali siano gli enti coinvolti, i corrispettivi del personale preposto per tali incarichi e i costi totali dell’operazione. Come molti intuitivamente penseranno, evitare di fornire i dati che abbiamo chiesto è la conferma che la Provincia si sta muovendo in maniera nascosta per non far trapelare nulla agli occhi dei cittadini». «Cittadini – conclude il consigliere – che inevitabilmente finiscono per essere di serie B e subire una vergognosa disparità di trattamento. Da un lato infatti non ci risulta che lo stesso zelo venga approntato per trovare opportunità lavorative ai residenti regolari. Dall’altro rileviamo che la Provincia attiva una corsia preferenziale per reperire opportunità stipendiate ai richiedenti asilo. A voi il giudizio».



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Un commento A Stage gratuiti profughi a ditte trentine, Degasperi (M5s): «Disparità di trattamento vergognoso, cittadini trentini di serie B»

  1. Giovanni ha detto:

    MA DOBBIAMO COMMENTARE??? CHE VADANO A FARE………..

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