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Caduta di stile di Daldoss via WhatsApp

Cia sulla denuncia del Sindaco di Cavedago: «dovrà mettersi in coda».

Fra il sindaco di Cavedago Silvano Daldoss e il consigliere provinciale Claudio Cia non corre buon sangue da molto tempo.

Il sindaco del piccolo paese di circa 500 abitanti nella giornata di ieri ha comunicato attraverso i media trentina di aver depositato una denuncia nei confronti di Claudio Cia. Denuncia che sarà ora oggetto di indagine e che verrà probabilmente archiviata in fretta. 

Nelle sue dichiarazioni – ha detto ieri Daldoss –  il consigliere provinciale dimostra «l’arte di fomentare i processi mediatici a proprio uso e consumo, che purtroppo è un male pernicioso ben diffuso e radicato di questi tempi; e siamo indotti a domandarci se degli esponenti di tale noncultura, faccia parte anche Claudio Cia per tirare acqua al suo mulino e figurare come il giustiziere Trentino».

​​Sulla nuova denuncia da parte del sindaco di Cavedago Claudio Cia ha replicato ieri con ironia e decisione. Purtroppo da parte del sindaco di Cavedago c’è da segnalare una caduta di stile ancora più grave se eseguita in veste di chi deve rappresentare le istituzioni e tutta la comunità. La diatriba politica infatti deve sempre rimanere in tale ambito, e non sfociare con attacchi sulla vita privata. Una pagina per il sindaco di Cavedago da dimenticare in fretta.

Daldoss infatti si è preso la briga di inviare un messaggio WhatsApp (foto sotto) a Cia il giorno del suo matrimonio (NdR – sabato 9 settembre) con la foto della denuncia e la scritta “Auguri! Felice matrimonio!”. Una brutta pagina di chi fa politica e dovrebbe dare il buon esempio e un attacco verso uno strumento di democrazia qual è l’interrogazione che serve a fare chiarezza e dare trasparenza alla politica.

«Ma ormai sono abituato a persone convinte che la loro carica politica gli attribuisca un diritto di “intoccabilità”, e quando trovano qualcuno che gli scompiglia le carte in tavola perdono la pazienza e utilizzano le denunce in forma intimidatoria o vendicativa – ha spiegato il segretario di Agire per il Trentino.

«Da quando sono in Consiglio provinciale ho raggiunto infatti i sette procedimenti a mio carico, – aggiunge Cia –  con le rispettive spese che hanno superato abbondantemente i 51mila euro: si va dal “caso firme” (per il quale sono stato assolto) alle querele di dirigenti provinciali, e a breve sarò a Roma al Ministero della Salute per un altro procedimento. Si è appena conclusa inoltre l’indagine ben più complessa partita da un esposto dell’Azienda Sanitaria e legata sempre ad una mia interrogazione, che ha dimostrato che non solo non ho compiuto alcun illecito, ma ha riconosciuto che si trattava dell’adempimento di un diritto/dovere, nell’interesse della collettività».

Riguardo al caso di Cavedago, se su due interrogazioni fatte in tema di urbanistica Cia ha  ricevuto due denunce da parte del sindaco, «probabilmente il problema non ce l’ho io – dice Cia –  immaginiamoci se dovessi ricevere una denuncia dal Sindaco Andreatta o dal Presidente Rossi ogni volta che tocco temi riguardanti la città di Trento o la Provincia»!

Cia viene accusato dal sindaco di Cavenago di aver sollevato argomentazioni strumentali, non veritiere e pretestuose, «ma la mia interrogazione non è fatta su basi di “sentito dire”, – chiarisce il consigliere provinciale – ma a partire da documentazione originale e autentica. Se la Procura arriva a sequestrare un immobile non credo lo faccia a cuor leggero, ed è su questo che ho chiesto chiarimenti alla Giunta Provinciale, quelle risposte che anche la stessa Provincia ha richiesto al Comune per dipanare la questione. Per quanto riguarda il PRG di Cavedago posso solo rilevare che lo stesso, dopo la mia interrogazione, è stato e mi risulta essere tutt’ora bloccato dalla Provincia, a dimostrazione che evidentemente le perplessità non erano solo del sottoscritto. Mi preme inoltre ricordare che se un’interrogazione viene ammessa, questa è stata già vagliata dall’Ufficio legislativo della Provincia che non mi risulta autorizzi la pubblicazione sul sito ufficiale del Consiglio di contenuti ingiuriosi od offensivi. Pertanto la mia interrogazione rispetta tutti i requisiti imposti dalle normative vigenti».

Poi l’affondo sul sindaco: «Ritornando sulla persona del Sindaco di Cavedago e per far comprendere con personaggio ho a che fare, dico solo che il giorno del mio matrimonio si è preso la briga di inviarmi un messaggio WhatsApp con la foto della denuncia e la scritta “Auguri! Felice matrimonio!”. Ma ormai sono abituato a persone convinte che la loro carica politica gli attribuisca un diritto di “intoccabilità”, e quando trovano qualcuno che gli scompiglia le carte in tavola perdono la pazienza e utilizzano le denunce in forma intimidatoria o vendicativaL’importante per me, è che i cittadini sappiano che non cambierò il mio modo di fare politica e che non mi lascio intimidire: prenderò queste denunce come la “certificazione” che, non potendomi fermare con lusinghe e pi​azér​oti, evidentemente prova a fermarmi in altri modi».






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