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Il turismo del Monte Bondone e i totem desolatamente vuoti – di Carlo Garbini.

Egregio Direttore,

sono Carlo Garbini, imprenditore nel turismo da una vita e conoscitore profondo del Monte Bondone essendo stato imprenditore in loco e Direttore d’Albergo in 4 strutture della montagna per diversi anni. Inoltre mi sono occupato per oltre 2 anni di turismo digitale presso una Agenzia di Comunicazione del Lago di Garda (Graffiti2000) andando ad acquisire un know how importante a livello di turismo digitale.

Mi sono occupato più volte del Monte Bondone scrivendovi diverse lettere su problematiche sempre legate alla promozione (qui alcune lettere) ma mi trovo sempre a notare nuove problematiche che mi lasciano basito ed incredulo.

Mi spiego meglio.

Alcuni anni fa sono stati realizzati, nell’ambito del Monte Bondone, dei totem informativi su base cubica riportanti informazioni sul territorio e sulla località. Oltretutto ne sono stati fatti parecchi, certamente più di 5 ed avranno avuto un costo non indifferente (purtroppo non conosco la spesa sostenuta).

Non voglio assolutamente entrare nel merito della decisione sulla realizzazione di questi totem, sul modo e luogo dell’ubicazione ecc. ma credo che quando sono stati realizzati probabilmente non si è pensato alla loro gestione futura.

Oltre a diverse immagini e testi è stato realizzato uno spazio al chiuso, apribile per i futuri turisti, per poter prelevare materiale informativo e pubblicitario. Quello che non è stato pensato, credo, è “chi fa cosa” perché? Perché sono orrendamente e vergognosamente vuoti ed abbandonati.

In fase di realizzazione bisognava considerare, oltre al costo di creazione, anche il costo di una persona che investa mezza giornata a fare il giro e “rimpinguare” i porta dépliant. Inoltre, chi se ne occupa? Mi viene da pensare all’ APT ovviamente, essendo il soggetto più indicato. Ma l’APT lo sa che è da fare?

Se invece gli spazi sono a disposizione delle strutture ricettive, lo sanno le strutture ricettive? Se lo sanno e non lo usano significa che non interessa e quindi va tolto.

Alcune considerazioni poi mi sento in dovere di farle.

Quello a Lasino è praticamente invisibile essendo completamente avvolto da vegetazione e nessuno ne cura il taglio e lo sfalcio dei rami. Quello a Candriai (probabilmente il più visto in assoluto, ha addirittura gli spazi informativi “Trento Informa” ed “Informazioni” desolatamente vuoti e mai stampati.

Ora, io capisco tutto nella vita, capisco che certamente APT e l’ente preposto avrà mille cose più importanti da fare, avrà delle urgenze maggiori, però a questo punto tappiamo questi buchi porta dépliant con una foto e facciamola finita. E non pensate che sia perché siamo a fine stagione le foto sono del 31 luglio, nel pieno della stagione estiva.

Se continuiamo a scivolare su delle bucce di banane al Monte Bondone non basterà una funivia per sopravvivere, quello è poco ma sicuro, peccato….

Carlo Garbini






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