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Una giornata in treno, finalmente tranquilla.

Giro di vite sui controlli dei «portoghesi» sui treni.

Stretta sui controlli per Trenitalia dopo i numerosi fatti successi sui treni che hanno causato violenze e aggressioni a capotreno e controllori.

Alla base delle violenze c’è sempre la volontà salire sui treni senza pagare il biglietto. Il fenomeno va detto chiaramente riguarda quasi solo esclusivamente gli immigrati.

Una lotta senza tregua contro i “furbetti” per recuperare risorse e migliorare la qualità del viaggio, con particolare attenzione a chi paga il biglietto, che deve essere tutelato. Gli agenti suddivisi in squadre hanno “setacciato” tutte le linee regionali, concentrando l’attività sui treni e nelle fasce orarie a maggior rischio evasione. La tratta Verona – Bolzano è una di queste, insieme a quella della Valsugana.

Nelle fotografie scattate sabato 9 settembre è possibile notare come sul binario 1 il capotreno del ‘Minuetto” per la Valsugana faccia i controlli già all’entrata nel treno.


In alcuni casi una catena di cinque controllori blocca il sotto passaggio e controlla i biglietti di coloro che accedono alle pensiline, così facendo allontanano le persone che intendono salire sul treno senza biglietti.

In alcuni casi dopo l’arrivo del treno (sotto il regionale RV 2259 Bolzano-Verona-Bologna su binario 2)
due gruppi di controllori rastrellano il treno, per controllare se qualcuno è privo di biglietto. In questo caso (foto sotto) sono stati trovate cinque persone senza biglietto che sono fatte scendere. Poi con 10 minuti di ritardo il Trento riparte.

Nella foto sotto l’arrivo dello stesso Treno (RV 2259) nella stazione di Ala, zona a rischio. Qui ci sono otto controllori che effettuano un nuovo «rastrellamento» sul treno. In questo caso i «furbetti» sono otto.  Questo nonostante  il treno sia stato controllato pochi minuti prima a Trento.

Nella foto sotto un passeggero senza biglietto che sta cercando di sfuggire ai controlli del capotreno ad Ala. Verrà individuato e invitato a scendere dal Treno. Fra i furbetti anche moltissime donne.

Nelle foto sotto alcune mendicanti rom che chiedono denaro ai passeggeri e turisti. Queste possono passare dal cordone dei controllori perché in possesso di abbonamento gratuito per via del reddito minimo che viene riconosciuto dalla Provincia di Trento.

La giornata sul treno finisce, e tutti i passeggeri stavolta sono felici perché si sono sentiti tutelati e non vi è stata nessuna aggressione o violenza.






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