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Geografie del mondo antico: 150 antiche mappe dalla Biblioteca comunale su Wikimedia Commons

150 antiche mappe e carte geografiche del patrimonio della Biblioteca comunale sono state digitalizzate e sono ora disponibili online su Wikimedia Commons, il sito che offre la più grande raccolta al mondo di immagini liberamente disponibili per il pubblico internazionale. Si tratta della prima parte di un corposo lavoro di digitalizzazione che arriverà, alla fine del progetto, ad offrire su Wikimedia Commons una collezione di 665 immagini del mondo antico.

Geografie del mondo antico è un progetto di servizio civile universale provinciale a cui lavora dallo scorso mese di maggio e fino al prossimo aprile il volontario Francesco Serra.

Le mappe sono state dapprima catalogate e descritte nel catalogo bibliografico trentino, in seguito digitalizzate, post-prodotte e infine caricate sulla raccolta di file multimediali Wikimedia Commons.

Ora, dalla funzione di ricerca del catalogo, si può arrivare direttamente all’immagine digitale di pubblico dominio, che chiunque può visualizzare, scaricare e riutilizzare.

Ogni file, inoltre, è accompagnato da un box informativo che fornisce alcuni dati (autore, editore, anno di pubblicazione) e un collegamento esterno alla scheda scientifica del catalogo.

Le carte digitalizzate sono raccolte in un volume che proviene dall’imponente fondo cartografico della Biblioteca comunale, istituito sul finire degli anni ’80 con materiale proveniente da tutte le altre sezioni della biblioteca. Attualmente la raccolta conta circa 10.000 documenti ed è costituita da carte geografiche, atlanti e mappe, distinte fra materiale di pertinenza trentina e generale, che ben rappresentano l’evoluzione storica di questa particolare categoria di materiale bibliografico tuttora di grande fascino e interesse.

L’atlante (in realtà non è un vero e proprio atlante, ma una raccolta di carte assemblata successivamente alla loro pubblicazione da un possessore ancora sconosciuto) che qui viene proposto fa parte di una serie di cinque volumi che contengono un totale di 665 tra carte geografiche e altre incisioni (ci sono tra quest’ultime un Ludus bellicum e un Ludus fortificationum, curiosi e rarissimi giochi da tavolo simili al più noto Gioco dell’oca, incentrati su ambientazioni di carattere bellico).

Purtroppo si ignorano le modalità di arrivo in Biblioteca di questi preziosi volumi. Le legature originali, solitamente fonte di importanti informazioni sui precedenti possessori, sono andate disperse durante un fin troppo radicale intervento di restauro eseguito negli anni ’60 del secolo scorso e i numerosi inventari e cataloghi storici della Biblioteca non sembrano registrare la monumentale raccolta.

L’ignoto collezionista, probabilmente prima della metà del XVIII secolo (anni ’30?), allestì la raccolta attingendo alla produzione tipografica dei Paesi Bassi che in quegli anni fornivano materiali cartografici di primissima qualità e affidabilità. In particolare sembra che la bottega presso il quale il nostro cartografo si sia rifornito fosse quella di Gerard Valk e Peter Schenk ad Amsterdam che nel 1728 pubblicano il catalogo della loro bottega di stampe, catalogo che risulta molto simile ai volumi della Comunale, sia nei titoli delle carte, che nel loro ordine di presentazione.

Per il terzo anno consecutivo la Biblioteca comunale, tramite i progetti Scup, ospita un volontario, “wikipediano in residenza”, che lavora per diffondere contenuti che provengono dalle raccolte della biblioteca sulle piattaforme della conoscenza libera dell’universo Wikimedia (l’enciclopedia Wikipedia, la biblioteca digitale Wikisource, il catalogo di immagini libere Wikimedia Commons).

Il progetto fa parte di un percorso che la Biblioteca ha da tempo intrapreso e che, accanto alla digitalizzazione delle opere antiche e storiche, prevede anche la possibilità di libero riuso, nella convinzione che le biblioteche debbano lavorare per la massima diffusione della conoscenza, rimuovendo ogni ostacolo fra i documenti che conservano e il pubblico che desidera fruirne.

Per citare gli ultimi esempi, sono ora disponibili nella biblioteca digitale Wikisource un prezioso manoscritto dell’opera di Tommaso Campanella “La città del Sole”, del 1602, alcune opere di Cesare Battisti, compresi articoli giornalistici e atti del Consiglio comunale di Trento, altri testi sulla storia, il territorio, la cultura trentina.






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