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A «Cristo Re: il rione in piazza» l'eccellenza dello sport mondiale.

Trento ringrazia basket e volley ma Aquila e Diatec guardano già a nuovi grandi traguardi

Un ringraziamento per quanto fatto ma soprattutto quanto si sta facendo e si farà in futuro per lo sport e per Trento. Questa in sintesi la serata “Grazie Campioni” in piazza Cantore a Trento dove la cittadinanza e l’amministrazione comunale, nella persona dell’assessore allo sport Tiziano Uez, hanno ringraziato una folta rappresentanza di Trentino Volley e Aquila Basket per la straordinaria stagione sportiva 2016/2017.

Michelangelo Felicetti, speaker di Radio Dolomiti, ha introdotto gli ospiti d’onore. Per Aquila Basket il presidente Luigi Longhi, l’assistente coach Vincenzo Cavazzana, i giocatori Toto Forray e Luca Lechtaler. Per Trentino Volley il gm Bruno Da Re, il coach Angelo Lorenzetti e i giocatori Cavuto, Zingel e De Pandis.

Dopo i video emozionali che hanno fatto da cornice all’introduzione, si è passati alle voci dei protagonisti che sono rimasti sul palco per un interessante dibattito intitolato “Essere campioni in una piccola città”.

Longhi e Da Re hanno sottolineato, dal punto di vista dirigenziale, l’importanza delle idee e dei valori alla base delle rispettive realtà. Non solo un budget importante, a volte invidiato dalle altre società che individuano nell’autonomia trentina la ragione dei successi, ma anche un modello vincente basato su professionalità importanti, sulla serietà e su progetti che hanno una visione ampia, a lunga scadenza. Altrimenti si rischia di fare il classico fuoco di paglia di quelle piazze che vincono e sorprendono in un periodo di tempo molto limitato per poi tornare nell’anonimato.

Trento, invece, pare non accontentarsi delle due finali scudetto giocate qualche mese fa. Sia basket che volley hanno buttato le basi per una importante riscossa e hanno costruito roster importanti che, senza dichiarare velleità da tricolore, hanno le potenzialità per arrivare a quel punto che hanno soltanto sfiorato l’anno scorso.

Anche giocatori e allenatori sono stati coinvolti nella discussione. Ne è emersa una realtà piuttosto confermata rispetto alle sensazioni. Trento città vivibile a misura d’uomo, fatta di un ambiente tranquillo con tutti i mezzi per lavorare bene ma che al tempo stesso non mette grande pressione. E’ inoltre stato riconosciuto, per primo da giocatori ex avversari, come il PalaTrento sia una autentica forza quando c’è da spingere le squadre verso traguardi importanti.

Insomma, come il buon trentino è solito fare, ci si specchia poco nel compiacimento nonostante ci sia stata una stagione storica per certi versi, pur senza titoli. La nuova annata è alle porte e già si vede la voglia di riscatto e di scalare quel gradino che manca. La città non può far altro che augurarsi il meglio e godersi questa stagione piena di attese.



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