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Ennesima sentenza. Il Giudice di Rovereto condanna Dolomiti Energia alla restituzione delI'IVA sulla raccolta rifiuti

Ci risiamo. L’Iva non va applicata sulla raccolta rifiuti. Noi lo diciamo da sempre!

Apprendiamo che il Giudice di pace di Rovereto ha condannato Dolomiti Energia alla restituzione dell’Iva sulla raccolta rifiuti. Bene, benissimo. Noi lo diciamo da anni. Ma diciamo di più!

I I cittadini non dovranno far causa ai gestori della raccolta rifiuti che applicano illegittimamente l’IVA per ottenere la restituzione. Dovranno semplicemente pagare le fatture al netto dell’IVA, compensando il credito maturato nel decennio precedente fino a concorrenza, mediante lo strumento della compensazione (art. 1241 del Codice Civile).

Tuttavia, continua la tragicommedia, tutta italiana, sull’IVA illegittimamente applicata sulla raccolta rifiuti. Nonostante plurime sentenze delle magistrature superiori (Cassazione – Sezione Tributaria e SS.UU) e la sentenza della Corte costituzionale n. 238/09, i gestori della raccolta rifiuti, pubblici o privati, in “combutta” con lo Stato [Agenzia delle entrate (1)], la Provincia e i Comuni, fanno orecchie da mercante e imperterriti “obbligano” il cittadino al pagamento di una imposta, l’IVA, aliquota ridotta 10%, non dovuta perché secondo il principio giurisprudenziale più volte riaffermato e quindi pacifico, non è possibile applicare una tassa (IVA) su altra tassa (raccolta rifiuti).

Né può valere la “furbata” della “tariffa puntuale”, un mezzuccio puerile nel tentativo di trasformare il tributodella raccolta rifiuti in corrispettivo, facendolo rientrare nella sfera di applicazione del DPR 633/1972 (istituzione dell’imposta sul valore aggiunto IVA) quando la tariffa è costuita su parametri astratti quali la superficie dell’appartamento e il numero dei componenti il nucleo familiare.

L’Associazione “LO SCUDO” a difesa dei Cittadini, che ho l’onore di presiedere, sulla base dell’esperienza maturata in questi anni, forte delle sentenze che sulla questione si sono succedute (l’ultima quella del Giudice di pace di Rovereto), ha modificato strategia.

Anziché promuovere, dopo aver contestato ai gestori della raccolta rifiuti la legittimità dell’applicazione dell’IVA, una causa davanti al giudice di pace per il rimborso dell’IVA non dovuta, visto i tempi (nel caso personale e di altri 21 cittadini ci sono voluti quasi sette anni ), suggerisce di conguagliare, previa notifica all’ente gestore, il credito maturato, nel corso del decennio (2007-2017), attraverso l’istituto della compensazione, previsto dall’art. 1241 del C.C. (vedi nota 2)

In breve, quando due soggetti sono debitori e allo stesso tempo creditori l’uno nei confronti dell’altro la compensazione comporta l’estinzione dei debiti fino alla concorrenza dello stesso valore, mentre resta in vita l’eventuale residuo di ammontare maggiore.

La compensazione risponde ad esigenze di economia degli atti giuridici (è inutile dar luogo a due adempimenti reciproci, quando entrambi possono essere evitati) e di garanzia (il creditore evita così il rischio di adempiere senza ricevere a sua volta l’adempimento).

Ciò detto, pubblichiamo, a titolo di esempio, la risposta degli enti gestori della raccolta rifiuti -in questo caso Dolomiti Energia – ai cittadini che, seguendo le nostre indicazioni, hanno proceduto con la compensazione del loro credito.

Egregio Signore

Con riferimento alla Sua cortese segnalazione di data ………, Le comunichiamo che i pagamenti delle fatture dovranno essere effettuati integralmente e nei termini di scadenza, altrimenti si riterranno insolute e si procederà con lettera di sollecito.

Rimaniamo a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti in merito che potrà ricevere presso il nostro Numero Verde 800.84.70.28 (orario dal lunedì al giovedì 8-16.45 e venerdì 8-12).

L’occasione ci è gradita per porgere i nostri più cordiali saluti.

Dolomiti Energia S.p.A.

I cittadini che hanno operato la compensazione e che si sono visti recapitare quel “tipo” di risposta non dovranno fare nulla se non restare in “fiduciosa” attesa della lettera di sollecito.

Quando arriverà il sollecito, l’invito è di contattare l’Associazione per le decisioni del caso.

Infine, si ribadisce che l’azione collettiva (class action) è impraticabile perché la raccolta rifiuti non ha natura “contrattuale”.

Potrebbe esser attivata (pensiamo di fare nel prossimo futuro), invece per la non applicabilità dell’IVA sulle accise, nel caso di fornitura di luce e gas.

(1) La circolare dell’Agenzia delle entrate di Trento, dopo della sentenza della Corte costituzionale n. 238/09, disponeva che i rimborsi IVA sulla TIA devono esser chiesti ai gestori (http://consumatori.org/2009/10/08/agenzia-entrate-di-trento-i-rimborsi-iva-sulla-tia-devono-essere-chiesti-ai-gestori/)

(2) Non restituiscono l’IVA (non dovuta) sui rifiuti, si risponde con la compensazione






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