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Riva Ligure: si abbattono le barriere architettoniche grazie al PEBA

Buone notizie da Riva Ligure dove il consiglio comunale ha approvato il PEBA. Ma che cos’è? PEBA è l’acronimo di Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche ovvero, uno strumento che ha come fine quello di eliminare le barriere architettoniche negli edifici e spazi pubblici che deve monitorare ma anche pianificare e coordinare i dovuti interventi che rendano i luoghi accessibili. E la Giunta Comunale di Riva Ligure ha deciso di inserire nel bilancio le risorse necessarie ad attuare il Piano.

Quindi la parola chiave è proprio accessibilità. Infatti, ne abbiamo parlato spesso e purtroppo le barriere architettoniche nel 2017 sono una realtà ancor troppo presente. Anzi potremmo dire che la loro presenza è prepotente e invalidante. Abbattere le barriere architettoniche negli spazi ed edifici pubblici vuol dire creare delle città accessibili e più sicure e comode per tutti, non solo per i disabili.

Riguardo il PEBA, il Sindaco Giorgio Giuffra ha detto che “Si tratta della predisposizione di uno studio approfondito per il miglioramento dell’accessibilità delle attrezzature pubbliche collettive che si pone quale obiettivo l’innalzamento del livello della qualità della vita di tutti i cittadini, sia che si tratti di persone con ridotta capacità motoria o sensoriale, sia che si tratti di persone normodotate.”

Ha, inoltre, aggiunto che “Finalmente, Riva Ligure avrà il suo Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche. Questo documento tecnico permetterà anche la progettazione di spazi e strutture pubbliche che verranno ideate secondo standard precisi, scritti e condivisi, e non su principi aleatori e soggettivi legati all’interpretazione o estro di qualsivoglia tecnico verrà chiamato alla progettazione di uno spazio.

L’articolo di riferimento è il 32, comma 21, della legge n. 41, ed integrato con l’articolo 24, comma 9, della legge 104 del 1992, introdotto nel 1986. Il PEBA ha lo scopo di classificare tutte le barriere architettoniche esistenti nei luoghi pubblici e di attuare le relative modifiche.

Sarebbe bello che ogni città applicasse quello che è stato fatto a Riva Ligure, anche a Trento ovviamente, dove il concetto di “sbarrieramento”, secondo il sottoscritto, non è ancora stato compreso al meglio, nonostante l’attuale giunta, con il progetto smart city dica che a Trento va benino. C’è da lavorare !

Non è sufficiente. Le barriere architettoniche vanno abbattute al 100%. È inaccettabile il fatto stesso che un disabile che dovrebbe muoversi liberamente in città, possa trovare uno scalino che di fatto si crea i presupposti per limitarne la mobilità.






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