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Ripensiamo il collegamento funiviario Trento-Bondone – di Mauro Corazza

Egregio Direttore,

in queste settimane ci si può imbattere in parecchie persone che si recano a visitare la nuova terrazza panoramica realizzata a Sardagna e qualcuno lo avrà fatto utilizzando la cara vecchia funivia che da decenni ci accompagna in questo percorso. Una funivia che dimostra tutti i suoi anni di attività e stride moltissimo con i concetti e progetti che ci vengono propinati come Trento Smart City, Nordus, funicolare di Povo e boulevard.

Siamo in fiduciosa attesa dell’ennesimo studio di fattibilità che vedremo cosa potrà dirci di nuovo rispetto a quanto già non sia emerso tra tutti quelli già realizzati addirittura nel 2001 piuttosto che nel 2006. Siamo sicuramente a riconoscere la tenacia con cui il Consigliere Delegato Maestranzi sta portando avanti questa proposta come siamo altrettanto consci che lo stesso discorso non sia valido per il Sindaco Andreatta visto che nei fatti non si è mai dimostrata una Sua priorità nel ventennio di impegno politico nei ruoli chiave di Assessore prima e Sindaco poi. E’ veramente incomprensibile come altre città alpine abbiano fatto della funivia un motivo di attrazione turistica mentre per la nostra città venga sempre visto come un costo destinato a non ripagarsi.

In questa situazione quasi surreale, quello che il coordinamento cittadino di Agire si sente di proporre con decisione, è che le autorità preposte possano almeno considerare l’ipotesi di approvare il progetto partendo da quello che può per tutti rappresentare un’iniezione di fiducia e positività: la realizzazione dell’impianto partendo da un primo troncone Trento-Sardagna di cui abbiamo già dati certi in termini di utilizzo e che potrebbero soltanto aumentare con il proporzionale aumento della qualità e innovazione del servizio.

Il secondo troncone diverrebbe di conseguenza molto più attrattivo anche per l’investitore privato. Per questa seconda fase si potrebbe anche pensare ad alcuni periodi dell’anno a orari ridotti per limitarne i futuri costi di gestione.

In chiusura, ci risulta impossibile non sottolineare come appena si scenda dalla funivia a Sardagna, il primo Panorama che si vede non è quello sulla città ma bensì l’hotel in stato di abbandono da anni. Una ferita aperta per tutto il settore turistico della città e su cui andrebbe aperto un altro capitolo.

Mauro Corazza – Agire per il Trentino

 






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