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Continua la campagna denigratoria degli animalisti.

Orsi, minacce ai famigliari delle vittime. Cia e Binelli (AGIRE): «Atto gravissimo, intervenga il Questore!»

«La vicenda riguardante l’orsa KJ2 è oramai arrivata ai livelli più assurdi che il nostro Trentino abbia mai visto. Siamo passati dalla pessima gestione dei progetti sull’orso da parte del centro sinistra, alle inadeguatezze della pubblica amministrazione (vista la poca chiarezza dei dirigenti della Forestale sulle precedenti aggressioni e le ultime dichiarazioni surreali dei signori del Parco Adamello Brenta), passando poi per il risveglio dal letargo di soggetti che si affermano animalisti ma che in realtà rappresentano solo una cerchia violenta della nostra società» –  Esordisce così la nota di Claudio Cia e Sergio Binelli rispettivamente Coordinatori politico e organizzativo di AGIRE per il Trentino

I due esponenti di Agire denunciano anche di essere venuti a conoscenza del fatto che la sorella di uno degli aggrediti dall’orso, è stata minacciata pesantemente sui social network. Non sarebbe comunque la prima volta che succede un fatto del genere. La frase gravemente minacciosa pubblicata sulla sua pagina Facebook della sorella dell’aggredito riporterebbe tali parole: “ORA CHE NON DEVI PIÙ GUARDARTI LE SPALLE DALL’ORSA STAI ATTENTA AGLI STUPRATORI, INFAME.”

«Atteggiamenti di questo tipo sono assolutamente inaccettabili, indegni di una società civile. Quello che però preoccupa di più è che se siamo arrivati a questo punto già adesso, – aggiungono Binelli e Cia – non possiamo immaginare cosa potrà accadere questo sabato dove a Trento è prevista un’altra manifestazione degli animalisti. Riteniamo quindi che il Questore debba considerare l’idea di predisporre in quel giorno della vigilanza vicino alle abitazioni degli aggrediti dall’orso, onde evitare che si ripetano i fatti avvenuti a Pinzolo 2 anni fa. Noi Trentini (e orgogliosi di esserlo) siamo corazzati contro le diffamazioni e i finti boicottaggi, ma purtroppo c’è chi ha già sofferto per via degli attacchi dei plantigradi e che adesso teme per la propria incolumità; è dovere quindi delle istituzioni proteggere queste persone, tenendo inoltre in dovuta considerazione il fatto che ad oggi nessun aggredito dall’orso risulta indagato, imputato o condannato per truffa o per comportamenti colposi: affermare il contrario è solo un’offesa calunniosa e gratuita».

 

 






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