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Rappresentano il 7% del totale provinciale

Trentino: nel 2017 aumentano le imprese straniere, in testa Albania, Romania e Marocco

Nei primi sei mesi del 2017 aumentano le imprese guidate da stranieri. Tra i paesi di provenienza degli imprenditori immigrati quello più rappresentato è l’Albania seguita da Romania e Marocco.

Sono 3.575 le imprese gestite da cittadini stranieri registrate al 30 giugno 2017 in provincia di Trento. Queste imprese incidono per il 6,9% sul totale delle imprese che compongono il tessuto imprenditoriale locale; valore più basso rispetto a quanto rilevato a livello nazionale dove raggiuge il 9,5%.

La componente straniera della nostra imprenditoria continua a espandersi facendo registrare un incremento sia nel numero complessivo, sia nella loro incidenza sullo stock delle imprese locali. Negli ultimi cinque anni, infatti, la quota di imprese straniere è aumentata del 12,7%, a fronte di un leggero calo del tessuto imprenditoriale nel suo complesso (-1,2%).

In prospettiva, questi dati fanno prevedere un crescente supporto al sistema economico-produttivo locale da parte delle imprese che fanno capo a cittadini nati all’estero.

Il settore in cui le imprese guidate da stranieri sono maggiormente presenti è quello delle costruzioni dove opera il 27,8% del totale delle imprese con un titolare immigrato.

Si tratta di un tradizionale ambito di attività per un gran numero di cittadini stranieri che spesso finiscono per trasformare un rapporto di dipendenza in una forma di lavoro autonomo. Seguono il settore del commercio, dove la presenza straniera si assesta sul 22,2%, e quello del turismo, in particolare la componente legata alla ristorazione, con il 13,2%.

Per quanto riguarda la forma giuridica, nettamente maggioritarie risultano essere le imprese individuali che, con 2.591 unità, rappresentano il 72,5% del totale delle imprese guidate da stranieri.
Seguono le società di capitale (14,3%), le società di persone (12,7%) e le altre forme organizzative, soprattutto cooperative (0,5%).

Tra i Paesi di provenienza degli imprenditori immigrati (con riferimento alle sole imprese individuali, le uniche per cui è possibile associare la nazionalità al titolare), quello più rappresentato è l’Albania, con 302 imprese individuali esistenti alla fine del giugno scorso (l’11,7% del totale).

Seguono il Marocco con 282 unità (il 10,9%), la Romania con 267 (il 10,3%) e – se si esclude la Svizzera, area di grande tradizione migratoria per gli italiani che dà luogo a un sensibile fenomeno migratorio cosiddetto “di ritorno” – la Cina con 139 imprenditori (il 5,4%).

Gli imprenditori albanesi e rumeni risultano essere maggiormente concentrati nel settore delle costruzioni dove rappresentano rispettivamente il 7,8% e il 5,3% delle imprese individuali con titolare straniero. Gli imprenditori marocchini sono invece più presenti nel settore del commercio, soprattutto al dettaglio, dove rappresentano il 6,3%.






Un commento A Trentino: nel 2017 aumentano le imprese straniere, in testa Albania, Romania e Marocco

  1. ernesto gi ha detto:

    Un tempo era necessario dimostrare di aver fatto un tirocinio qualificante prima di richiedere una licenza di commercio o artigianato. Per non parlare del settore delle costruzioni, dove venivano richieste delle conoscenze teorico-pratiche di tutto rispetto. Ma sono tempi di cui si è volutamente perso memoria. Troppo legati ad un modo di pensare conservatore. Inaccettabile. Roba d’altri tempi. Oggi ci sono le nuove tecnologie, anche in ambito politico-sindacale, che provvedono a trasformare gli incapaci in provetti in men che non si dica. Talvolta con la sola iscrizione all’ente o associazione del caso. Le leggi fisiche ed il mestiere sono cose superate. Ora le opere delle nuove maestranze sono “a regola d’arte” (come si diceva un tempo), per decreto. Specie per gli ospiti non ancora in possesso della cittadinanza italiana, altrimenti noti, ma solo sommessamente, come stranieri. Coccolati dai politicanti quasi fossero dei benefattori ai quali è doveroso il riconoscimento del loro indispensabile apporto e della magnanimità con la quale ci onorano della loro presenza. E’ l’inizio di una nuova era. De le luganeghe de seda.

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