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Avevano beneficiato di misure alternative al carcere, ma continuavano a spacciare. Arrestati a Rovereto due giovani.

Sono tornati agli Arresti M.A. 22 enne di Rovereto e D.R. giovane albanese di soli 20 anni residente in Vallagarina, già tratti in arresto il 17 marzo scorso, presso la Stazione Ferroviaria di Verona dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Rovereto, ausiliati da quelli della Compagnia Scaligera, nel contesto della più vasta operazione denominata “REMEMBER” che ha inferto un d uro colpo allo spaccio di stupefacente in Vallagarina, ed a seguito della quale erano stati sequestrati circa 6 chilogrammi di marijuana e 300 grammi di cocaina con l’arresto, in flagranza di reato nel corso dell’attività d’indagine, di 6 persone e la denuncia a piede libero di altre 27 persone per spaccio di stupefacente.

All’epoca dei fatti i due erano stati arrestati dopo essersi recati in Veneto per fare “il carico” di stupefacente da smerciare in Vallagarina. I Carabinieri dell’Aliquota Operativa di Rovereto li avevano pedinati e fermati in tempo. Tratti in arresto, dopo la convalida, i due hanno successivamente avuto il beneficio di misure alternative al carcere per cui D.R. doveva presentarsi ai Carabinieri tutti i giorni per due volte al giorno, mentre M.A. aveva obbligo di dimora in Rovereto.

La decisione di procedere con la custodia cautelare in carcere per il giovane albanese D.R. e degli arresti domiciliari per M.A. è stata presa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Verona, a seguito della segnalazione dei Carabinieri della Stazione di Rovereto che avevano annotato e refertato la reiterata trasgressione alle disposizioni del Giudice. Ma vi è stato un ulteriore elemento di cui il Giudice ha tenuto conto, in considerazione della pericolosità dello stupefacente: i risultati della analisi tecnico-scientifiche svolte dal Laboratorio Analisi delle Sostanze Stupefacenti (L.A.S.S.) dei Carabinieri sono stati inequivocabili nel senso.

E’ andata male ai due giovani che, prima hanno tentato di smerciare droga nella Vallagarina e poi, incuranti dei benefici ricevuti, hanno dimostrato assoluta inaffidabilità palesando dispregio per le prescrizioni dell’Autorità






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