Menù principale

Orsi, Agire per il Trentino: «realizzare aree protette contenenti ‘alcuni’ esemplari»

L’orso non è uno ma sono varie decine, un numero imprecisato perché neanche la Provincia sa esattamente quanti possano essere“.

Così ‘Agire per il Trentino‘, a proposito della querelle politica sorta dopo il ferimento di un uomo di 69 anni nella zona della Predara, il 22 luglio scorso.

Non siamo contrari alla presenza di animali selvatici – ha spiegato il movimento – ma al metodo di gestione ‘allegra’ della situazione attuale. La sinistra al Governo Provinciale aveva dichiarato che l’immissione di alcuni esemplari sarebbe stata un volano per l’economia turistica. Tuttavia, a me pare esista una gran bella differenza tra l’immissione di ‘alcuni’ e l’immissione di decine di orsi e la conseguente proliferazione“.

Il numero fuori controllo e la pessima pubblicità dopo il 22 luglio – ha continuato ‘Agire per il Trentino‘ – sono divenuti un volano per mantenere il turismo lontano dal Trentino con gravi conseguenze economiche. Se, poi, aggiungiamo a questo le dichiarazioni dissennate ed irresponsabili di alcuni che, modificando le parole dell’aggredito, ci vogliono far credere che un pensionato settantenne, accompagnato da un cane, si sia scagliato contro l’orso… allora possiamo credere anche alle scie degli aerei, agli asini che volano, alle torri gemelle abbattute da Bush, ecc.

Infatti, queste dichiarazioni – ha spiegato Agiresono oltremodo pericolose, poiché da esse si desume che l’orso sia un animale assolutamente non pericoloso, quando, invece, è chiaro a tutti che una femmina con prole attacchi per difendere così come farebbe qualsiasi animale selvatico.

Alcuni sostenitori del mondo animalista ritengono che l’uomo non debba più avere accesso al territorio degli orsi. A loro faccio presente che gli orsi tendono a spostarsi per decine di chilometri tutti i giorni; che il territorio di un singolo esemplare non è un fazzoletto e, visto il loro numero, non vorrei che si giungesse al divieto di accesso a tutti i boschi della Provincia!“.

Ciò che noi proponiamo – ha concluso Agireè la realizzazione di aree protette contenenti ‘alcuni’ esemplari, la restituzione di quelli in eccesso alla Slovenia e la cessazione della strumentalizzazione degli accadimenti con ovvio intento di propagandare, a volte, ideali estremi che sono palesemente in conflitto con la libertà e la democrazia“.






Lascia un Commento

Your email address will not be published. Required fields are marked as *

*