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Parola a Scanziani: la Nazionale, Giampiero Ventura e Lele Oriali

Incontriamo Alessandro Scanziani, ex centrocampista di Sampdoria (1981-1986) e Inter (1977-1979), durante il consueto e informale briefing prima delle vacanze estive.

Il brianzolo parla a tutto campo con lucidità e competenza, rispondendo a dieci quesiti sulla Nazionale italiana.

Per gestire il dopo Conte, a tuo parere, Ventura è l’uomo con il background appropriato?

“Ventura è un eccellente profilo, ritengo la scelta migliore, condivisa e ponderata. E’ un tecnico che può vantare grande esperienza, conosce la “gavetta” come pochi cimentandosi in tutte le categorie. I suoi detrattori gli imputano di non essere stato un grande giocatore ma le vicissitudini di Arrigo Sacchi e Maurizio Sarri insegnano in tal senso contraddicendo la maligna teoria. Il coach genovese ha frequentato diverse piazze calcistiche del belpaese lasciando il segno nelle società in cui ha operato. Nella veste di CT deve essere sostenuto dalla Federazione, dal suo staff e possibilmente dai media, che spesso fanno la differenza, conferendo e/o limitando l’indispensabile autorevolezza”.

Come giudichi il percorso per Russia 2018 della Nazionale targata Giampiero Ventura?

“Il percorso della nostra Nazionale è ottimo. Se avessimo vinto contro la Spagna, lo scorso 6 ottobre, avremmo agevolato il cammino, ma questi avversari sono tra i migliori al mondo, con una scuola eccelsa alle spalle. Arrivare secondi, ipotizzando una sconfitta a Madrid non modificherebbe la mia personale opinione”.

La presenza di Gabriele Oriali in qualità di Team Manager nella spedizione degli Azzurri potrebbe essere il valore aggiunto?

“Oriali è una grande persona, prima che un ottimo Team Manager. Possiede una carriera esemplare da calciatore, ha vinto un mondiale con la Nazionale, mostra quotidianamente l’esperienza maturata sul campo. Dopo aver appeso le scarpe al chiodo, ha intrapreso il compito di direttore generale dimostrando le sue innate qualità. E’ una persona onesta, fedele al suo ruolo, alla Federazione nello specifico, all’allenatore che deve “accompagnare” nell’avventura più in generale. So per certo che sosterrà il Mister, sarà prodigo di consigli se interpellato, trasmetterà sicurezza e serenità all’ambiente”.

L’ex mediano nerazzurro è stato tuo compagno di squadra ai tempi della Beneamata, cosa pensi delle sue qualità da dirigente sportivo?

“Ripeto un concetto espresso poc’anzi. Gabriele è persona che sa di calcio, che fa l’interesse della società per cui lavora e ottimo coadiutore del mister di turno. In passato all’Inter ha operato molto bene, lo confermano le vittorie. Operare bene non significa vincere, ma l’integrità morale e la competenza calcistica sono nel DNA di Oriali”.

Dopo le ferie, sabato 2 settembre, come già accennato, si giocherà a Madrid la partita Spagna-Italia, puoi rivelarci il tuo pronostico?

“Tralasciando che non ci azzecco mai preferirei non addentrarmi nel difficile pronostico. Giocare nel mese di Settembre non facilita la nostra Nazionale, In particolare vi è l’incognita della preparazione estiva, Spesso si arriva alle prime gare di campionato ancora “imballati” dal duro lavoro di pre-campionato. La Spagna è una delle migliori nazionali a livello mondiale; la tecnica è sopraffina, possesso palla invidiabile, ottima organizzazione di gioco, buonissime qualità individuali. E’ un avversario tosto, un “brutto cliente”, difficile uscire indenni dal Bernabeu. Spero di essere smentito, dobbiamo sfoderare la grande prestazione confidando negli errori tecnici/tattici o di presunzione delle Furie Rosse”.

Se potessi dispensare un suggerimento al CT per la partita del Bernabeu, quale sarebbe il tuo consiglio?

“Ventura non ha bisogno di consigli è un tecnico navigato. Abbiamo frequentato insieme il corso per allenatori a Coverciano. All’epoca Giampiero già allenava e s’intravedevano le sue virtù tattiche. Nella didattica ho compreso l’abissale differenza che vi è tra giocare e allenare, pertanto mi risulta arduo interpretare il ruolo di mentore. L’unico consiglio che mi sento di suggerire è quello motivare il gruppo sul piano psicologico e mentale. Il focus è interpretare la gara all’italiana con lucidità e carattere, i ragazzi devono essere consapevoli dei propri mezzi, convinti di poter fare risultato”.

Mister Scanziani come imposterebbe dal punto di vista tattico il delicato match in terra spagnola?

“E’ un discorso prematuro, dipende da molti fattori. Vi sono troppe variabili ancora ignote, come le formazioni e la condizione fisico/atletica dei calciatori. La Roja giocherà per vincere comandando il gioco, molto possesso palla sino a trovare il corridoio per entrare nel castello difensivo eretto da Buffon. L’Italia dovrà adattarsi alla superiorità tecnica degli undici di Julen Lopetegui, chiudere ogni spazio, avere la pazienza di correre a vuoto con sacrificio e abnegazione”.

Quali saranno i giocatori decisivi?

“La Spagna è un collettivo pericoloso e ben assemblato. Le minacce possono scaturire dalle giocate individuali, su calci piazzati, angolo o punizioni laterali. Buffon in chiave difensiva o Belotti per sfondare il muro iberico sono le nostre carte. Citerei anche Daniele De Rossi che con la casacca azzurra dimostra un particolare feeling”.

Cosa pensi delle nuove leve dell’Italia, su chi punteresti a occhi chiusi?

“La rosa che ha partecipato al campionato Under 21 mi sembra composta da bravi giocatori con alcuni talenti. Da Berardi a Bernardeschi senza dimenticare Donnarumma nonostante alcune prestazioni negative. In fase di giudizio l’equilibrio è indispensabile, saggio e doveroso. Nota di merito per Conti, Pellegrini e Chiesa, oltre a quelli già citati”.

I lettori sarebbero curiosi di sapere il tuo punto di vista sull’Under 21 di Luigi Di Biagio? Ritieni negativa la performance degli Azzurrini al campionato europeo in Polonia?

“In effetti, le aspettative erano superiori, si puntava alla vittoria. E’ un’ottima squadra, con buone individualità cui manca un pizzico di esperienza, com’è giusto che sia, vista la giovane età.

I ragazzi non giocano con continuità in serie A, limitate inoltre le apparizioni a livello internazionale. Confrontarsi a certi livelli non è facile e si paga dazio. Troppi stranieri, mediocri, occupano il posto dei nostri giovani.

Se avessimo vinto l’europeo, sarebbe stata la dimostrazione che i nostri vivai sono validi. L’evento avrebbe convinto i nostri club a puntare sul settore giovanile.

Nel complesso le varie Nazionali giovanili stanno facendo un buon lavoro con frequenti raduni. Ventura organizza ritiri a Coverciano per visionare i talenti in erba costatando le propensioni tecniche, tattiche e di personalità”.

Nella foto: Alessandro Scanziani (a sinistra) ed Emanuele Perego (a destra).

Emanuele Perego             www.emanueleperego.it              www.perego1963.it

 






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