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Sotto inchiesta in Vaticano: Ma Giuseppe Profiti replica alla accuse del nostro giornale.

Egregi signori,

Vi scrivo in merito a quanto riportato sul Vostro quotidiano on line nell’articolo di cui all’oggetto. 

In primo luogo lasciatemi dire che comprendo le ragioni mediatiche che portano a dare risalto alla notizia che mi riguarda, anche se converrete con me che il pubblicarla menzionando che si tratta della nona volta, dopo otto episodi analoghi conclusisi con l’assoluzione o proscioglimento con formula piena, avrebbe dato al tutto un sapore diverso.

Ma tant’è, ormai sono abituato al clamore delle accuse ed all’oblio delle assoluzioni e così mi pare lo siate anche Voi come rappresentanti dei media. Tuttavia nell’articolo in questione, per la seconda volta da parte Vostra, trova menzione una circostanza ormai pacificamente dimostrata come del tutto falsa.

Mi riferisco alla menzione di atti parlamentari che affermerebbero miei rapporti professionali con la Deloitte, circostanza che a parere dei disinteressati rappresentanti parlamentari coinvolti, costituirebbe elemento che renderebbe incompatibile ovvero degno di approfondimento il ruolo avuto da mio fratello come sostituto procuratore in inchieste che coinvolgono la predetta Deloitte e alcune Istituzioni e personalità trentine. Persone e Istituzioni che immagino a Voi del tutto indifferenti.

Ebbene mi spiace deludere i predetti rappresentanti parlamentari, mentre sono certo di fare cosa gradita a Voi paladini della verità, ma purtroppo nel periodo in cui ho guidato la Regione Liguria come Direttore Generale o l’Ospedale Galliera come Vice Presidente (2000 – 2009) non ho mai ricevuto o attribuito incarichi professionali a Deloitte.

In fondo, visto il poco trasporto verso il potere giudiziario che mi pare ci unisca, darvi una risposta diversa non mi sarebbe dispiaciuto ma, purtroppo, per me la verità dei fatti è sacra e inviolabile ed è stata ad oggi l’unica arma che mi ha consentito di mantenere integro il mio onore e la mia dignità tanto fuori quanto dentro le aule giudiziarie.

Per il futuro, quindi, sono a chiederVi di voler evitare di continuare a menzionare la circostanza in questione unitamente ad altre che riguardano la mia persona senza averne preventivamente verificato la loro fondatezza e veridicità, obbligo che come certamente saprete Vi compete.

D’altra parte, converrete che doverci presentare davanti ad un giudice, tanto per me che per Voi seppure per motivi assolutamente differenti, suonerebbe in un certo qual modo beffardo.

Perdonate se viste le circostanze non dispongo di molta cordialità da offrire nella formula di saluto, ma questo non mi impedisce comunque di augurarvi un buon lavoro.

Giuseppe Profiti






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