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Gli agricoltori di Giovo e la «danza della pioggia» – di Michael *Moser

Si sa, la carenza d’acqua è una problematica molto sentita nel comune di Giovo: sia dai cittadini, che negli anni siccitosi si sono spesso ritrovati senza l’acqua per le necessità di tutti i giorni, che dai contadini i quali, nelle annate come il 2017, non dispongono dell’acqua necessaria per effettuare l’irrigazione di soccorso (intervento fondamentale per la produzione di prodotti agricoli di qualità).

È inoltre risaputo che la penuria è solita attirare in valle i nostri politici, i quali si aggirano tra la folla promettendo degli interventi che, invece di aiutare la gente, ne ostacolano ulteriormente il lavoro.

Ne è un esempio la proposta di pompare dal torrente Avisio l’acqua necessaria per l’irrigazione dei campi. Questa appena illustrata rappresenta l’ennesima soluzione temporanea destinata a lasciare i nostri contadini in balia di un problema che li costringe a fare la “danza della pioggia” (se non altro fino al 15 luglio, giorno in cui dovrebbe iniziare il prelievo).

Noi di AGIRE per il Trentino crediamo sia importante intervenire prima che l’emergenza sia già in atto con una serie di interventi che potrebbero garantire ai nostri agricoltori l’acqua necessaria alla produzione:

  1. Attualmente l’acqua utilizzata per l’irrigazione proviene in gran parte dal lago delle Piazze (nel comune di Bedollo) e in parte da numerose sorgenti e pozzi presenti nel comune di Giovo. In futuro si potrebbero costruire tanti piccoli depositi (vasche di piccole dimensioni o cisterne) dislocati su tutto il territorio comunale in modo da garantire il riparto di acqua tra le varie zone di coltivazione.
  1. Sarà inoltre importante ridurre al minimo gli sprechi attraverso la manutenzione degli impianti di irrigazione da parte degli stessi agricoltori che devono comunque essere messi in condizione di poter verificare il corretto funzionamento degli stessi e l’assenza di perdite all’interno dei propri appezzamenti.
  1. Tutto ciò passando attraverso una profonda riforma del sistema di organizzazione dei consorzi di miglioramento fondiario. Attualmente, nel solo comune di Giovo, sono operanti quattro consorzi ai quali va aggiunto il consorzio di valle. In futuro sarà importante unire le varie associazioni in un unico ente (con rappresentanti provenienti dalle varie zone) in modo da avere un solo organo decidente in grado di portare avanti delle vere politiche di miglioramento.

Questi appena elencati potrebbero sembrare degli interventi futili ma che se messi in atto potrebbero far risparmiare soldi e tempo non solo alla nostra amministrazione ma anche agli stessi contadini perché se è vero che l’acqua è un bene comune, come è emerso dal referendum del 2011, è giusto che tutti ne possano usufruire senza risultare eccessivamente condizionati dalla scarsa lungimiranza dei nostri politici.

Michael Moser – *Agire per il Trentino

 






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