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Londra, attacco a Finsbury Park: colpita la comunità musulmana

Nuovo attacco, che sembra di carattere terroristico, ieri sera a nord di Londra che però stavolta colpisce la comunità musulmana di Finsbury Park, conosciuta per essere fra le più radicali della gran Bretagna. 

Le notizie pur frammentarie parlano di due vittime e una decina di feriti.

L’attacco è stato portato da tre uomini che a bordo di un Furgone Van hanno falciato dei pedoni appena usciti da una moschea. Testimoni parlano di attentatori che scesi dal furgone erano armati di coltello. La polizia, subito intervenuta ha arrestato un 48 enne, bianco, inglese, mentre altri 2 sarebbero in fuga. L’uomo prima di essere portato via dalla polizia è stato quasi massacrato da alcuni musulmani. Testimoni riferiscono di averlo sentito gridare frasi di odio contro i musulmani.

Per il Muslim Council of Britain, si sarebbe trattato di gesto deliberato. Scotland Yard per ora fa invece riferimento a “un grave incidente” in attesa di ulteriori dettagli.

“Chiunque ha fatto questo, lo ha fatto per colpire delle persone e questo é terrorismo“. Così Mohammed Kozbar, leader della moschea di Finsbury Park “Un terribile incidente“: così per ora Theresa May descrive quanto accaduto.

La zona della moschea di Finsbury Park è un luogo simbolico nel cuore di uno dei quartieri dove la presenza musulmana è più forte. Quando è avvenuto l’attacco, subito dopo la mezzanotte di oggi per le strade molti stavano celebrando i riti del ramadan che scandisce che il divieto di mangiare venga interrotto solo dopo il tramonto con banchetti notturni.

La moschea di Finsbury Park e i luoghi vicini dal 1994 in poi è stata il nido dello jihadismo britannico. Un centro di preghiera gestito da imam radicali, che hanno arruolato giovani con il passaporto inglese per combattere contro i serbi in Bosnia e poi per raggiungere i campi d’addestramento qaedisti in Afghanistan. Lì si incontravano figure di primo piano, come Richard Reis, che nel dicembre 2001 tentò di far saltare in aria un Boeing con l’esplosivo nascosto nelle scarpe, o Zacharias Mossaui, arrestato per aver fatto parto del commando che portò a termine l’attentato contro le Torri Gemelle.

Ma soprattutto lì pronunciava i suoi sermoni d’odio Abu Hamza, il predicatore poi arrestato ed estradato negli Stati Uniti, ritenuto un punto di riferimento per tutti i network fondamentalisti europei, da Parigi a Berlino.

Questi sono solo alcuni elementi che spingono alla massima cautela nelle valutazioni dell’attacco che è tornato ancora a terrorizzare Londra. Potrebbe infatti trattarsi di una ritorsione contro gli attacchi dell‘ISIS avvenuti negli ultimi tempi a Londra. Ma sono solo ipotesi. La premier May ha fatto sapere che la polizia sta indagando su un potenziale attacco terroristico.






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