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Centrale di emergenza, annullato il concorso «truccato». Luisa Zappini nella bufera.

Il governatore Ugo Rossi ha annullato il concorso pubblico per un posto a tempo indeterminato alla Cue, la nuova centrale unica di emergenza. Il sospetto, a questo punto nemmeno tanto infondato è il conflitto di interessi

Il caso era dapprima stato sollevato da un media locale e poi ripreso dal consigliere provinciale di Agire Claudio Cia  che aveva ipotizzato un conflitto di interessi e inciucio tra la presidente della commissione esaminatrice e i vincitori del concorso pubblico per la Centrale Unica di Emergenza della Provincia di Trento.

Un concorso per la copertura di un posto a tempo indeterminato di funzionario tecnico, per lo svolgimento di attività sotto la supervisione e il coordinamento del Dirigente della Centrale Unica di Emergenza della Provincia Autonoma di Trento, secondo quanto raccolto dal consigliere provinciale Claudio Cia, presentava gravissime anomalie e irregolarità, articolate dal consigliere appunto nell’ interrogazione citata sopra

Non solo, il consigliere aveva trasmesso l’interrogazione anche all’Anac, alla Procura e alla Corte dei Conti, «affinché – si legge – possano valutare la sussistenza, per quanto attiene ai fatti evidenziati nell’atto ispettivo, di eventuali profili di illiceità».

Come  si ricorda il concorso si era tenuto il 20 febbraio, con la partecipazione di 17 persone, ma solo 11 affrontarono le prove del concorso. Di questi solo 3 superarono la seconda prova scritta con voti vicini se non uguali a 30/30, mentre per gli altri 8 candidati i voti della prima prova scritta, l’unica che è dato di conoscere, non superano i 14/30.

La cosa che da subito ha fatto sospettare è che i tre che hanno superato la prova (Fabrizio Robol, Federico Viani e Alessandro Polo nell’ordine) guarda caso conoscevano tutti molto bene la Zappini e con lei avevano avuto importanti rapporti di collaborazione. Poi lo stesso Claudio Cia ha scoperto che le tre buste con i temi del concorso erano praticamente uguali, quindi una valeva l’altra insomma. 

La giunta provinciale in pieno accordo con Rossi, di fronte all’ipotesi concreta di possibili ricorsi, ha preferito azzerare e ripartire con una nuova selezione.

La conoscenza da parte di Luisa Zappini (foto) dei tre finalisti del concorso «non è certo motivo sufficiente perché scatti l’incompatibilità, – ha spiegato Rossi – ma la conoscenza e le collaborazioni in ambito professionale fra la dirigente, che insieme ai tre ha effettuato alcune pubblicazioni scientifiche, ci fa ritenere che siamo meglio rifare tutto».

Già, perché potrebbe essere possibile che qualche giudice che prende in esame i ricorsi, non arrivi alla stessa conclusione con risultati pessimi in termini di credibilità per la provincia di Trento.

I dubbi sul concorso erano finiti anche sul “Fatto Quotidiano”, dopo un’interrogazione del consigliere Claudio Cia. Incredulità invece da parte degli esclusi, che man mano che emergevano i dubbi, si è trasformata però in rabbia a tal punto che i molti hanno confermato di voler ricorrere.






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