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Pazienti con fragilità psichiatriche nei fatti migrano per curarsi: a quando la convenzione per le cure in Trentino

ARCO – Vista la presenza nel territorio della Provincia di Trento di “Villa San Pietro” sita ad Arco, convenzionata con l’Alto Adige e con la Regione Veneto, ma non con la Provincia di Trento, non si comprende ancora, dopo la proposta di mozione n. 469 presentata il 23 settembre 2016, come i Trentini siano ancora esclusi da tale opportunità. Forse non sono meritevoli? 

Infatti molte sono le segnalazioni pervenutemi che lamentano di essersi dovuti recare fuori Provincia, prevalentemente nelle strutture “Villa Santa Giuliana” e “Villa Santa Chiara” di Verona, enti privati con cui la PAT ha stipulato convenzioni per pochi posti letto, per l’accesso a cure psichiatriche e riabilitative. Esse, però, sono temporanee, unicamente legate alla sola degenza che sembra sia per un massimo di 30 giorni per paziente a prescindere.

Non si comprende quale sia l’obiettivo della politica sanitaria trentina che obbliga i suoi pazienti della Provincia di Trento, soprattutto dell’alto Garda e Val di Ledro, a rivolgersi altrove per ricevere cure e supporto psichiatrico, quando sul nostro territorio esiste la realtà sopra menzionata, centro di eccellenza per la sua forma strutturale e per la metodologia di cura e riabilitazione adottata, già propensa a dialogare con le istituzioni e con le realtà locali.

Sarebbe un prezioso e logico punto di riferimento per le tante famiglie che vivono il dramma del disagio psichiatrico e che spesso, a loro avviso, si sentono trattate in modo irrazionale ed incomprensibile da questa politica che non le ritiene meritevoli di speciali attenzioni che le potrebbero sollevare nella loro quotidianità. Sarebbe anche un diritto del paziente poiché solo il suo territorio è il luogo del naturale reinserimento.

cons. Claudio Cia

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