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Delusione e lacrime Juve, il Real è campione d’Europa

Il Real vince con merito, la Juve gioca solo 45 minuti, poi abdica alla legge del più forte.

La Tiger Bay è il palcoscenico della finale di UEFA Champions League (edizione 2016-2017).

L’ispirazione romana, lo spirito normanno e il gusto gotico vittoriano sono la miscellànea di Cardiff.

Nella lingua gallese Caerdydd significa “fortezza” ovvero la città dei castelli.

Un tempo rinomato porto per l’esportazione del carbone, oggi una delle mete turistiche più apprezzate del Regno Unito.

Dal 1955 è capitale (357.200 abitanti) del Galles e la torre dell’orologio rappresenta il simbolo cittadino, lontana 240 km dalla City londinese.

L’ATMOSFERA – 3 giugno ore 20.45 (7.45pm orario locale) si gioca nella cornice del Millennium Stadium l’incontro tra Juventus Football Club e Real Madrid Club de Futbol nel giorno in cui si ricordano i Santi Carlo Lwanda e 12 compagni, martiri dell’Africa nera.

La notte sulle rive del fiume Taff è primaverile, lo sky sereno e la temperatura misurata è di quattordici gradi centigradi.

Il catino è realizzato nel 1999, in occasione della Coppa del Mondo di rugby, sulle rovine del vecchio stadio “Arms Park”.

Il green è riscaldato e l’impianto possiede una copertura mobile in acciaio (chiusa prima del fischio d’inizio) sul modello dell’Amsterdam Arena.

Il parterre è per vip (74.500 spettatori), il manto erboso di Westgate Street è in perfette condizioni.

LE FORMAZIONI – Lo staff di Vinovo schiera il modulo 4-2-3-1 con il capitano Gianluigi Buffon a protezione della rete. La difesa è amministrata da Bonucci e Chiellini, la fascia destra è presidiata da Barzagli. Nei corridoi scorrono le frecce, Dani Alves e Alex Sandro. Davanti alla linea si colloca Pjanic, in compagnia di Khedira; in avanti Dybala e Mandzukic supportano la torre Higuain.

La guida tecnica del centro sportivo Ciudad Real Madrid sceglie il modulo 4-3-1-2 con Navas tra i pali. Il pacchetto arretrato schierato con Carvajal, Varane, Ramos e Marcelo. Il centrocampo è assemblato da Modric, Casemiro e Kroos; davanti il tandem galattico con Benzema e Ronaldo supportato da Isco.

IL FISCHIETTO E LE BANDIERINE – La direzione dell’incontro è affidata al tedesco Felix Brych, nato il 3 agosto del 1975.

L’arbitro nativo di Monaco di Baviera esercita la professione di avvocato. Sul rettangolo gli assistenti del “legale” sono Mark Borsch e Stefan Lupp. Il quarto uomo è il serbo Milorad Mazic. I giudici di linea sono Bastian Dankert e Marco Fritz. L’assistente di riserva è Rafael Foltyn.

LA CRONACA – La sfida tra la Vecchia Signora e le Merengues termina con la vittoria dei Blancos (1-4).

La squadra spagnola vince la seconda Champions League consecutiva (dodicesima nella sua storia).

I bianconeri perdono l’ennesima finale (cinque consecutive) dopo una prestazione contraddistinta da luci e ombre.

La partenza sprint è bianconera che spinge con la solita forza d’urto. Il Real è ben messo in campo da Zidane, guardingo e sornione.

Con il passare dei minuti Sergio Ramos e compagni prendono le misure alla truppa di Allegri.

CR7 sblocca l’inerzia del match con la complicità di Carvajal, il fendente s’infila all’angolino alla destra di Buffon (al minuto 20).

I campioni d’Italia reagiscono con orgoglio e si riversano nella metà campo avversaria.

Gonzalo Higuain appoggia per Mario Mandzukic che pennella una rovesciata che scavalca Navas (al minuto 27).

La prima frazione è equilibrata, i piemontesi mostrano vivacità, i viola di Madrid trame di gioco e possesso palla da “primi della classe”.

Dopo la ricreazione “Madama” torna sul terreno di gioco svuotata e assente, si assiste a una sorta di black out colletttivo.

La Juve sbanda, il calo fisico è vistoso, la distanza tra i reparti profonda. La mediana sostenuta da Pjanic e Khedira non regge l’urto e gli esterni faticano a contenere le spinte sui binari.

Casemiro calcia da 25 metri, la sfera deviata da Khedira trafigge Buffon (al minuto 61). Il tempo di annotare la marcatura che CR7 segna la doppietta servito da Modric (al minuto 64).

Dybala è fuori dai radar e l’attacco non riesce a imbastire azioni di nota. Cuadrado subentrato a gara ampiamente compromessa è espulso (doppia ammonizione) da Felix Brych dopo il colpo teatrale di Sergio Ramos (al minuto 84).

Infine, Asensio (che rileva Isco) allarga lo score sugli sviluppi di un calcio piazzato (al minuto 90).

Il Real vince con merito, la Juve gioca solo 45 minuti, poi abdica alla legge del più forte.

LA PAGELLA – Buffon (5), Barzagli (5), Bonucci (5), Chiellini (6), Dani Alves (6), Alex Sandro (5), Pjanic (5,5), Khedira (5), Dybala (5), Mandzukic (6,5), Higuain (5). Allegri (5)

-Cuadrado, Marchisio e Lemina senza voto-

Emanuele Perego             www.emanueleperego.it              www.perego1963.it

 

 

 

 






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