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Attaccati alveari vicino alle abitazioni a Brentonico, torna l’incubo Orso

Finito il letargo torna l’incubo Orso in Trentino.

Questa volta la fame ha condotto il plantigrado a pochi metri dalle abitazioni nella frazione di Cornè vicino a Brentonico.

Il molteplice attacco avvenuto a danno di apicoltori della zona – pare tra lunedì e martedì notte e tra martedì e mercoledì – non lascia tranquilli i residenti considerata la minima distanza che separa l’abitato dal posto teatro della devastazione.

La segnalazione è stata effettuata dagli stessi apicoltori di Cornè al Servizio forestale si sarebbe recato sul posto per controllare le tracce dell’animale.

Sembra che il plantigrado autore del gestore sia sprovvisto di radiocollare e quindi risulterebbe al momento impossibile seguire i suoi movimenti. Visto però quanto accaduto e i timori dei cittadini, pare che tra le diverse possibilità avanzate dalla forestale vi sia anche quella di bloccare l’esemplare con del sonnifero per poi munirlo di radiocollare.

Testimonianze riportano anche che alcuni asini presenti a poca distanza dagli alveari sarebbero sfuggiti al suo attacco miracolosamente (probabilmente grazie all’installazione del reticolato elettrificato presente).

La lega nord in proposito ha presentato nella mattinata un’interrogazione dove viene chiesto alla giunta provinciale se corrisponde al vero che il Servizio forestale avrebbe seguito le orme lasciate dall’orso fino a Crosano dove poi, però, si sarebbero perdute le tracce, quanti esemplari risultano ad oggi privi di radiocollare e in quali zone sono stati individuati o è stata segnalata la loro presenza e ad oggi quanti esemplari di orso (adulto e cucciolo) si contano in Trentino.

«È comprensibile la preoccupazione avanzata da apicoltori e abitanti di Cornè: se da un alto si teme un nuovo attacco a danno degli alveari dall’altro lato la paura si sposta sulle conseguenze derivanti da un possibile incontro con il plantigrado temendo in particolar modo per l’incolumità dei minori che frequentano quotidianamente i boschi e i prati limitrofi»spiega Maurizio Fugatti firmatario dell’interrogazione.



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