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Sete di trofei, la Juve vince la Coppa Italia

Il club di Corso Galileo Ferraris festeggia la vittoria della terza coppa nazionale nell’ultimo triennio infrangendo il nuovo record.

In totale sono 12 le coppe vinte dalla Vecchia Signora. Il primo successo si celebra nella stagione 1937-1938; nell’occasione i bianconeri superano in finale i cugini del Toro nel doppio confronto.

L’ATMOSFERA – Mercoledì 17 maggio ore 21.00 va in scena allo stadio Olimpico di Roma l’incontro tra Juventus Football Club e Società Sportiva Lazio, il match sul Tevere nel giorno in cui si festeggia San Pasquale Baylon, religioso e francescano.

La serata meteo, in Piazza del Campidoglio, è estiva, lo sky sereno e la temperatura misurata è di ventisette gradi centigradi.

LE FORMAZIONI E L’ARBITRO – Lo staff di Vinovo schiera il modulo 3-4-2-1 con Neto a protezione della rete. La difesa è amministrata da Barzagli, Bonucci e Chiellini, nei varchi scorrono gli esterni, Dani Alves e Alex Sandro. Davanti alla linea si colloca Marchisio, in compagnia di Rincon; in avanti, Dybala e Mandzukic supportano la torre Higuain.

La guida tecnica di Formello sceglie il modulo 3-5-2 con Strakosha tra i pali. Il pacchetto arretrato composto da Bastos, De Vrij e Wallace. I corridoi sono presidiati da Basta e Lucic. Davanti alla difesa funge da frangiflutti il tris, con Parlo, Biglia e Milinkovic-Savic; in attacco il tandem con Immobile e Keita.

Il fischietto dell’incontro è affidato al quarantaquattrenne, Paolo Tagliavento della sezione AIA di Terni.

L’arbitro umbro esercita la professione di parrucchiere. Sul rettangolo gli assistenti del “barbiere” sono Costanzo e Cariolato. Il quarto uomo è Massa. I giudici di linea sono Rocchi e Damato.

LA CRONACA – La sfida tra la Vecchia Signora e le Aquile termina con la vittoria dei bianconeri (2-0).

I campioni d’Italia piegano i biancocelesti con il classico “risultato all’inglese”.

In avvio gli undici di Simone Inzaghi graffiano la difesa di Neto. Milinkovic-Savic lancia Keita che s’infila nel corridoio mancino, la sfera deviata da Barzagli colpisce il montante (al minuto 6).

Dopo qualche incertezza difensiva e superato il pericolo, i piemontesi reagiscono d’impeto con forza e raziocinio.

La mediana bianconera (orfana di Pjanic e Khedira) è pimpante sorretta da Marchisio in veste di playmaker. Dybala gioca sulle punte e le frecce laterali, Dani Alves e Alex Sandro, spingono con rinnovato vigore.

L’azione del vantaggio è confezionata dalla classe brasiliana. Il cross sontuoso dell’esterno di San Paolo, Alex Sandro è chiuso dal pendolino di Bahia, Dani Alves con un fendente preciso e velenoso che trafigge Strakosha (al minuto 12).

Nel frangente il ritmo è alto, le trame di gioco ben costruite inibiscono il centrocampo laziale, labile e opaco. Il pacchetto centrale di Biglia concede spazi e tempi, mostra limiti nella fase di ripiego.

Dalla bandierina calcia Dybala, la sfera sfiorata da Alex Sandro diventa l’assist perfetto per Leonardo Bonucci che castiga Strakosha (al minuto 25).

Conclusa la ricreazione e il tè caldo, le Zebre rientrano sul green del Foro Italico con atteggiamento guardingo. Il tridente difensivo della BBC arretra e anche ”El Pipita” si sacrifica come Mandzukic dietro la linea della sfera.

Con i cambi impostati dalla cloche la forza d’urto biancoceleste è impulsiva e veemente. Fioccano le occasioni nel finale ma il muro bianconero regge senza fessurarsi.

Il triplice fischio di Tagliavento sancisce la fine, l’inizio della festa.

IL POST – Nel fine settimana si gioca la 37esima giornata di serie A. L’anticipo del sabato (ore 18.00) è Chievo-Roma mentre il posticipo del lunedì è Pescara-Palermo (ore 20.45).

Emanuele Perego             www.emanueleperego.it              www.perego1963.it

 






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