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L’Aquila scrive la storia del basket a Trento: è semifinale scudetto!

Straordinaria semifinale scudetto per l’Aquila Basket Trento che supera per la prima volta nella sua storia i quarti di finale playoff battendo con un 3-0 la Dinamo Sassari.

Anche gara 3 a Sassari, dopo le due al PalaTrento, è dei bianconeri per 75-69. I ragazzi di Buscaglia ora attendono la vincente della serie tra Milano e Capo d’Orlando con l’Armani che stasera si è portata avanti 2-1 vincendo in Sicilia.

16 punti e 10 rimbalzi con 4/7 da tre per Gomes, 13 di capitan Forray, 12 con 6 assist, 4 rimbalzi e 4 recuperi di Craft, 11 di Flaccadori, 9 di Hogue e 7 di Sutton.

Al PalaSerradimigni di Sassari è stato un altro episodio lottatissimo tra Dolomiti Energia e Banco di Sardegna ma anche stavolta la voglia, l’energia, la concentrazione e il cuore sono stati tutti bianconeri.

Si parte dalla difesa come sempre. Trento è un muro. Poi i rimbalzi, soprattutto quelli offensivi. Poi la fiducia nel tiro da fuori, nonostante mani non straordinarie ma con Flaccadori e Beto Gomes le percentuali schizzano alle stelle.

Il dominio fisico di Hogue e Sutton, la leadership di Aaron Craft, il cuore di capitan Forray.

Impossibile dare un mvp della partita, a turno tutti hanno fatto giocate fondamentali. La gara è stata punto a punto per tre quarti mentre nell’ultimo c’è stato l’allungo chirurgico dell’Aquila con Forray e Sutton ma anche il fondamentale apporto di Hogue e Craft.

Sassari non ha praticamente mai dato l’impressione di potercela fare, non tanto per il divario di punteggio ma quanto per la diversità di fuoco negli occhi dei giocatori delle due squadre.

Un risultato storico alla fine di una stagione incredibile costellata di infortuni, acquisti di mercato indovinati, riassetti tattici e tecnici in corsa da parte di Buscaglia che con otto uomini a disposizione (compreso Lechtaler che in stagione aveva giocato pochissimo) ha compiuto il capolavoro.

Importante è stato qualificarsi quarti e avere così le prime due gare in casa, poi il resto ce lo hanno messo giocatori straordinari per voglia, mai spacciati per fenomeni, che hanno saputo fare gruppo granitico.

 






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