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PalaTrento, calo spettatori ai playoff di basket. Buscaglia: «Rispetto chi paga, hanno tifato per 10 mila»

E’ mancato soltanto il sostegno numerico, non certo la passione, del PalaTrento per le prime due gare di quarti di finale playoff tra Aquila Basket e Dinamo Sassari: 2900 spettatori per gara 1 venerdi sera, soltanto 2700 per gara 2 domenica sera.

La media per le partite della Dolomiti Energia si aggira sui 3300 e molto spesso, in particolare nel girone di ritorno, ce ne sono stati 3500 o più, fino ad arrivare ai pienoni da 4000.

L’ultima partita con Avellino, che ha qualificato Trento al quarto posto, faceva presagire dei playoff da tutto esaurito tanto che lo stesso coach Buscaglia si era augurato un sostegno massiccio.

La squadra bianconera ha fatto il suo dovere ed è ad un passo da un risultato storico, una sola vittoria dalle semifinali playoff.

“E’ vero c’erano tantissimi spettatori all’ultima contro Avellino. Sono sorpreso? Ho molto rispetto per il pubblico pagante – ha detto Buscaglia dopo gara 2 -. Noi lasciamo tutto sul campo, ci vogliono molto bene. La cosa che mi fa piacere è che li sento urlare e partecipare come fossero 10 mila“.

Come si dice spesso, gli assenti hanno sempre torto. La Dolomiti Energia Trentino ha giocato un esaltante girone di ritorno e, dopo l’ultima partita con Avellino, sembrava logico attendersi il tutto esaurito.

C’era ovviamente la garanzia della diretta tv, come in tante altre occasioni, c’è forse da tenere conto di prezzi un po’ più alti per i playoff. Resta comunque un dato un po’ deludente.

Altro dettaglio oggettivo è la poca spettacolarità della serie con Sassari, vista la prevalenza delle due migliori difese del campionato. Trento ha dimostrato di saper vincere gare bellissime e gare “sporche” e lottate. Non certo una colpa.

“Abbiamo fatto partite da 100 punti e fatto anche partite dove ci deve essere la difesa playoff – risponde Buscaglia ai critici -. Ci sono partite diverse con caratteristiche diverse. Per quanto ci riguarda non c’è tantissimo talento, giochiamo sui rischi e sugli errori. Poi ci sono serie più belle e meno belle. Questa serie non è bellissima se si intende basket arioso con 100 punti, ma è bella anche questa perché è molto intensa seppure meno estetica“. 

 






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