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Economia: quali obiettivi perseguire?

A volte il meglio è nemico del bene’ diceva Voltaire e questo vale anche in economia.

Cosa significa ‘meglio‘ in economia? Quale bene deve prevalere? Quale deve essere l’obiettivo? Fare soldi? Il solo profitto finanziario? Oppure l’economia dovrebbe andare incontro ai bisogni umani? Dovrebbe incrementare il bene comune o il PIL?

Questo si chiede Christian Felber nel video: What if the common good was the goal of the economy?, che il Gruppo Trentino dell’Economia del Bene Comune sta traducendo in collaborazione con TEDxVienna.

Questi importanti quesiti dovrebbero diventare il pilastro del nostro agire quotidiano, dal momento che ogni giorno con le nostre azioni, con il nostro fare la spesa e decidere dove spendere i nostri soldi decidiamo anche in quale direzione spingere l’economia.

Chi non vorrebbe un’economia che poggi sui reali bisogni, in cui far prevalere la sostanza alla forma, in cui vengano ridefiniti l’insieme di valori e obiettivi da raggiungere?

L’Economia per il Bene Comune è un approccio olistico che si inserisce nel suo contesto più ampio: non c’è più una divisione tra l’economia e l’etica, nessuna divisione tra economia e sentimenti, tra economia e democrazia e neppure tra economia e natura. I soldi non diventano più l’obiettivo dell’economia stessa ma il mezzo. L’obiettivo diventa il bene comune.

Questa visione è già presente in molte Costituzioni di vari Paesi europei. L’articolo 41 della nostra Costituzione afferma: “l’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali”.

Anche il nostro Legislatore già nel 1948 aveva previsto che l’economia non può ledere l’utilità sociale e la dignità umana e quindi deve porsi al servizio di questi obiettivi, divenendo un mezzo che permetta di costruire solide fondamenta in cui i sani principi del nostro vivere ne diventino colonna portante.

Nell’Economia del Bene Comune un’azienda può avere successo soltanto se questo successo accompagna anche la società, che, di conseguenza, si migliora.

Come misurare tutto questo?

Con il Bilancio del Bene Comune, che illustra in quale misura un’azienda vive e promuove i valori costituzionali dalla dignità umana o della sostenibilità, fino alla democrazia. Il primo passo del Bilancio è rendere visibile la performance etica e, quindi, anche la fedeltà dell’azienda alla Costituzione.

Tutti i prodotti e i servizi indicheranno in maniera trasparente chi li ha fatti, a quali condizioni, con quale impatto ecologico, mostreranno, inoltre, se l’azienda è solidale o “cannibalistica”, se paga un giusto ammontare di imposte e tasse o se nasconde i profitti in paradisi fiscali.

I consumatori potranno avere una scelta più libera e più informata e il prezzo dovrà riflettere il giusto valore di questi elementi.

Da soggetto passivo il consumatore diventerà protagonista e la sua voce avrà un peso per le imprese.

Non ci può essere una crescita reale se ad ognuno non viene riconosciuto il giusto valore.

Nella nostra vita spesso cerchiamo amicizia, fiducia, rispetto, valori che possono diventare faro anche dell’economia, sul cui palcoscenico tutti noi siamo i protagonisti quotidiani: l’Economia del Bene Comune.






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