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Gelate nelle campagne trentine, Bastiani: «si perderanno centinaia di posti di lavoro»

Arrivano da più parti, purtroppo, ulteriori conferme dei danni provocati dalle basse temperature registrate nelle scorse settimane nelle campagne trentine.

Il tutto potrà essere quantificato con più precisione non prima della fine di maggio ma già ora si profila un drastico calo della produzione, soprattutto in Val di Non e Val di Sole dove i responsabili del Consorzio Melinda stanno già cominciando ad ipotizzare un calo della produzione di almeno il 50% e hanno comunicato che tutto ciò, se confermato, comporterà un netto calo delle giornate lavorate tra gli addetti del settore.

Appare ormai alquanto probabile la chiusura, nel corso della prossima stagione, di almeno un paio di sale di lavorazione, con il conseguente drastico calo delle assunzioni tra i lavoratori “non storici” addetti alla cernita e alla lavorazione delle mele.

«Tra i soggetti più penalizzati da questa calamità naturale – ricorda Fulvio Bastiani della Fai Cisl Trentino – oltre ai contadini che hanno visto andare in fumo il loro lavoro, ci sono pure le centinaia di lavoratori stagionali (nella stragrande maggioranza dei casi donne) che si occupano del confezionamento delle mele nelle sale di Melinda».

«Probabilmente, salvo miracoli, – aggiunge ancora Bastiani –  nel corso della prossima saranno infatti richiamate al lavoro e ridistribuite negli stabilimenti le sole appartenenti al “Gruppo Storico” mentre il personale stagionale assunto ad integrazione dello stesso, non potrà prestare la propria opera se non in misura molto marginale».

Rapporti di lavoro che in condizioni di normale produzione si protraggono per diversi mesi all’anno a causa delle pesantissime gelate invece registreranno una netta contrazione delle giornate lavorate e un drastico ridimensionamento degli organici soprattutto nella parte finale dell’anno in corso e durante il primo semestre del 2018.

Meno drammatici, ma comunque pesanti anche i danni prospettati dai responsabili dei Consorzi Valentina, Società Frutticoltori Trento, Sant’Orsola e La Trentina.

Qui, in particolare, risultano colpite dalle gelate le coltivazioni delle ciliegie e le mele prodotte nella zona di Caldonazzo, anche se l’impatto sulle giornate lavorate dovrebbe essere meno pesante.

La Fai Cisl del Trentino è impegnata a monitorare attentamente la situazione al fine di assicurare tutte le tutele possibili ai propri associati.

«L’idea è quella di utilizzare l’Ente Bilaterale Ortofrutta Trentino ( EBOT ) strumento nato nel 1997 (anno della precedente drammatica gelata ) in seguito alle pressioni delle Organizzazioni Sindacali e che allora permise la canalizzazione delle provvidenze della Provincia Autonoma di Trento» afferma ancora il segretario della Fai Cisl Trentino

E Ancora: «Il sostegno al reddito si renderà eventualmente necessario nella prima parte del 2018, quando scarseggerà il prodotto e conseguentemente le giornate di lavoro. Al contempo si rende necessario sollecitare le autorità competenti a richiedere lo stato di calamità per i Comuni colpiti, in modo di garantire ai lavoratori agricoli il riconoscimento delle giornate contributive ottenute nel corso del 2016 evitando eventuali penalizzazioni sul versante previdenziale».

La speranza da parte di tutti è che la quantificazione del danno risulti meno impattante rispetto a queste pessimistiche previsioni, «Fai Cisl del Trentino – conclude Bastiani – è a disposizione per fornire ulteriori chiarimenti ai lavoratori interessati ed in particolare ai propri associati».






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