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I Cromatismi di Umberto Moggioli a Cappella Vantini

Si svolgerà a Cappella Vantini dal 22 aprile al 2 luglio la mostra Umberto Moggioli. Cromatismi.

L’esposizione, a cura del servizio cultura, turismo e politiche giovanili del Comune, è resa possibile grazie al prestito fatto dagli eredi del pittore trentino e sarà inaugurata venerdì 21 aprile alle 17.

La suggestiva Cappella Vantini, in via delle Orne, ottocentesca cappella privata di palazzo Thun, restaurata a inizi anni Duemila e dedicata a ospitare preziose esposizioni, accoglie una selezione di opere di Moggioli. Tra queste sono presenti due esempi di pittura di paesaggio, la grande tela Mattino a Villa Glori e I pini di sera a Villa Strohl-Fern, e opere più intime come La moglie con i pesciolini o Mattino di sole, realizzate durante il suo soggiorno a Roma.

Il paesaggio di Moggioli si ispira al suo vissuto: i luoghi in cui vive, il Trentino, Venezia e Burano, Roma, l’Umbria e il Veneto, sono l’occasione per immergersi e contemplare, in solitudine, l’ambiente circostante e studiarlo attraverso la luce e il colore.

“...la nota tipica la voglio trovare nel colore ne già nella linea...” (1911) è la chiave di lettura della produzione di Moggioli: al centro della sua ricerca ci sono la tavolozza e le sfumature che i colori possono offrire.

Cromatismi vuole quindi essere un omaggio al lavoro dell’artista attraverso una sintesi di uno degli aspetti maggiormente significativi della sua opera. Il colore, dapprima legato alle nuove ricerche divisioniste e gradualmente sempre più acceso e personale, è il filo rosso che permette di ripercorrere la vicenda artistica di Moggioli tra il 1910 e il 1918.

L’esposizione sarà aperta al pubblico tutti i giorni, tranne il lunedì, dalle 10 alle 18. L’ingresso è gratuito.

Umberto Moggioli (1886 – 1919) nasce a Trento il 25 giugno 1886. Fin da giovane si avvicina alla pittura e nel 1904 grazie a una borsa di studio si trasferisce a Venezia per frequentare l’Accademia di belle arti. Già in questa fase gli interessi dell’artista sono vicini al tema del paesaggio e della natura.

Lo sviluppo di una pittura più personale e meno accademica avviene con il suo trasferimento a Roma all’inizio del 1908. Nella capitale infatti Moggioli ha la possibilità di avvicinarsi alla realtà del divisionismo romano, dal quale attinge colori più chiari e caldi.

Nel giugno del 1908 l’artista ritorna per un breve periodo in Trentino, dedicandosi alla realizzazione di ritratti. Nella prima metà degli anni Dieci risiede a Burano, e indirizza con passione il suo lavoro ai paesaggi, alternando la quotidianità della laguna veneta con un ritorno nella città di Roma e viaggi nell’entroterra umbro.

Con l’inizio della Grande Guerra, l’artista abbandona la vita veneziana: prima come cartografo dell’esercito italiano, poi come volontario nella legione trentina di Verona. Trasferitosi a Cavaion Veronese a seguito del congedo militare, sposa la compagna Anna e riprende a dipingere con un rinnovato entusiasmo, iniziando a manifestare interesse anche per la figura umana.

Nell’ottobre 1916 torna a Roma, e si stabilisce in uno studio a villa Strohl-Fern, centro culturalmente vivace frequentato dai protagonisti della scena artistica romana. La sua pittura è ora caratterizzata da una maggiore libertà espressiva, un uso di colori più accesi e da forme plastiche.

L’evoluzione dell’artista trentino viene interrotta dalla prematura scomparsa, avvenuta il 26 gennaio 1919. Moggioli muore a Roma, a poco più di trent’anni.






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