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Immigrazione: spesi 31 mila euro di farmaci per i profughi nel 2016.

È ​arrivata la risposta all’interrogazione del consigliere di Agire Claudio Cia in merito ai farmaci pagati dalla comunità trentina e rilasciati gratuitamente ai richiedenti asilo.

Claudio Cia di Agire aveva evidenziato l’assurdità di consentire ai richiedenti asilo la possibilità di acquistare super alcolici con i buoni spesa o la tessera Poket Money forniti dal “Cinformi”, ma non i farmaci cosiddetti da banco (aspirina, tachipirina, crema base, shampi, ecc…) che vengono regolarmente fatturati e pagati a parte direttamente da “Cinformi” (cooperativa incaricata dalla PAT della gestione dell’accoglienza) e che non di rado costituiscono fonte di reddito illecito attraverso il “mercato nero”.

Una prassi, secondo Cia, che, oltre ad essere diseducativa, stride con quanto vivono i nostri poveri, senza reddito o con pensione minima, che non possono aver accesso a tale privilegio e che percepiscono tutto questo come un ingiustizia sociale.

Per il Consigliere di Agire, non si giustifica la diversità di trattamento e che tale gestione di denaro pubblico, per quanto concerne l’accesso ai farmaci e la tolleranza dell’acquisto e consumo di alcool, poco si concilia con la tanto decantata volontà di perseguire la loro l’integrazione ai nostri canoni civili e morali.

Nella risposta, l’Assessore riferisce all’esponente di Agire che nel solo 2016 “Cinformi” ha sostenuto una spesa di oltre 31 mila euro ( euro 31.190,54) per l’acquisto di prodotti farmaceutici da banco e si dice all’oscuro di un suo uso improprio attraverso il “mercato nero”.

Claudio Cia aveva messo sotto la lente d’ingrandimento i medicinali che vengono distribuiti da Cinformi ai profughi gratuitamente. I profughi infatti – aveva ipotizzato Cia nell’interrogazione – li rivenderebbero in una sorta di mercato nero, magari a italiani in difficoltà che dovrebbero pagarli a prezzo pieno.

Nella risposta all’interrogazione, l’Assessore Zeni scrive che con i buoni spesa o la tessera Poket Money forniti dal “Cinformi”, si possono acquistare prodotti sia alimentari che extralimentari e quindi, ove presenti, anche i farmaci da banco.

Una precisazione che ha fatto sorridere il Consigliere Cia che a differenza dell’Assessore è a conoscenza che, attualmente, in nessuno dei supermercati convenzionati, in cui far valere buoni e tessera, sono in vendita farmaci da banco.

«Un magro tentativo di minimizzare e distogliere l’attenzione da una grande ingiustizia verso le fasce di povertà autoctona»commenta laconicamente Cia.

Sono solo 4 le farmacie dove la provincia autonoma di Trento acquista i farmaci per i richiedenti asilo. La farmacia ai solteri (23.122,00 euro di farmaci acquistati nel 2016 per i richiedenti asilo), la farmacia Comano Terme (165 euro), la farmacia Monte Albano (6.053,00 euro) e la farmacia Thaler (1.849,00 euro).






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