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Caramaschi attacca la provincia sui profughi: «400 profughi via da Bolzano subito»

BOLZANO – Sul tema dell’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale e sulla necessità di alleggerire il numero di migranti attualmente ospitati nel capoluogo, il Sindaco di Bolzano Renzo Caramaschi interviene per rispondere nel merito ad alcune dichiarazioni rese alla stampa locale dal responsabile della Ripartizione Politiche Sociali della Provincia Luca Critelli

“Quando il direttore della Ripartizione Politiche Sociali della Provincia Luca Critelli afferma che il Sindaco di Bolzano, che partecipa sin dalla scorsa estate a tutti i tavoli di lavoro sul tema dell’accoglienza di richiedenti protezione internazionale presso il Commissariato del Governo, era ed è a conoscenza dei numeri e della tempistica relativa al piano di distribuzione dei migranti sull’intero territorio provinciale, afferma una cosa corretta. Lo stesso Critelli però non fa alcun riferimento ad un aspetto certamente non secondario, ovvero che tale piano risulta ancora in gran parte disatteso” così Caramaschi.  

“Data 6 ottobre 2016 – afferma il Sindaco – la riunione del tavolo di coordianamento dei flussi migratori presso il Commissariato del Governo nel corso della quale la Provincia di Bolzano,  con lo stesso direttore della Ripartizione Politiche Sociali, assicurava il trasferimento da Bolzano ad altri comuni della provincia di oltre 350 richiedenti protezione internazionale nei successivi 4 mesi. Ed ancora, entro la metà del mese di novembre ed entro la metà di dicembre 2016 lo stesso dirigente provinciale garantiva la disponibilità di strutture già appartenenti al Demanio militare a San Candido e a Bressanone per un centinaio di posti complessivi.

Da quella riunione di ottobre ad oggi (fine aprile 2017) di mesi ne sono passati sei e solo un centinaio di migranti o poco più, è stato smistato in altri comuni altoaesini. Una quarantina di richiedenti asilo ad inizio aprile a S. Candido, altrettanti a Lana dallo scorso marzo, un piccolo contingente (25 migranti) a Renon. Rimangono ancora sulla carta i trasferimenti a Silandro (fine aprile 40 persone), Bressanone (maggio-giugno 60 persone) e Laives (maggio 60 persone). La lentezza di tali trasferimenti motivata dalla necessità di adeguare le strutture di accoglienza ed i conseguenti ritardi accumulati, non sono però accettabili”.

Bolzano – ricordano il Sindaco e l’Assessore comunale alle Politiche Sociali Sandro Repetto – in questo momento accoglie 745 cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale. Per la Provincia il numero non dovrebbe superare quota 475, secondo lo Stato 350.

“Va da sè – conclude Caramaschi – che occorra accellerare nell’azione di spostamento in periferia di un certo numero di migranti (almeno 300) inseriti nel programma di assistenza internazionale in modo da alleggerire il capoluogo da una pressione che non è giusto ricada solo sulla popolazione di Bolzano” .






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