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Nuovi LEA, le perplessità delle organizzazioni

Torniamo a parlare dei nuovi LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) che stanno suscitando sempre più perplessità tra le varie organizzazioni operanti nel campo dei diritti alla salute e alla riabilitazione. Potete leggere qui il precedente articolo pubblicato dal nostro giornale.

Le associazioni infatti ritengono i parametri introdotti nei nuovi LEA ben lontani da un’effettiva applicabilità e in alcuni casi addirittura peggiorativi. Da questa convinzione nasce la necessità di una vigilanza serrata sugli stessi al fine di tutelare il Dettato Costituzionale.

Le organizzazioni impegnate in questa scrupolosa vigilanza sono: AILAR (Associazione Italiana Laringectomizzati), AIMAR (Associazione Italiana Malformazioni Ano Rettali), AISTOM (Associazione Italiana Stomizzati), APS (Associazione Pugliese Stomizzati), FAVO Puglia (Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia), Federanziani Senior, FINCOPP (Federazione Italiana Incontinenti Disfunzioni del Pavimento Pelvico), FISH Nazionale (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), FISH Puglia.

Secondo quanto riportato in un documento di cui sono firmatarie le succitate organizzazioni: i nuovi LEA Sanitari che sono stai pubblicati nella Gazzetta Ufficiale il 18 marzo scorso (Decreto del Presidente del Consiglio-DPCM del 12 gennaio 2017) non solo si rivelano poco esaustivi e inapplicabili, ma minerebbero anche l’efficacia degli stessi specialmente per quanto riguarda alcune patologie.

Tra le categorie penalizzate dai nuovi LEA ci sarebbero ad esempio i malati oncologici che nel post operatorio e durante il decorso della patologia non godrebbero di alcun percorso riabilitativo mirato.

Un altro punto debole dei nuovi LEA sarebbe la mancanza di rappresentanti dei cittadini come le organizzazioni FAVO-Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia; la FISH-Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap; la FAIP-Federazione Associazioni Italiane Paratetraplegici; Cittadinanzattiva; Federanziani Senior, nella Commissione per il monitoraggio dei LEA. Ciò in contraddizione con quanto previsto nel Patto per la Salute (articolo 26), approvato dalla Conferenza Stato-Regioni.

Altra pecca dei nuovi LEA, sempre secondo le organizzazioni, è il fatto che gli stessi siano stati pensati per allargare il numero dei fruitori, risparmiando però sui costi.

L’atra problematica riguarda per esempio i pazienti incontinenti per cui non è stato precisato se serva o meno il riconoscimento dell’invalidità civile per l’ottenimento di dispositivi essenziali come sacche, cateteri o pannoloni, per i quali sono stati anche modificati determinati standard.

Altra grave mancanza si riscontra per le protesi motorie per le quali non è previsto un “Diritto” ad un “Audit Civico” gratuito (articolo 26 del già citato Patto per la Salute, sottoscritto dalla Presidenza del Consiglio e dalla Conferenza Stato Regioni).

Queste sono solo alcune delle mancanze riscontrate dalle organizzazioni in merito ai nuovi LEA Sanitari. Tali organizzazioni si sono quindi mobilitate su diversi fronti al fine di vigilare attentamente sui nuovi LEA, prevedendo un vero e proprio caos nella loro applicazione, in quanto ritenuti “solo di facciata”.

Effettivamente i nuovi parametri dei Livelli Essenziali di Assistenza nel campo della sanità lasciano enormi dubbi sulla loro reale applicabilità e il lavoro di costante vigilanza da parte di queste organizzazione è sicuramente un bene per tutti i cittadini che altrimenti vedrebbero calpestati i propri diritti all’assistenza sanitaria, anche in alcuni casi di estrema necessità.






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