Menù principale

Assistenza sessuale ai disabili: «un diritto alla salute e al benessere psicofisico e sessuale»

Max Ulvieri, affetto da una neuropatia genetica dal 2013, impegnato fin dal 2013 nel progetto Love Giver che prevede il “diritto alla salute e al benessere psicofisico e sessuale” per i disabili, in assenza di una legge per l’assistenza sessuale ai disabili, dichiara:  “…io vado avanti lo stesso. E se verranno a bussare alla mia porta ad accusarmi di favoreggiamento alla prostituzione ne parleremo”.

Il problema della sessualità nei disabili è molto sentito dalla comunità, ma non sembra essere una priorità per la politica italiana. “Ci chiamano ‘ragazzi’ per tutta la vita. Come se fossimo eterni giovani, eternamente asessuati” afferma la deputata del Partito Democratico Ileana Argentin affetta da amiotrofia spinale. Insomma il sesso e la sessualità in generale sembra essere ancora un grosso tabù in politica.

Per due volte Argentin ha presentato un progetto di legge atto a risolvere quello che è un problema concreto e reale: anche i disabili hanno pulsioni sessuali, ma per via delle loro condizioni non possono avere una normale vista sessuale a cui come esseri umani hanno diritto.

In particolare la deputata ha proposto una legge per “istituire la figura dell’educatore alla sessualità”, tuttavia questa non è arrivata nemmeno in commissione. Negli anni ci sono state anche altre proposte come quella di Sergio Lo Giudice del Pd, ma anche di  Elvira Savino deputata di Forza Italia.

Max Ulvieri, si dice disinteressato al fatto che una legge in merito venga proposta dalla destra o dalla sinistra, purché ci sia un risultato concreto.

Fabrizio Quattrini psicoterapeuta e presidente dell’Istituto di Sessuologia Scientifica di Roma, da anni al fianco di Max Ulivieri nel progetto Love Giver, afferma di aver già selezionato 30 persone “che sarebbero pronte a fare il corso da assistente sessuale”, e tantissime sarebbero anche le candidature arrivate da tutta l’Italia.

Il progetto potrebbe partire anche subito, ma senza una legge che tuteli questa pratica Max Ulivieri potrebbe essere accusato di induzione e favoreggiamento alla prostituzione. “Un rischio che credo deciderò di prendermi a breve nonostante l’assenza della politica” afferma lo stesso.

È indubbio che il problema c’è e che una soluzione dal punto di vista legislativo andrebbe trovata. Del resto l’idea di questa proposta di legge non è nata dal nulla, ma da una casistica ben precisa e dalle richieste di tanti parenti di disabili che si trovano a vivere situazioni veramente spiacevoli.

Ci sono mamme di 85 anni costrette a masturbare figli cinquantenni disabili. E padri assenti” afferma Fabrizio Quattrini. In più come sottolinea lo stesso sono anche numerosi i casi in cui i disabili vengono portati da prostitute, il che aggiungerei, mette a rischio la salute stessa del disabile.

Dopo l’inclusione scolastica, oggi si deve raggiungere un nuovo traguardo ovvero l’inclusione sessuale dei disabili “… che è un diritto costituzionale”, questo si evince dalle dichiarazioni dell’avvocato Lorenzo Simonetti che insieme al collega Claudio Miglio si occupa di disabilità.

Speriamo che per ottenere risultai in merito non si debbano però attendere le stesse lungaggini e gli stessi interventi deludenti da parte della politica.






2 Commenti A Assistenza sessuale ai disabili: «un diritto alla salute e al benessere psicofisico e sessuale»

  1. Francostars ha detto:

    Purtroppo, il sesso in cambio di un qualsiasi corrispondente economico diretto è sempre prostituzione per manifesta logicità e ragionevolezza intrinseca. Derogare la stessa pratica con disabili, rispetto a quella sui non, a riguardo dell’applicazione di un eventuale reato di favoreggiamento dell’altrui meretricio, sarebbe un fattore chiaramente incostituzionale, siccome violerebbe il principio d’eguaglianza di tutti i cittadini di fronte alle leggi.
    Quindi, basta con quest’illogico reato di favoreggiamento dell’altrui prostituzione (articolo 3 n. 8 Legge 75/1958). Suggerisco di sollevare la questione di legittimità costituzionale della detta branca normativa, poiché tale sembra in contrasto con gli articoli 2, 3 comma primo, 13 comma primo e 17 comma primo della Costituzione Italiana, siccome le leggi devono essere uguali per tutti, la libertà personale è inviolabile ed i cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi. In più, l’articolo 3 della Convenzione ONU 1949-51 prevede il fatto illecito in esame solo dove lo permette la legislazione nazionale dello Stato che ha ratificato (l’Italia nel 1980) la succitata norma internazionale.

  2. Giovanni ha detto:

    Nessuno non dice niente.
    Neanche qui, ma che puoi dire al politico

Lascia un Commento

Your email address will not be published. Required fields are marked as *

*