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Sclerosi multipla: la nuova ricerca da Orbassano.

La sclerosi multipla si manifesta di solito negli adulti attorno ai trent’anni e colpisce più le donne che gli uomini, solo raramente si manifesta in età infantile.

La sclerosi multipla interessa circa tre milioni di persone di cui 500 mila vivono in Europa e circa 68 mila in Italia dove, ogni anno, si contano 1800 nuovi casi.

La Clinica Fornaca ed il Dipartimento di Neurologia dell’ospedale San Luigi di Orbassano (TO) – una sinergia tra sanità privata e pubblica – hanno portato a termine un lavoro biennale, che ha coinvolto decine di pazienti, con lo scopo di trovare il modo per valutare la reazione alle terapie da parte dei soggetti colpiti da sclerosi multipla.

La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica americana Plos One, permette di calcolare con una nuova tecnica la velocità di collegamento tra cervello e muscolo, dimostrando il grado di validità della cura in atto.

La ricerca, condotta dal dottor Walter Troni, neurologo della Clinica Fornaca e dal dottor Antonio Bertolotto direttore del Dipartimento di Neurologia dell’ospedale San Luigi di Orbassano, si è concentrata sugli arti inferiori, dove la sclerosi multipla tende a manifestare con maggiore frequenza il danno neurologico. È stata classificata la velocità di conduzione motoria lungo le vie cortico-spinali e misurato il tempo che separa la partenza dell’ordine motorio dal cervello e il suo arrivo ai muscoli della gamba (millesimi di secondo). Con questo metodo è possibile verificare immediatamente il danno della conduzione motoria centrale che interessa i muscoli degli arti inferiori.

Questo studio consente il riscontro oggettivo della terapia seguita dal paziente e permette di monitorare in modo attendibile l’evoluzione della malattia capendo se abbia arrestato o meno la sua progressione.

A cura di Mario Amendola

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