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Festa di popolo a Bolzano, presenti vescovo Tisi ed emerito Bressan

Josef Mayr-Nusser è beato

A condividere la gioia e la riconoscenza della Chiesa altoatesina per la beatificazione di Josef Mayr – Nusser, ieri mattina in Duomo a Bolzano, anche l’arcivescovo di Trento Lauro Tisi con l’arcivescovo emerito Luigi Bressan e altri sacerdoti trentini.

Josef Mayr-Nusser è stato beatificato ieri, 18 marzo 2017, nel duomo di Bolzano dal cardinale Angelo Amato.

Colpito anche dalla “forte tensione spirituale” che ha caratterizzato la celebrazione e dalla grande partecipazione popolare, mons. Tisi ha sottolineato al termine l’attualità di una presa di posizione coerente dettata dalla coscienza: “Mi ha commosso il fatto che un laico, padre di famiglia, in forza del Vangelo, abbia compiuto scelte così radicali. Il suo esempio deve darci coraggio in un tempo pure segnato da poteri che si servono della menzogna e della sottomissione delle masse”.

Alla cerimonia ha partecipato anche Arno Kompatscher, che non ha voluto mancare a questa giornata dal significato storico per la nostra terra, per la comunità cristiana dei credenti ma anche per l’intera collettività.

“La globalizzazione da un lato e l’individualismo dall’altro segnano la nostra società. Viviamo in un’epoca in cui è diventato difficile definire valori validi in assoluto. Proprio in tempi come questi gli esempi sono importanti, e Josef Mayr-Nusser – con la sua coerenza e la sua integrità – è uno di questi esempi”, afferma Kompatscher.

Attraverso la beatificazione, aggiunge il Presidente, “la sua figura si rafforza come simbolo sudtirolese contro il totalitarismo, contro il disprezzo di chi è minoranza. Il beato Mayr-Nusser è un testimone della fede e della solidarietà.”

Josef Mayr-Nusser rifiutò di giurare fedeltà a Hitler, per motivi di coscienza. Fu per questo processato e condannato a morte. Imprigionato, fu poi avviato su un treno merci verso il campo di concentramento di Dachau, ma morì il 24 febbraio 1945, a soli 35 anni, a Erlangen, durante il viaggio, per i maltrattamenti subiti, la fame e la sete.

Josef Mayr-Nusser, nato a Bolzano in una famiglia di contadini profondamente cattolica dell’Alto Adige, divenne dirigente dell’Azione Cattolica nella parte altoatesina dell’arcidiocesi di Trento (di cui all’epoca facevano parte la Bassa Atesina, Bolzano, Merano e la Val Venosta) nel 1934.

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