Menù principale

Sclerosi multipla: arrivano i risultati di importanti ricerche internazionali

Arrivano dal mondo della ricerca delle importanti novità sulla sclerosi multipla che permetteranno alle persone affette da questa patologia di poter scegliere in maniera più cosciente il tipo di procedura a cui sottoporsi.

L’AISM nella Carta dei Diritti delle Persone con Sclerosi Multipla afferma che le persone affetta da sclerosi multipla «hanno diritto a una ricerca scientifica rigorosa, innovativa e di eccellenza, orientata a scoprire le cause, comprendere i meccanismi di progressione e le potenzialità di riparazione del danno, individuare e valutare i possibili trattamenti specifici, con ricadute concrete per una vita di qualità in ogni fase della malattia» e tale linea resta inalterata anche per quanto riguarda gli studi sulla CCSVI in correlazione con la sclerosi multipla.

Il motivo di questa precisazione scaturisce dai dati che stanno emergendo dalle ricerche. Uno studio effettuato in Canada sull’insufficienza venosa cerebro-spinale cronica o CCSVI nella sclerosi multipla, presentato durante il convegno annuale della Society for Interventional Radiology negli USA, ha visto coinvolti due gruppi.

I pazienti del primo gruppo sono stati sottoposti ad angioplastica, mentre al secondo gruppo è stata praticata un finta procedura, una sorta di placebo chirurgico. Entrambi i gruppi poi sono stati sottoposti a rigorose analisi svolte secondo il protocollo diagnostico ufficiale per la CCSVI.

Ciò che è emerso da questo studio è che dopo circa un anno dagli interventi, non sono state riscontrate differenze tra i due gruppi, sia dal punto di vista della risonanza magnetica, né da quella clinica, tanto meno per ciò che concerne l’autovalutazione degli stessi pazienti.

Parlando di questa ricerca non si può fare a meno di fare un parallelismo con lo studio denominato CoSMo che si è appunto concentrato sull’associazione della CCSVI con la sclerosi multipla.

CoSMo è stato un progetto molto grande finanziato in toto dall’AISM, che ha coinvolto ben 1.767 persone di cui 1.165 con sclerosi multipla. Il merito di questo studio è stato quello di far emergere come il 97% dei malati di sclerosi multipla non presentassero la CCSVI, che era presente invece, in modo similare sia nei pazienti sani o affetti da altre patologie neurologiche degenerative.

Tornando allo studio svolto in Canada, dopo la presentazione al congresso si attende la pubblicazione su una rivista scientifica, così come si attende anche la pubblicazione dei risultati di uno studio analogo svolto invece in Italia, denominato Brave Dreams.

Queste importanti ricerche permettono alla medicina di fare passi da gigante nella lotta alla sclerosi multipla. Per sconfiggere o comunque curare una malattia bisogna conoscerla a fondo anche nelle sue correlazioni con altre patologie.

I risultai emersi da questi studi che smentiscono l’associazione della stessa alla insufficienza venosa cerebro-spinale cronica (CCSVI) costituiscono un autorevole riferimento per i malati di sclerosi multipla che potranno decidere se intraprendere o meno un determinato tipo di procedura.






2 Commenti A Sclerosi multipla: arrivano i risultati di importanti ricerche internazionali

  1. Antonio ha detto:

    Filippo: sei un disfattista della seria ricerca scientifica!

  2. Filippo ha detto:

    Sarei felice (ed altrettanto stupito) di vedere pubblicato questo mio commento:
    Solo alcune considerazioni:
    1. E’ Interessante vedere quanta risonanza e quanti commenti per uno studio su 104 pazienti e con un follow up di 1 anno ma che ancora non è stato pubblicato su alcuna rivista scientifica.
    2. L’autore dello studio (prof. Traboulsee) dichiara notevoli conflitti di interesse (sia in questo sia negli studi precedenti).
    3. La teoria sulla CCSVI è basata sull’ipotesi che c’è un patologico flusso sanguigno che limita la fisiologica fuoriuscita del sangue venoso dal cervello. Per questo si fa la PTA. Lo studio non ha previsto la verifica dell’efficace ripristino del flusso sanguigno a seguito della PTA.
    4. Il prof. Traboulsee, in un precedente studio in cui indagava l’associazione fra CCSVI e SM, riscontrava la CCSVI nel meno del 2% dei pazienti affetti da SM (1 su 65). In questo studio dichiara di ritrovarla, a seconda dei dati che si utilizzano, in percentuali variabili fra il 62% (136 su 218) e il 74% (104 su 136) dei pazienti.
    5. Esiste uno studio già pubblicato sulla rivista scientifica Veins and lymphatics ne 2015, in doppio cieco, con un campione più ampio di pazienti (oltre il triplo: 366 invece di 104) e con un folow-up (verifica dei risultati) di 4 anni (invece che di 1):
    “May symptoms of chronic cerebrospinal venous insufficiency be improved by venous angioplasty? An independent 4-year follow up on 366 cases”
    Non ho trovato commenti altrettanto pronti né “definitivi” per questo studio sulle conseguenze della “terapia di liberazione” sui pazienti affetti da SM + CCSVI

    In attesa di un Suo riscontro.

    Saluti

Lascia un Commento

Your email address will not be published. Required fields are marked as *

*

CHIUDI
CLOSE