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sabato, febbraio 25th, 2017

 

Carro allegorico si ribalta a Vigolo Vattaro. 26 ragazzi in ospedale

Alle 18.30 un carro allegorico di ritorno dalla sfilata della Vigolana si è ribaltato sulla rotonda di Vigolo Vattaro che porta a Bosentino.

Sono prontamente arrivati i vigili del fuoco permanenti di Trento e quelli del posto con il camion gru, l’auto medica e una quindicina di ambulanze

Sul carro, dedicato al cartone animato «Scooby doo» erano presenti 26 ragazzi quasi tutti minorenni. I feriti sono una decina. Tutti i ragazzi sono stati ricoverati in ospedale, per fortuna con traumi minori e non importanti. Non ci sono feriti gravi ma solo ragazzi spaventati. I trauma cranici di alcuni sono importanti ma non da sala operatoria. Uno dei ragazzi, il più grave, ne avrà per 60 giorni.

La SP1 è stata chiusa per permettere agli operatori e ai tecnici di spostare il carro allegorico dalla carreggiata.

Il carro stava girando sulla rotatoria quando i cavi di acciaio che tenevano ancorata al rimorchio la struttura di legno si sono spezzati. La costruzione è quindi scivolata indietro appoggiandosi dapprima sul rimorchio per poi ribaltarsi su un lato, sulla  carreggiata.

Si sono sentite delle urla, e poi alcune scene di panico. Alcuni ragazzi sono finiti sull’asfalto, altri sul cofano di una macchina che passava in quel momento, altri ancora sono volati da tre metri di altezza.

Partite anche le indagini dei carabinieri per dare un volto certo alla dinamica dell’incidente, Da ricordare che tutti i carri con la nuova legge devono essere certificati da un funzionario provinciale. Intanto, sia la struttura allegorica, che il rimorchio, che il trattore sono stati messi sotto sequestro.

Da dire anche che i ragazzi sul carro non avrebbero dovuto esserci. Fuori dalle sfilate nei centri abitati, il carro infatti dovrebbe essere guidato dal conducente, senza persone a bordo. L’incidente di ieri segue quello di sabato dove un’auto si era ribaltata dopo la sfilata a Vigolo nel campo sportivo, con una ragazza finita in ospedale. La dinamica dell’incidente di ieri porta a credere che solo per un miracolo non ci sia scappato il morto. 


Carnevale 2017, in 15 mila alla sfilata dei carri nel centro di Trento

Sono state calcolate in quindicimila le presenze in centro a Trento per il Gran Carnevale 2017 che ha proposto la sfilata dei carri allegorici da Piazza Duomo e poi in tutte le vie che circondano il cuore del centro.

Gia prima delle 15, orario di inizio della sfilata, la piazza si è animata con tantissime famiglie che hanno portato in giro i loro piccoli a divertirsi in maschera. Leggi ancora


Lorenzo Baratter si autosospende dal gruppo consiliare del PATT

Le pressioni delle ultime ore, soprattutto dal parte dei partiti della coalizione di governo, erano diventate piuttosto forti.

Forse per questo l’esponente autonomista ha deciso di auto sospendersi dal PATT. Baratter nel suo comunicato parla di errore e scelta sbagliata.

Mentre solo ieri il governatore Rossi e il senatore Panizza parlavano di «ingenuità e leggerezza». Le dichiarazioni quindi appaiono in contraddizione.

Il PATT perde per strada un altro consigliere provinciale, anche se nel caso di Baratter non verrà a mancare il sostegno alla maggioranza.

L’altro consigliere è Walter Kaswalder, da tempo in rotta con il partito, che attende la sentenza dei provibiri che probabilmente ne decreterà l’espulsione.

Dopo il congresso del PATT ci sono state numerose defezioni. Quella di Mauro Ottobre, che oggi a Riva in una sala gremita, presenta il suo nuovo progetto «autonomia dinamica» e di Giuseppe Corona storico autonomista legato al mondo degli Schutzen. Da ricordare lo scandalo Pedergnana che obbligò il nuovo presidente del PATT a dare le dimissioni. Ma i mal di pancia dentro i partito sono ancora numerosi.

Dopo la scoperta dell’accordo con Dalprà e Corona, Lorenzo Baratter si era dimesso da capogruppo consiliare del PATT. Ora ha formalmente presentato le dimissioni anche da consigliere del PATT per andare nel gruppo misto.

Questo in forma integrale il comunicato del consigliere provinciale Lorenzo Baratter.

«Il dibattito che si è sviluppato attorno alla questione che mi ha visto coinvolto richiede da parte mia un atto di responsabilità sia rispetto alle Istituzioni che rappresento, sia al Partito Autonomista Trentino Tirolese al quale orgogliosamente appartengo, sia alla coalizione del centrosinistra autonomista, che al popolo trentino.

Sono consapevole che aver sottofirmato un impegno di reciprocità con la Federazione degli Schützen del Tirolo Meridionale sia stata una scelta sbagliata, anche se compiuta in totale buona fede e con l’unico intento di dare forza e valore ad una vicinanza che ho sempre avuto nei confronti di quel mondo con il quale da sempre collaboro.

Di questo sono consapevole e per coerenza e senso delle istituzioni ritengo sia giusta e conseguente la mia autosospensione dal Gruppo Consiliare del Partito Autonomista Trentino Tirolese fino alla chiusura del procedimento giudiziario che mi vede personalmente coinvolto.

Va da sé che questo nulla toglie alla lealtà e all’impegno che intendo assicurare alla coalizione ed alle Istituzioni nello svolgimento dei loro gravosi e delicati compiti.

Confidando che questa mia scelta sia accolta nel suo vero significato, quello di continuare a servire in modo serio e appropriato l’interesse del Trentino e dell’Autonomia, rinvio al momento in cui il servizio di messa in prova e il procedimento saranno esauriti, la riconsegna della questione nella mani del Partito perché assuma le scelte che riterrà più opportune».


Gioca anche tu «a salta la cacca»….

Insomma, un vero e proprio campo minato a cielo aperto…non munizioni inesplose, ma deiezioni canine disseminate sui nostri marciapiedi cittadini e meno, sui cigli delle viuzze urbane.

Simpatici regalini” non lasciati dalle tenere e incolpevoli creature a quattro zampe, piuttosto, invece, abbandonate dai loro padroni furbetti e non proprio animati da una sana educazione civica.

Una maleducazione dilagante e pervasiva! Qualche sguardo circospetto, alla chetichella, qua e là, l’assenza di volti “noti” , nemmeno l’ombra dei petulanti vicini di casa e via il gioco è fatto!

Una più o meno copiosa “produzione naturale”, fresca di giornata ci aspetta e potrebbe insidiare il nostro cammino, o quello dei nostri figli, o creare l’impaccio, chissà, a qualche girello per la deambulazione dei nostri anziani più attempati e sofferenti.

Poi, che spettacolo orrendo della vita, all’arrivo di qualche pioggia generosa, il ristagno di poltiglie “fangose” e melm(erd)ose, che diventano inevitabili, anche nelle nostre passeggiate forzate. Un accatastarsi di “bisognoni e bisognini” lungo la strada. Dunque alcune realtà locali, specialmente in aree periferiche, nel nostro amato e pulito Trentino, straziate dalla “piaga” degli escrementi canini, lasciati incustoditi.

Eppure basterebbe poco, un po’ di buon senso! Tuttavia non è sufficiente attrezzarsi delle bustine per la raccolta delle feci dei cani, da portarsi dietro come “alibi” alla nostra difettosa coscienza civica. Cui prodest, a chi servono le bustine se non vengono utilizzate in modo corretto? Lo sappiamo tutti che si debba fare qualche “sforzo“, che ci si debba chinare e abbassare per recuperare ciò che deve essere raccolto “senza se e senza ma“, e magari, in alcune occasioni, soprattutto per chi ha scarsa esperienza, in assenza di paletta, rischiare di sporcarsi le mani, da lavare, in seguito, con cura.

D’altra parte è un dovere che, a salvaguardia del nostro habitat, in nome del rispetto altrui e della comunità in cui viviamo, (indipendentemente dalla possibile applicazione di una sanzione amministrativa al responsabile), si impone con forza. Si rifletta anche sul fatto che un cane di taglia media produca circa 18 chili di escrementi al mese. Non sono ammesse, quindi, negligenze e trascuratezze recidive in tal senso.

E’ necessario, peraltro, perché può avere delle conseguenze sulla nostra salute, nonché su quella di altri animali. Infatti essiccandosi e con il passare del tempo, le feci si disintegrano e diventano polvere, che noi ed i nostri figli respiriamo camminando per strada.

Rischiano di diventare una sorta di “smog” inquinante. Peraltro, si potrebbe arrivare, nella peggiore delle ipotesi, a contrarre malattie, come infezioni dovute a parassiti quali batteri o amebe, oppure all’apparato digerente, alla pelle, al fegato, alla vista. Queste patologie possono riguardare anche gli animali, che poi le trasmettono all’uomo. Tra queste annoveriamo: parassiti (leishmaniosi), batteri (salmonellosi, brucellosi, tubercolosi e colera), funghi (dermatofitosi) e virus (hantavirus, rabbia).

Ecco allora come suggeriva un divertente depliant gioca anche tu a salta la cacca, passatempo ludico gratuito, offerto da padroni maleducati di affettuosi cagnolini… Pertanto un nuovo gioco locale e nazionale “a premi” per tutti, nessuno escluso…

a cura di Claudio Riccadonna


Espode il seno ad una ragazza mentre si tatua

Una ragazza molto prosperosa decide di farsi un tatuaggio e improvvisamente le scoppia il seno.

Il video è stato pubblicato su Youtube e diventato virale in breve tempo: in una località sconosciuta della Cina, il tatuatore è concentrato sul disegno da fare alla ragazza seduta sul lettino quando inaspettatamente si sente un grosso rumore.

E’ il seno della ragazza che scoppia creando il panico in tutto lo studio tanto che il tatuatore urla e cade dalla sedia mentre gli amici della ragazza scappano.

Nessuna paura, è solo uno scherzo organizzato dalla ragazza per divertirsi.


Caso Baratter, Ossanna: «Cosa cambia se il presidente Rossi sapeva?»

Walter Kaswalder ieri in un’intervista ha confermato che Il governatore Ugo Rossi e Franco Panizza sapevano del patto di Baratter con gli Schutzen. 

L’obiettivo attraverso la firma di questo accordo era quello di portare Lorenzo Baratter all’assessorato della cultura, grazie all’enorme bacino di voti che i cappelli piumati potevano garantire.

Ma poi i consensi sulla persona di Lorenzo Baratter non sono stati quelli sperati, per questo si è dovuto accontentare di sedere solo fra i banchi dei consiglieri provinciali. Il punto rimane comunque focale. Se Rossi sapeva la cosa aggraverebbe la posizione di tutta la giunta provinciale. 

A buttare ancora di più benzina sul fuoco ci ha pensato il capogruppo del Patt Lorenzo Ossanna, che a margine del consiglio provinciale di ieri a riguardo della richiesta fatta in aula da Maurizio Fugatti della Lega Nord, se il Presidente Rossi sapeva o meno della esistenza dell’accordo tra Baratter e gli Schutzen e della conseguente eventuale gravità della cosa, avrebbe dichiarato: “Io ero un semplice candidato, e di questo non ne sapevo nulla. Ma se anche ne fossero stati a conoscenza, che cosa cambia?”.

Ma non è finita qui. Lo stesso Ossanna intervistato da RTTR sulla questione ha dichiarato, «non c’è nulla di irregolare su quanto ha fatto Baratter quindi il PATT non deve decidere nulla». Della serie insomma; il fatto non sussiste.

Per questo dopo una lunga riunione degli autonomisti la montagna ha partorito il topolino e ha deciso di dare un «buffetto» a Lorenzo Baratter ma non per la corruzione elettorale, ma bensì per la vignetta e le parole apparse per qualche ora sul suo profilo facebook, (vedi sotto) poi sospese con tanto di scuse, ma che comunque visto la carica ricoperta dall’ex capogruppo del PATT rimangono gravi.

La tiratina di orecchie a Baratter da parte del partito autonomista è parsa a tutti una sorta di contentino per i partiti della coalizione che negli ultimi giorni sembrano piuttosto nervosi.

La frase sibillina e ambigua di colui che ricopre il ruolo di capogruppo del partito a cui fa riferimento il Presidente della Provincia non è sfuggita però a Maurizo Fugatti «è molto grave e sintetizza la totale assenza del senso delle istituzioni da parte dei rappresentanti del Patt» – scrive in una nota il consigliere leghista.

«Se il capogruppo Ossana non capisce la gravità del fatto che c’è una enorme differenza se il Presidente Rossi fosse stato a conoscenza o meno dell’accordo, – aggiunge Fugatti – forse è meglio che si dimetta anche lui da capogruppo del Patt come già fece a suo tempo Lorenzo Baratter. Fare il capogruppo del partito di riferimento del Presidente della Provincia Autonoma di Trento contempla la conoscenza e la pratica di regole basilari delle istituzioni che evidentemente Ossana dimostra di non conoscere. O forse il capogruppo Ossana ritiene che la eventuale conoscenza di questo accordo da parte di Rossi, con conseguente grave silenzio del Presidente, sia assimilabile a un consigliere provinciale in carica che assume incarichi diretti dalle amministrazioni comunali amiche»?


La terra trema ancora in Trentino.

L’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV) ha registrato alle 12.35 un terremoto di Magnitudo 1,5 con epicentro nella zona di Rovereto ad una profondità di 14 km.

Il terremoto di oggi segue altre tre scosse di lieve entità che si sono susseguite ieri alle 14.22 di magnitudo 0.7 nella zona di Rabbi, alle 19.39 di magnitudo 1.0 sempre nella stessa zona e alle 7.58 di magnitudo 1,5 con epicentro a Storo nelle Giudicarie.

Tutte sono scosse di lieve entità quasi sempre impercettibili alla maggioranza della popolazione. Nulla a che vedere con la scossa di Magnitudo 3.6 avvertita in Vallarsa il 9 febbraio alle 9.15 che ha destato più preoccupazione e spavento.

Con oltre 53 mila terremoti rilevati dalla Rete sismica nazionale, compreso quello più forte in Italia da Irpinia 1980, il 2016 è stato un “annus horribilis” per le scosse in Italia. Per l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia il numero di terremoti è sensibilmente aumentato, con eventi più che raddoppiati rispetto al 2014 e più che triplicati rispetto al 2015 in grandissima parte per la sequenza di Amatrice, Norcia, Visso.

Eventi sismici quindi triplicati rispetto al 2015. La sequenza iniziata il 24 agosto comprende anche la scossa del 30 ottobre, la più forte mai registrata dai primi anni Ottanta. 

La media giornaliera di eventi registrati dalla Rete Sismica Nazionale è stata intorno ai 40 terremoti, mentre dal mese di agosto questa media è aumentata fino a raggiungere il valore di circa 300, con giorni in cui sono stati registrati oltre 600 eventi. Alla fine la media giornaliera di eventi nel 2016 si attesta sui 145, decisamente più alta rispetto ai 40 del 2015 e ai 60 del 2014.


Promuovere processi di sviluppo fra territori e valorizzare il paesaggio geologico delle piramidi di Segonzano

Al Grill Green di Grumes, Comune di Altavalle, l’assessore provinciale alle infrastrutture e ambiente Mauro Gilmozzi ha firmato ieri sera, insieme ai rappresentanti degli enti coinvolti, il rinnovo dell’accordo di programma per l’attivazione della Rete di Riserve Alta Val di Cembra-Avisio; con lui anche il sindaco di Altavalle, Matteo Paolazzi

Le Reti di Riserve hanno lo scopo di promuovere progetti integrati di riqualificazione territoriale e ambientale. In questa stessa logica di promozione di sviluppo sostenibile della valle dell’Avisio saranno impiegate parte delle risorse generate dalla nuova concessione idroelettrica di San Floriano.

Prima della sottoscrizione, l’assessore Gilmozzi ha partecipato all’inaugurazione del nuovo CRM situato lungo la statale 612, tra le frazioni di Valda e Grumes, sempre nel Comune di Altavalle.

Realizzare un progetto integrato per la riqualificazione territoriale e ambientale delle valli (Cembra e Fiemme) e dei Comuni rivieraschi dell’Avisio è uno degli obiettivi che stanno particolarmente a cuore all’assessore all’ambiente Mauro Gilmozzi e ai sindaci dei Comuni dell’Avisio. La firma del rinnovo dell’accordo di programma è stata l’occasione per fare il punto della Rete di Riserve dell’Avisio che, insieme alle altre otto Reti di Riserve del Trentino, connette l’ambiente e l’uomo, lo sviluppo sostenibile e l’economia di un territorio e fra territori.

A parlarne, oltre al coordinatore della Rete di Riserve Paolo Piffer, Elisa Travaglia del coordinamento comunicazione della Rete, il presidente della Comunità di Valle Simone Santuari, e quello della Rete di Riserve nonché sindaco di AltaValle, Matteo Paolazzi. Durante la sottoscrizione, l’assessore all’ambiente Mauro Gilmozzi ha sottolineato: “Noi firmiamo la prosecuzione di un accordo con un bilancio più che positivo. Un tempo, all’inizio, l’ambiente e l’uomo, sembravano in contrasto, ora dopo 10 anni, abbiamo vinto la sfida scommettendo sul senso di responsabilità dei territori. Le nove Reti di Riserve che ci sono in Trentino hanno messo in campo tutte le loro capacità creando posti di lavoro, nuove opportunità di sviluppo e ora, per questo territorio, immaginiamo qualcosa di più con un patto che vorrei definire dell’acqua: intorno all’Avisio. Se discutiamo di diverse opportunità intorno al fiume Avisio è grazie ai progetti di comunità, al grandissimo lavoro che state facendo a vari livelli.Abbiamo le Piramidi di Segonzano da promuovere e valorizzare, e non solo, pensiamo ai terrazzamenti su cui state facendo un enorme lavoro. Un progetto unitario che unirà la Valle di Flemme e la Valle di Cembra in un disegno di futuro straordinariamente importante, ragionando insieme, investendo sul valore che il territorio può dare all’economia. Il futuro comincia adesso”.

Poco prima, all’inaugurazione del nuovo Centro di Raccolta Materiali nel quale conferiscono i cittadini dei Comuni di Cembra, Lisignago e AltaValle, l’assessore Gilmozzi aveva ribadito l’importanza di: “Questo nuovo tassello nella filiera del trattamento dei rifiuti. Siamo riusciti a promuovere cultura dei comportamenti virtuosi, prima i CRM, poi la raccolta porta a porta e, l’ultimo passaggio, quello del conferire nell’inceneritore, senza costruire l’inceneritore. E vorrei anche sottolineare la capacità dei Trentini di stare insieme, di lavorare per servizi comuni con un’attenzione non solo all’ecologia, ma alla creazione di posti di lavoro”.


Caso Baratter: «A volte capita di dover scegliere» – di Roberto Avanzi

Ci sono momenti nella vita in cui bisogna decidere da che parte stare ed oggi è uno di quelli.

La vicenda del consigliere del Patt Baratter, dimostra al di là delle parole e delle prese di posizione, quanto la politica possa essere discriminatoria e accondiscendente allo stesso tempo, laddove prevalgano le convenienze di parte e gli interpreti.

Non vogliamo sostituirci alla magistratura né tanto meno ergerci a giudici, su queste vicende però, è assoluta responsabilità verso la società e proprio verso quei valori che contraddistinguono la convivenza civile rispetto al barbaro stravolgimento dei comportamenti che bisogna prendere posizioni chiare.

Dove sono finiti quei valori di cui proprio i politici professionisti si riempiono la bocca, ad ogni pie’ sospinto, nei loro discorsi, ai quali si richiamano costantemente per mettere al riparo le loro decisioni da qualsivoglia contraddizione?

Vedere giustificazioni del tipo: “situazione creata ad arte” e risposte vendicative sotto forma di vignette di cattivo gusto, non fa che avvalorare la tesi che si è superato di gran lunga il limite della decenza.

Qui non si tratta dell’errore di un singolo è il sistema che sta scricchiolando paurosamente gettando discredito su quelle istituzioni, che innegabilmente, fanno riferimento all’Autonomia come portatrice di esempi di buon governo.

In politica non si perdona nulla e Progetto Trentino lo ha provato, nella sua breve storia, nella persona del suo fondatore Silvano Grisenti, una vicenda che ha segnato, ed ancora lo sta facendo, profondamente l’uomo ed in parte la nostra storia politica, l’altissimo e spropositato prezzo è stato pagato.

Nei fatti di questi giorni non ci sono alibi o moralismi da perseguire, perché molto semplicemente, è una delle tante “conseguenze” di un modo di fare politica, quello dei favori e dei favoritismi con il fine ultimo del mantenimento del potere ad ogni costo.

Il Consigliere Baratter è indifendibile come sono indifendibili le giustificazioni dei dirigenti del suo partito, resta inevitabile chiedergli di dimettersi ed estendere l’invito a chi sta giustificando il suo comportamento.

Quindi nessun risentimento verso la persona o attacchi personalizzati, (cosa che nel caso che ci ha riguardato da vicino non è stato), ma una presa di distanza che significa dire basta ad un modo di governare.

Questa coalizione non passa giorno che si fa notare per le sue “scelte”, è giunto il momento di dare vita ad una vera alternativa capace di ridare dignità al Trentino.

Roberto Avanzi – membro del consiglio direttivo di Progetto Trentino.


Caso Baratter: «Non ci siamo, PATT irriconoscibile» – di Claudio Cia

Il Patt si illude di archiviare il caso Baratter con una sculacciata al suo figliuolo discolo e, così facendo, saldare i conti con il suo elettorato e le istituzioni.

Un atteggiamento, questo, che lo  rende sempre più irriconoscibile e inviso alla gente che pretende di rappresentare.

Un partito portato allo sfascio dall’insipienza della sua classe dirigente rivelatasi una congrega di “piccoli uomini” arroccati nell’assurdo e che per la loro smania di potere hanno umiliato i valori fondanti di una storia che ha unito un popolo che si riconosce nell’autonomista trentina. 

L’ipocrisia è un compito che sta impegnando pure il centro sinistra ventiquattr’ore su ventiquattro. Come teatranti, pur di non compromettere la tenuta della maggioranza, si limitano a blandi auspici e nessuno chiede espressamente le dimissioni del consigliere Baratter.

Questo li rende di fatto complici del Patt, una complicità che è finalizzata alla conservazione del potere. Un ambiguità, questa, che espone ogni Consigliere provinciale ad essere percepito come un ladro di valori e di fiducia.

Mi chiedo dove siano finiti gli appelli del Presidente Bruno Dorigatti al rispetto dell’immagine della massima istituzione, i richiami della Consigliera Borgonovo Re al diritto e alla giustizia, l’etica del Partito Democratico, ecc.  Non si può fare una buona politica con una cattiva etica.

Non possiamo permettere che lo scadimento etico della politica arrivi a non essere più considerato come dannoso. Non dimentichiamolo, il nostro è un mandato pro tempore e prima o poi saremo, sarete, giudicati.

Claudio Cia – consigliere provinciale Agire


Venerdì a Capriana viene presentato il progetto «dal Trentino alla Tanzania in una clip»

La Proloco di Capriana “Dal’Aves al Corn” presenterà il progetto “dal Trentino alla Tanzania in una clip”, presso il teatro parrocchiale del paese, per portare a conoscenza la cittadinanza della val di Fiemme, dei valori di questo progetto di grande spessore interculturale, iniziato proprio nella vicina valle di Cembra, nel 2015.

La valenza del progetto è stata inoltre riconosciuta dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per l’alta sensibilità sociale.

Un progetto del filmmaker Massimo Gabbani e Silvia Ricci coordinatrice dell’associazione “Mazingira”, in collaborazione con il Polo Scolastico di Cembra, con il supporto del MUSE,

dell’ l’Udzungwa Ecological Monitoring Center, e della scuola secondaria dei Monti Udzungwa Tanzania.

Il progetto in parte finanziato dalla Provincia Autonoma di Trento e dalla Comunità della Valle di Cembra, nasce dal disagio e dall’esigenza di intercultura e integrazione reale registrati nella società comune in generale e nel mondo scolastico in particolare, è nata l’idea di iniziare un percorso pilota di educazione globale da svolgersi in alcune classi del polo scolastico di Cembra e delle scuole dell’area dei Monti Udzungwa in Tanzania, per introdurre riflessioni ed esperienze interculturali ed interreligiose, usando strumenti concreti e approcci diretti e coinvolgenti.

Per veicolare nella scuola principi di solidarietà, cooperazione, sostenibilità, non violenza, tolleranza, rispetto e stimolare la curiosità e l’accettazione della diversità, dell’alterità e dell’interdipendenza, nonché l’apertura a culture, religioni e stili di vita distanti dai propri, si è pensato di utilizzare la lingua inglese come lingua comune che avvicini e uniformi, contribuendo ad accelerare il processo di empatia e accoglimento reciproco fra gli studenti coinvolti.

I ragazzi Trentini della valle di Cembra e i ragazzi Tanzaniani, hanno realizzato delle clip in inglese, dove si presentano, raccontano la loro vita, e le loro abitudini, in pratica il loro mondo.

Venerdì 10 marzo sarà proiettato il documentario “Life in the Udzungwa’s shadow” della durata di 42’ che è un estratto del progetto “dal Trentino alla Tanzania in una clip” che ci mostra la vita di 4 ragazzi Tanzaniani del villaggio di Mwaya.


Aperture domenicali, Peterlana: «Il vero problema è il costo del lavoro»

Massimiliano Peterlana: “Si potrebbero tenere aperte tutte le attività alla domenica e pure nei festivi se, per gli imprenditori, ci fosse un costo del lavoro accettabile”

Anche Massimiliano Peterlana, vicepresidente di Confesercenti del Trentino, interviene nella discussione su una revisione delle disposizioni che hanno dato il via alla liberalizzazione degli orari nel commercio. “La questione è poliedrica – osserva Peterlana – da un lato ci sono i lavoratori, da un altro gli imprenditori, da un altro lato ancora un territorio che si dice turistico e poi abbassa le serrande rischiando di non accogliere in modo adeguato i turisti. C’è un corto circuito in corso”.

E mentre i sindacati spingono per percorrere la strada della regione Friuli Venezia Giulia che ha definito le festività in cui le serrande dovranno restare abbassate perché la liberalizzazione delle aperture domenicali e festive avrebbero prodotto più costi che benefici per i lavoratori e anche per le aziende, Peterlana si dimostra scettico. “Ma è davvero questa la strada giusta? – si interroga il vicepresidente – Credo sarebbe più opportuno trovare un nuovo modello che soddisfi le esigenze di un territorio a vocazione turistica, gli imprenditori e i lavoratori. Il vicepresidente della Provincia Alessandro Olivi si è già impegnato ad intervenire sulla liberalizzazione delle aperture e si è detto pronto ad attivare tutti gli approfondimenti normativi necessari per arrivare in tempi ragionevolmente rapidi ad un disegno di legge in materia”.

Per Peterlana: “ Si rischia di guardare il dito invece della luna. Basterebbe prendere esempio fuori dai nostri confini nazionali per capire quale potrebbe essere la soluzione migliore. Si potrebbero tenere aperte tutte le attività che lo decidono e lo chiedono in modo autonomo e facoltativo se, per gli imprenditori, ci fosse un costo del lavoro accettabile. Si potrebbero assumere più persone e creare rotazione per il personale, e le aziende ci starebbero dentro con i costi”.

Insomma si torna alle solite questioni che impantanano l’economia: il costo del lavoro è una delle problematiche che i governi hanno detto di voler affrontare ma rimane lì e si preferisce aggirare l’ostacolo, senza successo. Ancora oggi la differenza tra il costo sostenuto dal datore di lavoro e la retribuzione netta del lavoratore, il cosiddetto cuneo fiscale e contributivo, è pari, in media, al 46,7%.

“Più che discutere di aperture e chiusure dei negozi – conclude Peterlana – si dovrebbe intervenire per diminuire un carico fiscale davvero esorbitante”.


SAIT, debiti per 70 milioni di euro a causa di operazioni immobiliari del consorzio.

Nella riunione di ieri i 130 dipendenti in esubero hanno deciso la strada della cassa integrazione.

Ma non c’è solo la partita occupazionale all’interno del Sait ma anche la necessità di fare pulizia delle operazioni immobiliari che continuano a pesare sui conti.

Potrebbe essere infatti che la crisi del SAIT non dipenda dal costo del lavoro ma dalle operazione finanziario speculative delle aziende e in questi anni da parte della cooperazione. Leggi ancora


Caso Baratter: «Non mi riconosco più in questa politica» – di Andrea Maschio

Devo dire di essere rimasto amareggiato, scoraggiato ed indignato per quanto si riesce a vedere in merito al “Caso Baratter”.

Mi sento a disagio all’interno del contenitore della politica. Non riesco a capire come si possa rappresentare il cittadino in questo modo.

Sbagliare è certo umano ma perseverare è ben altro che diabolico.

E’ mostruoso.

Mi sono sentito insultato dalla vignetta pubblicata dal Consigliere provinciale sul suo profilo Facebook. “Non ti curar di loro ma guarda e passa….poi metti la retromarcia e schiaccia“.(riportata sotto)

Ma come può un eletto dal popolo sbeffeggiare cosi chi si permette di rivolgergli delle critiche che peraltro sono state puntualmente confermate dalla magistratura seppur in primo grado.

Cavarsela con un cavillo giuridico per evitare un giudizio, si chiama patteggiamento che a casa mia è una scelta di riconoscimento di colpa per avere una condanna lieve, dovrebbe già essere motivo di ritiro dal proprio ruolo di rappresentante. Ma si sa nella politica non si è consiglieri a disposizione del cittadino.

No si è ELETTI! dal Signore e pertanto tutto è permesso. Dai cambi di casacca di partito in partito alla compravendita di voti che mette in imbarazzo ormai anche gli stessi partiti di coalizione che arrivano a chiedere l’uscita dal gruppo per entrare nel gruppo misto.

La trovo un altra dichiarazione di colpa! L’ultima uscita con quella vignetta è stata per me la goccia che ha fatto traboccare il vaso. La mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini da chi guadagna decine di migliaia di euro pubblici e che non si prende la ben che minima responsabilità degli errori. Trovo la sua esternazione Facebook ancora più grave dell’atto di accusa.

Non solo non si cura dei fatti e non si prende le responsabilità di ciò che ha combinato ma alza il tiro e ci vuole addirittura investire, schiacciare se possibile anche in retromarcia. Non è questa la politica o meglio non dovrebbe essere questa e per quanto mi riguarda io non mi ci riconosco.

Andrea Maschio – consigliere comunale M5s


Arrestato autore del furto alla RAI, trovato in possesso di 5 macchine fotografiche rubate

I militari dell’Aliquota Radiomobile di Trento nell’ambito dei ripetuti servizi di controllo del territorio tesi a contrastare i fenomeni di micro criminalità hanno tratto in arresto, L.A. un 40 enne italiano, già noto alle alle forze di polizia, trovato in possesso di una borsa con all’interno 5 macchine fotografiche di vario genere e modello.

Lo stesso, attivamente ricercato perché dai militari dell’Arma subito individuato, a seguito della visione delle telecamere di videosorveglianza interne alla sede RAI di Trento sita in via Perini , quale autore del furto perpetrato la notte del 24 febbraio, veniva intercettato lungo la via Manzoni.

Il personale del Nucleo Radiomobile di Trento prontamente lo fermava e controllava riscontrando il possesso ingiustificato del materiale sopra citato oggetto di ricettazione e provente di furti avvenuti negli ultimi giorni, uno dei quali presso la scuola elementare della Clarina

Arrestato per ricettazione e furto aggravato è stato tradotto presso il carcere di Spini di Gardolo.


Predazzo: inaugurata la nuova sede del V nucleo atleti della Guardia di Finanza

Inaugurata a Predazzo la nuova sede del V nucleo atleti della Guardia di Finanzia, intitolata al generale di Corpo d’Armata Carlo Fernando Mario Valentino.

Presenti alla cerimonia il comandante generale della Guardia di Finanzia, generale di Corpo d’Armata Giorgio Toschi, il comandante del centro sportivo Generale di Brigata Raffaele Romano, l’assessore allo sport della Provincia autonoma di Trento Tiziano Mellarini e il presidente del Coni Giovanni Malagò, che ha elogiato il mondo dello sport trentino per i valori che è capace di coltivare, per la ricchezza e la qualità delle sue infrastrutture , per l’impegno dimostrato anche negli ultimi anni al fine di coltivare nelle giovani generazioni la passione per la pratica sportiva, ad ogni livello.

“Se il Trentino è ai vertici per indice di sportività – ha detto a sua volta Mellarini – è anche per il ruolo svolto da realtà come la Guardia di Finanza. Da sempre i Gruppi sportivi delle Fiamme Gialle offrono un contributo importante alla diffusione di molte discipline, consolidando quella tradizione peculiare del nostro Paese che vede nei corpi militari e dello Stato delle fucine imprescindibili di atleti. La struttura che inauguriamo oggi va nella stessa direzione: mette a disposizione spazi e risorse a giovani che inseguono un sogno sportivo, e che trovano in Trentino il luogo migliore per coltivarlo. Da parte della Provincia un grazie alla Guardia di Finanza e al Coni per avere scelto la valle di Fiemme per realizzare questa Casa degli Atleti, rinsaldando un’amicizia pluridecennale”.

Per il gruppo sciatori “Fiamme Gialle”, nato nel 1925, e dipendente dal Centro sportivo di Roma-Castel Porziano, quello di ieri è in effetti un felice “ritorno a casa“.

La nuova sede, caserma “Gen. Valentino”, infatti, è frutto della ristrutturazione della sede originaria, la caserma “Marmolada”. I lavori sono iniziati nel 2007 ,sostenuti da fondi Coni. La struttura odierna è quindi completamente rinnovata.

Dispone, oltre che delle strutture di allenamento e assistenza degli atleti, di 22 camere e di un servizio mensa, e permette una sistemazione logistica ottimale sia agli sportivi delle Fiamme Gialle ma anche in caso di stages della Federazione italiana sport invernali, campus e altre attività. Il tutto, incastonato in un contesto di livello mondiale per la pratica delle discipline nordiche: sci alpino, da fondo, biathlon, salto, combinata nordica, pattinaggio su ghiaccio.

Il presidente del Coni Malagò ha espresso la sua soddisfazione per il taglio di questo nuovo traguardo, che conferma il solido rapporto costruito negli anni con il Trentino, “terra dello sport e della sportività, luogo ideale per sviluppare il potenziale agonistico nazionale”.

Alla cerimonia di inaugurazione era presente anche la figlia del generale Valentino, Micaela, che ha pronunciato un breve discorso di ringraziamento. Il generale, classe 1927, ha comandato la Scuola Alpina della Guardia di Finanza di Predazzo e il Gruppo Sciatori Fiamme Gialle dalla seconda metà degli anni 60 agli anni 70, quando ne facevano parte, come atleti-finanzieri, campioni del calibro di Gustav e Rolando Thoeni, Piero Gros, Paolo De Chiesa, Franco Nones, Giulio Deflorian e tanti altri.

Inoltre è stato presidente della Federazione italiana sport invernali dal 1988 al 2000, negli anni dei trionfi, nello sci alpino, di Alberto Tomba e Deborah Compagnoni, di Manuela Di Centa, Stefania Belmondo, Maurilio De Zolt, Marco Albarello, Giorgio Vanzetta e Silvio Fauner nel fondo e di tanti altri importanti successi che portarono l’Italia nell’Olimpo degli sport invernali. Mellarini ha plaudito alla decisione di intitolare a lui la nuova struttura, ricordando la sua lunga e sincera amicizia con il Trentino.


All’ex Italcementi il polo espositivo di Trento. Costerà 3,6 milioni di euro.

Il nuovo polo espositivo di Trento, che sostituirà il CTE, sarà realizzato presso l’area ex Italcementi.

Lo prevede il programma di attività 2017-2019 di Patrimonio del Trentino, approvato nella riunione di giovedì dalla Giunta provinciale con un provvedimento proposto dal presidente Ugo Rossi.

Il costo stimato per l’intervento è di circa 3,6 milioni di euro.

Nell’operazione che riguarda il polo espositivo sono coinvolti anche l’Università e il Comune di Trento.

In base agli accordi è prevista la cessione, attraverso la società controllata Trento Fiere, dell’ex CTE all’Università, ricevendo in permuta Piazzale Sanseverino, che dovrebbe essere ceduto al Comune in cambio di altre partite immobiliari di interesse di Patrimonio del Trentino.

Nello stesso accordo è prevista la realizazione del nuovo polo espositivo di Trento. L’investimento sarà realizzato con risorse di Patrimonio del Trentino che rientreranno grazie ad un contratto di locazione che sarà pagato con le azioni che il Comune di Trento detiene ad oggi in Trento Fiere.


Legge delega: la rete dei «65 movimenti» protesta in piazza

Nonostante la ministra dell’Istruzione abbia assicurato che i decreti della Buona Scuola saranno revisionati, tantissimi docenti e famiglie si sono radunate davanti a Montecitorio per far sentire la propria voce. Leggi ancora


Mario Amendola collaboratore della Voce del Trentino è diventato giornalista.

Il Consiglio dell’Ordine dei giornalisti del Trentino-Alto Adige/Südtirol ha deliberato l’iscrizione nell’albo dei giornalisti, elenco pubblicisti, con decorrenza 02/02/2017 di Mario Amendola, collaboratore del nostro quotidiano. Leggi ancora