Menù principale

L’intervista al fondatore dell’Economia del Bene Comune, Christian Felber

La Federazione del Bene Comune è nata in Italia con lo scopo di promuovere e diffondere l’Economia del Bene Comune. Un movimento nato in Austria e ben presto uscito dai suoi confini nazionali per diventare di portata internazionale: sta infatti sempre più prendendo piede in Italia, Germania e Spagna, ma anche in America del Sud e negli Stati Uniti.

Nel lungo periodo sostenibilità e bene comune dovrebbero diventare criteri di successo nell’intera economia – e l’utile finanziario passare ad essere da obiettivo a strumento. Esattamente in linea con quanto enunciato in tutte le costituzioni democratiche del pianeta” si legge nel loro sito.

Christian Felber, scrittore indipendente austriaco, lavora principalmente sui temi economici e sociali. E’ stato cofondatore del ramo austriaco ATTAC (Association pour la Taxation des Transactions financière et l’Aide aux Citoyens), è lecturer alla Facoltà di Economia dell’Università di Vienna ed è l’iniziatore dell’Economia del Bene Comune e del progetto della Banca Democratica per l’Economia del Bene Comune.

Autore di numerosi libri, per l’Italia ‘L’Economia del Bene Comune edito da Tecniche Nuove.

Federica Eccher, coordinatrice del Gruppo territoriale Trentino della Federazione del Bene Comune, è andata a Vienna a incontrare quest’uomo dagli alti ideali e a parlare con lui del progetto della Banca Democratica.

La Banca Democratica è un progetto regionale, perché non vogliamo creare un’altra banca ‘Too big to fail’ (troppo grande per fallire, ndr Lehman Brothers). Noi vorremmo creare una piccola banca regionale, molte piccole banche regionali.

Il nostro progetto non inizierà però come una banca vera e propria, perché questo è l’obiettivo ultimo e “non vogliamo fare il passo più lungo della gamba”. Quindi un passo alla volta e l’ultimo passo è la costituzione della banca vera e propria che dà prestiti a società e famiglie e mantiene i soldi dei risparmiatori.

Il primo passo sarebbe un crowd investment, in cui chiunque investe direttamente in progetti, valutati con un esame del Bene Comune; ciò che interessa attualmente il sistema di credito è la valutazione del rischio ma la bontà etica è più importante della bontà finanziaria e solo se la bontà etica è corretta, allora si può fare una valutazione del rischio finanziario. Questo è un elemento molto importante ed è ciò su cui abbiamo già iniziato a lavorare. Il privato può investire in questi progetti e questo funziona se abbiamo una banca, o meglio, delle banche tradizionali come partner che diano prestiti sulla base di queste valutazioni.

Il passo successivo sarà l’apertura di conti corrente sia per le persone che per le imprese.

Solo lo step finale sarà la banca e per arrivare a questo abbiamo bisogno di 6 milioni di euro.

Questo è il nostro percorso ed è una strategia che sta evolvendo e sta cambiando con il tempo. Il futuro è talmente incerto che dobbiamo aggiustare la nostra strategia di continuo. Il business model è l’Esame del Bene Comune, sia che si tratti di un investimento diretto da parte delle persone, sia che si tratti di un prestito, un credito da parte della banca. Per entrambi c’è bisogno dell’Esame del Bene Comune e il prezzo e le condizioni dovrebbero essere in accordo con i risultati dell’Esame del Bene Comune

La banca solitamente per funzionare ha bisogno di un differenziale di interesse del 3%.

Questo è il differenziale di interesse tra i prestiti che concede e i risparmi che raccoglie.

Ora mettiamola in maniera semplice: abbiamo il classico paradigma di crescita capitalista, vogliamo almeno il 2% di interesse sui risparmi e questo significa che i tassi devono essere almeno al 5% sui finanziamenti concessi (una media del tasso di interesse). Ma c’è una seconda possibilità, che stiamo approcciando ora, ossia di avvicinarsi allo 0% per chi deposita i risparmi e ciò significa che il 3% è tasso che dovrà pagare chi ricevere i prestiti. Il mio sogno-utopia è uno 0% per chi riceve e un – 3% per chi deposita.

Certamente questo darebbe il turbo all’economia, favorirebbe e accelererebbe la crescita economica in maniera eccezionale e in maniera sostenibile. Ma con la combinazione dell’esame finanziario con l’esame etico del Bene Comune degli investimenti, verrebbero elargiti solo quei crediti che non distruggono l’ambiente e sono sostenibili. Quindi questo è il doppio controllo: si incrementano gli investimenti sostenibili o almeno solo quegli investimenti che non danneggiano il bene comune.

L’incremento è possibile perché non c’è più il costo del capitale, ma il business permette di creare posti di lavoro.

Quindi il beneficio per la società è di creare lavori per tutti. E questo è un beneficio per il 90% della popolazione e una perdita per il 10%. Oggi siamo cosi indottrinati che il 100% dei cittadini credono che sono dei vincenti se prendono il 2% sui loro risparmi.

Questo è il sogno. Ma vedremo se le persone sono pronte all’utopia e, certo, molte potrebbero dire: chi darebbe i soldi alle banche se questo significasse una perdita? L’1% della popolazione, che pensa in maniera diversa, avrebbe uno svantaggio monetario, ma avrebbe un vantaggio morale, etico e sistemico. Perché inizia a cambiare il sistema. Inoltre se le leggi lo prevedessero, sarebbe obbligatorio per tutti, quindi vuoi o non vuoi i tuoi soldi in banca diventerebbero di meno perché lo dice la legge. Questo è il secondo passo. Se potessimo prendere una posizione democratica in un modello di interesse positivo contro un modello di interesse negativo, sono sicuro che il 90% delle persone opterebbero per un modello di interesse negativo; una volta capito cosa significa per loro, potrebbero farlo in maniera egoistica perché sono vincenti nel cambiamento del sistema e un massimo del 10% sarebbe perdente, ma anche questo 10% avrebbe una economia più stabile, più giusta e più sostenibile. Quindi anche alcuni di loro non vedrebbero se stessi come perdenti solo per un più basso guadagno sul capitale, ma potrebbero vedersi come vincenti nel nuovo sistema perché c’è un’economia più stabile e più umana”.






Lascia un Commento

Your email address will not be published. Required fields are marked as *

*

CHIUDI
CLOSE