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Risoluzione sui difensori dei diritti umani, il sì della Camera

La Commissione Esteri della Camera dei Deputati lo scorso 31 gennaio ha approvato la risoluzione sui Difensori dei Diritti Umani al fine di proteggere gli attivisti impegnati nella tutela dei diritti umani a livello globale.

Questa risoluzione è stata fortemente voluta da oltre 20 associazioni ed organizzazioni attive nella difesa dei diritti umani, ma anche nella tutela dell’ambiente e per libertà di espressione e di stampa. Il motivo è appunto quello di tutelare gli attivisti e gli avvocati che vengono costantemente minacciati proprio a causa del loro operato.

Questa iniziativa è partita con l’invio di una lettera all’ex ministro degli Esteri Paolo Gentiloni da parte della coalizione delle associazioni. Seguita da un importante convegno denominato “Difendiamoli!“, che si è tenuto alla Camera il 28 novembre 2016.

Lo scopo era quello di sensibilizzare la Farnesina in merito a questo delicato argomento, al fine di mettere a punto dei protocolli per proteggere gli attivisti italiani in tutto il mondo. Cosa che già avviene in altri paesi europei.

Si tratta quindi di “Un importante passo in avanti” secondo Francesco Martone, responsabile advocacy dell’organizzazione “Un ponte per…” che ha aggiunto: “La presa di posizione del Parlamento giunge in una fase di grave acutizzazione dell’attacco alle donne a agli uomini impegnati nella difesa dei diritti umani nel mondo, e ad un mese dalle iniziative per ricordare Bertha Caceres, attivista indigena honduregna uccisa per essersi opposta ad un progetto di diga nella sua terra“.

In effetti il “lavoro” o meglio la missione degli attivisti che ogni giorno si battono per la tutela dei diritti umani e per l’ambiente non è facile. Questi uomini e donne rischiano quotidianamente la loro vita e la libertà scontrandosi con realtà allucinanti, in cui i diritti dell’uomo sono inesistenti o quasi.

Hanno sicuramente una posizione scomoda, perché si battono proprio contro quei poteri forti che hanno tutto l’interesse di lasciare il tutto nel completo caos. Ed è chiaro che quando si toccano determinati poteri, per di più in paesi dove la democrazia è solo un sogno lontano o un miraggio, chi ha il coraggio di fare ciò rischia seriamente la propria incolumità.

È per questo che grandi associazioni come: AIDOS, Amnesty International, Associazione AntigoneCoalizione Italiana Libertà e Diritti Civili, AOI, Comitato Giustizia per i Nuovi Desaparecidos, COSPE, Fondazione Lelio e Lisli Basso-Issoco, Peace Brigades InternationalItalia, Progetto Endangered Lawyers/Avvocati Minacciati e tante altre hanno richiesto che venisse istituita una risoluzione per tutelare questi eroi dei giorni nostri dalle continue minacce a cui sono esposti.

L’Italia era indietro in tal senso, molti paesi europei aveva già da tempo degli strumenti per la tutela degli attivisti per i diritti umani, e con l’approvazione della risoluzione da parte della Camera, il nostro paese dovrebbe adeguarsi.

Martone, in merito dice: “Adesso ci aspettiamo azioni concrete, prima fra tutte l’attuazione degli orientamenti UE in maniera trasparente, attraverso l’elaborazione e la pubblicazione di linee guida per il personale diplomatico italiano, al fine di permettere un monitoraggio del loro lavoro e agli/alle attivisti/e di essere informati delle possibilità di sostegno.

Chiediamo che l’Italia, che presiederà il prossimo anno l’OSCE, organismo che ha delle linee guida eccellenti sul tema, metta la questione dei difensori e delle difensore dei diritti umani al centro dell’agenda politica internazionale“.






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