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Molveno: un lago che deve essere svuotato

Molti sono i turisti, ma soprattutto i trentini che in questi giorni si stanno recando sulle sponde del lago di Molveno per ammirare un paesaggio più unico che raro e molti sono coloro che si stanno chiedendo il motivo di tale fenomeno.

Un fenomeno provocato dallo svuotamento delle acque del lago, che a partire dagli anni cinquanta con cadenza decennale, mette in luce un suggestivo paesaggio di rocce dolomitiche da togliere il fiato.

Il lago di Molveno è un lago nato da un evento straordinario che vide grandi quantità di rocce dolomitiche scendere dal vicino monte Gazza, sbarrando la valle e bloccando il deflusso delle acque.

Questo straordinario avvenimento, che portò al crollo di circa 200 milioni di metri cubi di materiale, diede origine a quello che oggi è uno dei laghi più conosciuti e più belli del Trentino.

Ma la scoperta più sensazionale è stata quando nel lontano 1952, con la sistemazione della presa d’acqua di alimentazione dell’impianto idroelettrico di Santa Massenza, è emersa un’antica foresta preistorica.

Duecento tronchi fossili, trovati sul fondo del lago, risalenti a più di 3000 anni fa, che hanno permesso di stabilire l’età e l’origine del bacino idrico di Molveno.

Ma è l’impianto idroelettrico di Santa Massenza il reale motivo per il quale ogni dieci anni il lago deve essere svuotato e portato ad una quota di circa 770 metri, partendo da una quota di circa 820 metri sul livello del mare.

Pochi infatti sanno che il lago di Molveno è ad oggi un grande bacino di raccolta delle acque del torrente Sarca; acque provenienti dalla Val Rendena e dalla Val di Genova e condotte verso il lago di Molveno attraverso un’imponente galleria sottostante alle Dolomiti di Brenta.

Queste acque vengono pompate dal lago per andare a produrre quello che ad oggi corrisponde al 35% della produzione elettrica provinciale, grazie alla centrale idroelettrica di Santa Massenza, situata nella valle dei laghi e costruita negli anni cinquanta del Novecento.

In particolare, lo svuotamento delle acque del lago di Molveno deve essere conseguito per le opere di manutenzione e pulizia della galleria che alimenta la vicina centrale di Nembia e la cui condotta si trova ad una cinquantina di metri al di sotto del livello delle acque di Molveno.

Difatti l’impianto idroelettrico di Santa Massenza, non consiste in una sola centrale idroelettrica, ma in un sistema ramificato di condutture che portano l’acqua ad altre cinque centrali.

Quando l’impianto idroelettrico di Santa Massenza venne costruito nei primi anni cinquanta, fu un’opera titanica in quanto richiese 8000 lavoratori per la costruzione di sei centrali idroelettriche e 40 gallerie, ad un costo di circa 30 miliardi delle vecchie lire. Tutto ciò per raccogliere le impetuose acque del torrente Sarca e costruire quello che all’epoca era il più grande impianto idroelettrico d’Europa.

Ed ecco quindi che lo svuotamento delle acque del lago di Molveno da evento di manutenzione idraulica, che poteva arrecare danno all’immagine del paese, si sta trasformando in fenomeno turistico.

Tutto questo grazie alla forte risonanza sui social – le foto del lago svuotato sono diventate quasi virali – e grazie anche alla stampa che ha contributo a diffondere questo avvenimento più unico che raro.

Per conoscere la storia e le origini del lago, il Comune di Molveno e la Molveno Holiday hanno sistemato pannelli informativi e organizzato visite guidate lungo le coste del lago.

Non resta altro che godere di questo panorama non destinato a durare a lungo; in questi giorni infatti il lago ha raggiunto la quota necessaria per i lavori di manutenzione e verso marzo le sue acque torneranno a risalire.






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